autogestione e autoorganizzazione della lotta no tav

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O. è R.

                 

 

Dopo il 3  luglio i sassi non raggiungono più i cantieri della maddalena!!

Le 2 protezioni a 20 m. una dall’altra ci fanno capire che anche le fionde forse saranno inutili.

Ci chiediamo: c’è la volontà di fermare questo cantiere col suo progetto capitalista di imporre tecnologie devastanti?.

C’è la volontà di liberare veramente la nostra sorella montagna da un ennesimo stupro ( autostrada, 2° binario, siti turistici, elettrodotto, centrali elettriche,…)?.

Non ci interessa “l’assalto” di domenica 10 luglio alla Maddalena mirato solo a un messaggio simbolico che non spaventa nessuno anzi addirittura rassicurante per le istituzioni.

Ci sembra un arretramento rispetto al messaggio della domenica precedente (3/7), quando migliaia di esponenti della migliore gioventù italiana (e non) hanno lanciato il seme di qualcosa di ben diverso, nuovo e bello; il seme di una rivolta che deve dilagare!!. Non si tratta più di fingere attacchi: le rivolte arabe, ci insegnano la strada da seguire e che non accetta sceneggiate !!

Cosa proponiamo?.

Se fino ad ora ci siamo adeguati alla politica dei comitati anti TAV di difesa civica del territorio e della realtà così com’è, riteniamo che quel tempo è alle spalle. Di fronte all’avvio dei lavori e del fatto compiuto, noi proponiamo una comunità d’attacco che continuamente ha di mira, senza mezzi termini e deleghe mediatiche, la conquista continua del cantiere come punto d’avvio di un allargamento degli obiettivi che trascendono la Val Susa e la logica del valore. È quello che potremmo chiamare Soviet itinerante come modello di collettività critica, di rottura, e orizzontale. PARTENDO DAI BOSCHI FINO AL CIELO!                                    

                                                                                     ORA è RIVOLTA (gruppo d’intervento)


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