lettera aperta

Marta, arrestata in Val Susa con altri 3 compagni, dopo gli scontri di domenica scorsa.

Ciao Marta,

due giorni fa ho saputo che sei stata arrestata in Val Susa con altri compagni, a seguito dei tafferugli contro chi vuole devastare quella valle, l’ambiente e le nostre vite.

Mi rivolgo principalmente a te perché siamo amiche, ma naturalmente la mia solidarietà va a tutt* i compagni e le compagne arrestat* ingiustamente.

Sì, ingiustamente.

Perché bisogna proprio essere feroci per considerare te un cattivo soggetto, un soggetto deviante, un soggetto che sbaglia, una colpevole.

Questa mattina mi hanno girato il link di un articolo atroce, agghiacciante, da vomito per la sua scemenza.

Eccolo: http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/410044/

Solo loro sanno essere così cattivi e vigliacchi.

Loro che fanno scrivere alle proprie sguattere da tastiera tutto ciò che vogliono e che gli torna comodo: quando si hanno soldi, manganelli, lacrimogeni e potere, si può fare tutto, anche riversare su una valle colate e colate di cemento e acciaio, minacciando la vita di tutt*.

La libertà, la speranza, la solidarietà: anch’esse sembrano gravemente minacciate.

Ma se si salveranno, sarà grazie a donne come te.

E’ per questo che sono fiera di esserti amica, è per questo che sto scrivendo di getto queste parole: per far sapere a più gente possibile che devi essere rilasciata immediatamente, al pari degli altri compagni detenuti.

E come gli animalisti spagnoli arrestati negli ultimi giorni per aver dato la libertà e salvata la vita a degli animali considerati da pelliccia: quei ragazzi hanno fatto la cosa giusta, ma le leggi sono state scritte per il profitto, per chi detiene il potere economico, non per chi difende la vita.

Ecco allora che noi (anch’io che ti scrivo questa lettera) passiamo per terroristi, mentre loro, uccidendo e con le mani sporche di sangue innocente, vengono considerati persone che contribuiscono allo sviluppo economico e al benessere.

Che mondo fatto a culo, Marta!

La giustizia è utopia, l’orrore è la regola.

I terroristi sono coloro che vogliono annientare la vita, soffocare le libertà: sono coloro che calpestano le Leggi reali, cioè quelle che fanno capo all’amore e al vero benessere, all’etica, e facendosi scudo di leggi aberranti, distruggono tutto ciò che incontrano sul loro cammino e che possa ostacolare il loro tornaconto.

Chissà, Marta cara, quante luride testacce di merda leggeranno queste mie parole e mi accuseranno di essere in preda al delirio.

Poveretti: loro non vedono –non possono vedere- le tenebre che hanno nel cranio e nel cuore.

“Marta, com’è che ti sei ridotta così?” si domanda qualcuno nell’articolo di cui ho postato il link poco sopra.

Sei vegana, non ti cibi di pezzi di animali morti dopo atroci sofferenze, perché rispetti la vita di tutti; sei antispecista, come altr* compagn* ritieni che non vi siano esseri inferiori in questo pianeta; sei antifascista, disprezzi l’autoritarismo violento e repressivo di questo sistema e di quei tragici individui che inneggiano al Ventennio e sprangano trans, cani e migranti per puro divertimento; sei solidale con le donne come me, mi capisci, anzi sei stata fra le promotrici di una serata benefit a mio favore poco più di un anno fa…

Minkia, Marta: com’è che ti sei ridotta così?

Come mai non vai a Pontida?

Come mai vuoi salvare i boschi della Val Susa dallo scempio?

Come mai non disprezzi e non calpesti i rifiuti umani come Barbara X?

Come mai non mangi gli animali massacrati nei macelli?

Come mai non ti fai annientare il cervello dalla Tv?

Come mai non frequenti i camerati di casapound?

Ecco: tali cose sono alcuni dei capi d’imputazione per cui ti ritrovi ora in stato di fermo in attesa di convalida…

E con un trauma cranico da sopportare, povera amica mia, tanto sei una pericolosa e potenziale assassina, come sostiene maroni…

Non bisogna considerarli, lo so, ma io non ce la faccio.

Adesso concludo questa lettera aperta che ho scritto per buona parte con gli occhi velati dalle lacrime.

Devono rilasciare subito te e tutt* gli altri compagni e compagne incarcerat*.

Intanto bisogna resistere, Marta.

I colpevoli sono coloro che distruggono e uccidono, non chi si oppone coraggiosamente a questo scempio.

Spero di riabbracciarti presto.

Barbara.

 

[Marta Bifani, Roberto Nadalini, Salvatore Soru, Giancarlo Ferrari: casa circondariale Le Vallette - via Pianezza 300 - 10151 Torino]

http://www.dongiorgio.it/barbarax.php?id=87

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