contro il disastro nucleare

Nella notte tra domenica 7 febbraio e lunedì 8 in val Susa all’altezza della stazione ferroviaria di Condove Chiusa San Michele, si sono ritrovate una quarantina di persone, allertate da notizie provenienti dalla Francia, sul passaggio di un treno carico di scorie nucleari provenienti da Saluggia ( Vercelli).

Nella notte tra domenica 7 febbraio e lunedì 8 in val Susa all’altezza della stazione ferroviaria di Condove Chiusa San Michele, si sono ritrovate una quarantina di persone, allertate da notizie provenienti dalla Francia, sul passaggio di un treno carico di scorie nucleari provenienti da Saluggia ( Vercelli).  In prossimità dell’orario di arrivo del treno ( ore 3.39), c’è stato un tentativo di blocco dei binari ferroviari nonostante la presenza di uno spiegamento così massiccio di forze dell’ordine da rendere impensabile qualsiasi tentativo di opposizione.  Tutte quelle divise rendevano bene l’idea di quanti interessi fossero lì a difendere e di come la questione nucleare non sia per niente risolta ma continui a rappresentare un’oscura minaccia per tutti noi. Lo dimostra chiaramente la violenza della carica subita dai presidianti, tre dei quali saranno poi tratti in arresto mentre gli altri saranno costretti a rimanere a terra in stato di fermo per ore. Nonostante l’accaduto, il trasporto delle scorie è stato disturbato e rallentato, anche dalla presenza di alcuni fuochi lungo i binari, accesi dopo la carica degli sbirri. L’Italia ha abolito l’uso di centrali nucleari nel lontano 1987 ma in territorio italiano sono presenti ancora centrali dismesse e depositi di scorie radioattive. Queste viaggiano da anni verso la Francia per essere trattate in modo da renderle, se è veramente possibile, più innocue e ritornare in Italia per lo stoccaggio. Il peso economico di queste operazioni grava ancora oggi sulle bollette dell’energia elettrica ( 30 anni dopo!!!!!!!!!!!!). Proprio ora l’Italia vorrebbe tornare all’uso dell’energia nucleare spinta dagli interessi dei soliti gruppi economici industriali ( ENEL, ENI, SOGIN, ANSALDO, ecc..) insieme alle banche, senza avere ancora risolto lo smaltimento delle scorie e la messa in sicurezza dei siti nucleari. Quello che ci preme sottolineare non sono tanto gli abusi, ordinari, delle forze dell’ordine, ma la decisa determinazione con cui si è agito e la ribelle consapevolezza di quello che è stato fatto, in funzione di un percorso più ampio di lotta e di rifiuto delle nocività TUTTE. Per noi non basta dire solo NO TAV e allo stesso tempo far passare tonnellate di scorie nucleari tra le nostre case: sono immondizie tecnologiche, nuove e vecchie, tutte facenti parte di un meccanismo di profitto che non bada alle conseguenze, ma solo agli interessi del potere.                                                                                   

Con Guido ed Arturo ribelli amanti della libertà!                                                                           Spazio di documentazione Lo Sconfino, Anarchici del Canavese e della val d’Aosta