Giaglione: una cronaca

due parole sull’assedio a Giaglione

Un nutrito e variegato corteo raggiunge il cantiere dopo una lunga passeggiata nei boschi, il presidio/baita è stato già ‘riconquistato’ – e fungerà poi nel corso della giornata da punto di ritrovo.
Alle prime mani appoggiate alla rete, e qualche lancio di uova, la polizia risponde con idranti e lacrimogeni: continueranno per circa 3 ore, a grappolo, indiscriminatamente, anche su anziani, famiglie, ragazzini. Moltissimi feriti, intossicati, colpiti dagli inserti dei cs a grappolo o semplicemente dai bossoli vuoti lanciati dal cavalcavia 50 metri più in su – tutti gli estremi per un tentato omicidio, solo il caso ha voluto che ciò non avvenisse. A timidi lanci di pietre i servi dello stato rispondevano con cs ad altezza uomo ed altri sassi, diverse persone ferite al volto, anche in questo caso, miracolosamente, non troppo malconce. L’assedio è stato portato su almeno 5 fronti in maniera piuttosto pacifica, mentre le merde in divisa son riuscite persino ad incendiare un pezzo di bosco coi lacrimogeni. Fortunatamente il vento si è rivelato un ottimo alleato no tav, spingendo verso l’alto, nel presidio della polizia, quasi tutti i fumi insalubri – che avranno provocato il 90% dei feriti dichiarati dalla questura.
 
Torneremo…