ENI Libia: sangue & petrolio.

Quando ci son di mezzo montagne di quattrini non ci si ferma davanti a niente e nessuno. E’ scritto anche in un dossier dell’ENI.

C’è un  dossier ENI-LIBIA che   porta  la  data  del 14 luglio 1998 (lo trovate  qui  allegato pdf  e  riprodotto). “ENI-LIBIA Wafa  Field e  NC41  Offshore Progetto  GAS”. Gli uomini della  società  dell’Ing.   Mattei avvertono  che  se  si porterà  a  compimento  questo progetto con il  dittatore  di libico Muhammar Gheddafi bisognerà  poi  fare  i  conti con le sanzioni USA. Dice il  dossier l’Eni:

 Le  sanzioni  colpiscono i  soggetti (Società  Petrolifere) operanti  in  Libia con  ‘contratti’ la  cui   validità è  successiva alla  data  di  entrata  in vigore del  ‘Act’ e  che  violino le  sanzioni  imposte dall’ONU (risoluzioni 748 del 1992 e 883 del 1993).  Non sono  colpiti  dalle  sanzioni i  contratti precedenti all’entrata in  vigore  del  ‘Act’ e  tutti  i  contratti di  fornitura di  beni, servizi e  tecnologia. Per ‘contratti’ si  intendono accordi con  entità  Libiche, relativi allo  sviluppo di  risorse  petrolifere in  Libia (esplorazione, estrazione, trasporto e raffinazione). Le  sanzioni  colpirebbero la  Società che  ha  posto  in  essere  il   comportamento sanzionato e  le  sue  Consociate a  conoscenza di  tale  comportamento. Sono  pertanto  escluse le  Società dello  stesso  Gruppo,  non  a  conoscenza del  comportamento sanzionato (‘innocent Subsidiary’). Le  sanzioni  che  verrebbero  imposte potranno essere  scelte dal  Presidente degli  Stati  Uniti tra  le  seguenti: 1) l’export-import Bank degli  Usa  non  può  concedere finanziamenti, garanzie ed  assicurazioni relativamente all’esportazione dagli  USA di  beni o  servizi destinati  ad  una Sanctioned Person. 2) Il  Governo degli  USA non  può  concedere  permessi di  esportazione dagli USA di  beni  e  tecnologie destinate ad  una Sanctioned Person. Il  divieto si  riferisce esclusivamente a  beni  e tecnologie la  cui  esportazione debba  essere autorizzata dal  Governo  USA. 3) Le  banche statunitensi non  possono  concedere finanziamenti superiori  s  10.000.000 US$ all’anno ad  una Sanctioned Person,  a meno  che  la  Sanctioned Person non utilizzi tali  finanziamenti per  attività  umanitarie. 4) Gli  istituti  di  credito e finanziari che  siano Sanctioned Person non  possono  partecipare  al  mercato dei  titoli di  stato USA come  ‘primary dealers’, né  possono essere  depositari di fondi del  governo  USA. Il  Governo degli  USA non  può  approvvigionarsi di  beni e  servizi da  una Sanctioned Person. Il  Presidente può  imporre  sanzioni finalizzate   a limitare l’importazione negli USA di  beni e  servizi prodotti  da  una Sanctioned Person”.

Come  la  storia c’insegna  l’ENI  s’ENIfischia  altamante  delle  sanzioni  USA/ONU  e – oltre  a  riempire  le  sue -  ha  foraggiato per  oltre  quarant’anni  le  casse  del  colonnello  Gheddafi  a  suon di miliardi  di  dollari. Tutto  sto  fiume di  denaro dall’ENI ad uno  dei più criminali e sanguinari  dittatori del  continente  africano.  

Nel  Verbale  (n. 9) della Riunione  del  Consiglio  di  Amministrazione  dell’ENI  Spa del 14  luglio 1998 (che  trovate  qui allegato  pdf)  il  Presidente  dell’ENI, Ing. Guglielmo Antonio  Claudio Moscato  da  conto delle  lunghe  trattative  intercorse  con  le  autorità  libiche:

 

Il  Presidente  informa  il  consiglio che  ha  Divisione ha  definito  un  ‘heads of  agreement’ per  l’importazione  di  gas  dalla  Libia,  ricorda  quindi che  a  definizione di  tali  accordi ha  richiesto  un  lungo negoziato  sui  cui  sviluppi il  Consiglio è  stato  informato nella  riunione  del 28  ottobre  1997 e  che le  intese raggiunte consentono  di  porre le  condizioni per  lo  sfruttamento commerciale del  gas dei  giacimenti di  Wafa  e della  struttura NC41… L’Ing.  Sguaini conclude  la  relazione rappresentando l’andamento delle  produzioni del  gas  equity  italiano e libico per  il  periodo 1998-2010 e  gli  indicatori di  redditività del  progetto che presenta un  tasso  di  redditività interna  del 15,87% nel  caso  base e  del 17,15% nel  caso con  investimento inferiori del  10%...”.

