TAV: trasparenza ZERO!

Si parla tanto di repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione auspicando la massima trasparenza nel contratti di pubblici lavori, servizi e forniture. E poi nei contratti dell’Alta Velocità i General Contractor fanno i cazzi loro senza rendere conto di niente a nessuno.

 

Specie  laddove  girano  cospicue  somme  di  soldi pubblici l’attività  di  auditing  è  d’obbligo. L’Audit sugli  appalti serve per  la  valutazione  dei  rischi, per  il  controllo  interno e soprattutto per  la  prevenzione  degli  illeciti. Ma  a  qualcuno il  sistema dei controlli  non  piace proprio. In  una sconsolante lettera dell’Amministratore  Delegato  di TAV Andrea  Salemme (Gruppo  Ferrovie  dello  Stato  Spa) del 22  luglio 2009  indirizzata a Piergiorgio  Paolucci (Presidente  Consorzio Cepav  Uno),  Giuseppe Gauzzi (Consorzio Cepav Uno), Michele  Mario  Elia (Amm. Del. RFI Spa) e Renato  Casale (Amm. Del. Italferr  Spa)  si  scrive:

“… il  Consorzio  ha  comunicato  che … non intende fornire  alla  scrivente parte della  documentazione richiesta… in  particolare  rifiuta  di  fornire fra  l’altro la  documentazione relativa ai  rapporti  contrattuali inerenti avvocati, consulenti  legali e  consulenti  tecnici  di  parte… l’Art 35  dell’Atto  Integrativo  prevede che  Cepav  Uno  è  obbligato  a ‘tenere  e  a  far  tenere dalle  relative  imprese  appaltatrici … una  contabilità  separata … a  mettere, e  a  far  mettere, a  disposizione  di  TAV … tutte  le  proprie scritture  contabili e  delle  relative  imprese  appaltatrici … in  questa  situazione  siamo  costretti  a rilevare  che la posizione  assunta  da  Cepav Uno … manifesta  ancora  una  volta la  volontà  del  Consorzio non  già  di  facilitare,  bensì  di  frapporre continui e  dilatori  ostacoli all’espletamento  delle  attività  di  auditing.  Simile  atteggiamento  è in  contrasto sia  con  le pattuizioni  contrattuali … sia con  le  regole  di  correttezza e  buona  fede  che  devono informare  i  rapporti  contrattuali  tra  le  parti…”.

 

Aggiungiamo noi,  sto  contegno  è  pure  in  contrasto  con  le  norme del Codice  dei  Contratti Pubblici  che  pongono  proprio  alla  base  di ogni  procedimento  amministrativo la  trasparenza  e  il  diritto  di  accesso a  tutti  gli  atti (presupposto  a  tutela e  garanzia del  pubblico  interesse).   

Ricordiamo  chi è  il  Consorzio  Cepav  Uno.  E’  un  consorzio di  cui l’ENI è il general  contractor per  la  tratta  AVAC Milano-Bologna  e  che  raggruppa anche altre  società  come  Saipem, SnamprogettiPizzarotti, Consorzio Cooperative  Costruzioni, Fincosit, Aquater e Cogei.

Che  risponde il  Consorzio  Cepav  Uno? Picche.

Intanto  arriva  la replica di   Pizzarotti  che  scrive una lettera  demenziale alla  società  Deloitte  e  Touche  (incaricata  da  TAV dell’audit) paventando incomprensibili  ragioni  di  privacy:

“… ad  avviso della  scrivente la  pressoché  totalità  della  documentazione  richiesta  esula dal  campo  applicativo  dell’art.  35  … è  opportuno sin d’ora evidenziare che  tale  richiesta  è  indotta esclusivamente  dalla normale  esigenza di  limitare a  quanto  necessario la  circolazione presso  terzi  di  documenti che  rientrano  di  norma  nella  sfera  della  riservatezza dell’impresa …”

La  società  di  revisione  chiede  in  visione della  semplice  documentazione  contabile  inerente   appalti (e subappalti) e la Pizzarotti oppone  il suo  diniego  adducendo  motivazioni  di  privacy? Ma  che  roba  fuma  il  dott. Mauro  Pirondi? (resp. Finanza  e  Controllo  di  Pizzarotti Spa). Gli  fa  eco la  Dott.ssa  Chiara  Camosci (responsabile  amministrativo della  società Consorzio  Cooperative  Costruzioni)  che  sulla  falsariga  di Pizzarotti  scrive  a Deloitte:

… buona  parte dei documenti richiesti … non  possono  formare  oggetto  di  auditing … attengono  strettamente all’attività  imprenditoriale  della  scrivente … sono  conseguentemente  coperte  da  riservatezza e  non  vi  verranno  prodotte”.

Alla  società  di  revisione,  che  sconsolatamente  se ne  va  via  con  le  mani  vuote  non  rimane  che  tirare  le  somme. Il  1° ottobre 2009  la  società  di  revisione Pricewaterhouse Coopers  Spa  affrontando  lo  spinoso  tema  dell’omertà  che attanaglia  tutti i  contraenti  della  tratta  dell’alta  velocità  Milano-Bologna,  scrive  a TAV  Spa,  nonché  ai  colleghi Deloitte  &  Touche  e Reconta  Ernst & Young  Spa dicendo:

 

Con  riferimento  alla  nostra  proposta  relativa al  servizio  di  Audit in  favore  di  TAV Spa  per  l’analisi e verifica  della  contabilità di  commessa  dell’affidatario di  un  appalto  per  la  realizzazione  di  opere  pubbliche … vi  informiamo  che … allo  stato attuale  delle  nostre verifiche alcune  delle  società  oggetto di  verifica  … hanno  espresso  il  loro  diniego  al  riguardo…”.

Quindi  ciccia.  Niente  Audit. Nessun  controllo.

Capito come  fanno le  mafie  ad  inserirsi  senza particolari problemi negli  appalti  pubblici  dell’alta  velocità? Capito perché  la  ‘Ndrangheta guarda  con  bramosia al  Terzo  Valico  dei  Giovi (e   anche  alla  Tratta  Torino_Lione).

Se mai  partiranno  sti  sciagurati  lavori  della  Torino-Lione adesso sapete  che livello di trasparenza  potrete  attendervi.

Capisci  ammè (Zero).

 

Per cui  … W la trasparenza e W la Valsusa  (NO  TAV

 

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tav_kpmg_audit_2009.pdf