comunicato di solidarietà con Guido Mantelli e Arturo Fazio

la cassa anti-rep delle Alpi Occidentali esprime la propria totale solidarietà

Nella notte tra il 6 e il 7 febbraio, dopo una pesante carica delle forze dell’ordine, sono stati tratti in arresto Guido e Arturo mentre insieme ad una quarantina di altre persone si opponevano al passaggio di un treno Castor, in bassa valle di Susa, carico di scorie nucleari dirette in Francia per essere trattate. Guido e Arturo sono tra i compagni fondatori e responsabili della cassa Anti-Repressione delle Alpi occidentali, strumento che anche grazie a loro in questi anni ci ha permesso di fare fronte a tante manovre repressive sia su base economica sia sulla base di rapporti creatisi tra fuori e dentro le prigioni oltre a coltivare continuamente nuove relazioni tra gruppi o individualità sensibili alla questione carcere. Ad oggi Guido e Arturo si trovano nel carcere delle Vallette con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni Guido, e resistenza e detenzione di arma impropria (potrebbe trattarsi di una fiaccola!) Arturo. La carica avvenuta conferma quanto l’obbiettivo nucleare in tutte le sue ramificazioni sia una questione davvero importante per lo Stato e le industrie produttrici di morte. La loro detenzione, che si sta protraendo sulla base di accuse relativamente banali, ci dimostra l’accanimento a cui, come in altri casi, viene sottoposto chi non ha mai abbassato la testa e ha sempre combattuto contro un sistema che priva della libertà chi ne è alla totale ricerca e distribuisce capillarmente il suo dominio attraverso le nocività della società capitalista. Di questo sicuramente i signori si stanno vendicando come possono, avendo l’occasione questa volta di trattenere tra le loro sbarre due inguaribili amanti della lotta per la libertà e l’autoorganizzazione. Purtroppo ancora nessuno è riuscito ad incontrarli, neanche i parenti più stretti hanno ancora ottenuto i colloqui. Non hanno ancora scritto nulla a nessuno, il che fa credere che siano ancora nei Nuovi Giunti. Pochi giorni dopo l’arresto al termine della prima udienza il tribunale non si è espresso rinviando tutto al riesame che avverrà sempre a porte chiuse all’interno delle Vallette venerdì 18 febbraio. In attesa di avere notizie più specifiche, gli esprimiamo la nostra totale solidarietà, ansiosi di riabbracciarli presto e riaverli liberi e al nostro fianco nei prossimi momenti di lotta.

Lunedì 14 febbraio