Nel  Dossier  “ENI-LIBIA Wafa  Field e  NC41  Offshore Progetto  GAS”,  come  noterete si  tracciano  proiezioni di  lungo  termine e scenari  di profitti  sin’oltre  il 2013. Dimenticando, come insegna  il  mitico  Prof.  Giulio  Sapelli (insigne storico dell’economia nonché  consigliere  dell’ENI)  che “non  esistono  più  gli elementi  stocastici  di  mercato.  Esistono solo gli  elementi  stocastici  geostrategici.  Ad  esempio  Bolivia. Chi  l’avrebbe  mai  detto  che  la  Bolivia  andava  verso  la  scissione. E’  quello  che  sta  capitando  in  Bolivia. Pensiamo  al  pericolo  che  abbiamo  avuto  sul  Blu  Stream. Noi  abbiamo  corso  (ancora  lo  corriamo meno) se  facevano  il  gasdotto,  o  la  pipelines Baku-Ceyhan la  previsione  dei  nostri  utili  sul  Blue  Stream quasi  si  dimezzavano…”.

Il  gasdotto  Baku-Ceyhan  venne  poi costruito (purtroppo  per  l’Eni).. Gli  scenari  cambiano. In  Egitto Mubarak  ora va  a tener  compagnia  alle  mummie. Idem in  Tunisia Ben Alì. In Algeria,  Yemen ed  in  tutte  le  aree del  mediterraneo  la  popolazione   oppressa per decenni è  in  rivolta.

La  Libia è  a  ferro  e fuoco. Chi  l’avrebbe  mai  immaginato  che nel 2011 anche  un pazzo criminale  come  Muammar Gheddafi  sarebbe  arrivato  al  capolinea? Che  il  gasdotto  ENI del  Greenstream (collega Libia  e  Sicilia) avrebbe  smesso  di sfornare  petrodollari?

Una  volta  l’Eni  risolveva fomentando  le  rivoluzioni (v. in Algeria e  Iran).

Lo  ricordava il  mitico  Prof  Giulio Sapelli  in una  convention dell’ENI  Corporate  University (v.  video Eni  a margine  del  presente  articolo):

“… io  sono  un  ammiratore  dell’impero  britannico … naturalmente  non  possiamo  fare  come gli  Americani  di  cambiare  presidente, organizzare  le  rivoluzioni  arancioni, non abbiamo  più  questi  mezzi, l’abbiamo  fatto  in  Algeria  tanti  anni  fa, in  Iran  forse  con Mossadeq ma  adesso siamo  diventati  una  società  più  normale,  meno  avventurosa, non  facciamo  più  di  queste  cose. Probabilmente  bisognerebbe  continuare  a  farlo,  ma  questa  è  una  visione che  ognuno  ha  delle  società  petrolifere.  Io  sono  uno  molto  all’antica  su   cosa  devono  essere”.

Oggi, la società  di  Paolo  Scaroni come  risolverà? Fomenterà anche  in Libia?

Qualche  sospetto verrebbe.  Specie  dopo  che  abbiam  visto il  logo  dell’ENI sulla  giacca di  un  mercenario che  sparava  sulla  folla.

 

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Video   Prof.  Giulio Sapelli Eni Corporate  University Seminar

http://tinypic.com/r/nnktb6/7

 

Altri  video ENI:

http://it.tinypic.com/r/23sya8l/7   

http://it.tinypic.com/r/qp13ir/7

http://it.tinypic.com/r/vevihv/7

 

Video: Mercenario vestito   ENI spara sulla folla

http://www.blogeko.it/2011/rivolta-in-libia-il-logo-delleni-sulla-giacca-di-un-mercenario-che-spara-alla-folla/

 

 

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eni_libia_wafa_field_nc41project.pdf