Alessandria: solidali con la resistenza no tav

no tav

“Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere” (Bertolt Brecht)

 

I Compagn* di Alessandria esprimono solidarietà attiva a chi, in Val di Susa, ha lottato, è rimasto ferito, è stato arrestato per resistere alla devastazione della Montagna e di chi la abita.

Non smetteremo mai di ripetere che i “signori del TAV” sono un’esigua minoranza di imprenditori e politicanti collusi con la mafia e spalleggiati dalla prepotenza dello stato e dei suoi sgherri in divisa:

la violenza, quella vera, è stata voluta e pianificata da questi ultimi per paura.

Paura che il patrimonio di lotta, di autogestione  e di resistenza praticati in questi anni dal movimento NO TAV possa divenire “contagioso”, possa essere l’esempio ed il collante di altre

lotte che stanno attraversando non solo l’Italia ma diversi altri paesi in cui le popolazioni cominciano ad opporsi ad un modello di società basato sullo sfruttamento, sul razzismo e sulla prevaricazione.

La mattina del 27 giugno alcun* di noi erano presenti alla difesa della “Libera Repubblica della Maddalena”, sgomberata per poter dare inizio allo scempio di ruspe e cantieri, ma anche per cercare di

eliminare un simbolo di libertà e di condivisione ormai ben radicato nelle nostre teste e nei nostri cuori. Una realtà ed un’esperienza che hanno “segnato” positivamente tant* che, come noi, sono saliti

fin lassù per “respirare un’aria nuova” perchè ormai disgustati (ma mai rassegnati) da una quotidianità contraddistinta da alienazione e da lavoro precario e sottopagato.

Quindi un vero e proprio moto di ribellione per noi stessi, per la “Libera Repubblica” e per tutto il movimento NO TAV ci ha spinti da Alessandria e provincia a risalire, domenica 3 luglio, alla volta

di Chiomonte per stringere d’assedio ” il cantiere della morte e della distruzione” e per ribadire ancora una volta che la lotta non si ferma davanti ad uno sgombero ma che essa continua più viva e più

vigorosa di prima. E proprio qui, nel bosco di Ramats, abbiamo fatto un’altra esperienza: quella della violenza di chi ci vuole schiavi e sottomessi, di chi si fa scudo della propria ignoranza per soffocare con lacrimogeni e manganelli un’istanza di vita e di libertà…  perchè in brevi attimi diviene palese che solo l’azione è importante per difendersi da un attacco così brutale.

Ma qui, tra i sentieri pieni di gas lacrimogeno, abbiamo anche conosciuto la solidarietà e la complicità di coloro con i/le qual* stavamo resistendo. E tra quest* resistent* un nostro Compagno ha avuto modo

di conoscere e scambiare alcune battute con Marta, la Compagna arrestata e picchiata dalle forze del (dis-)ordine statale e a cui va tutta la nostra solidarietà. Perchè se rabbia  e rancore crescono per ogni

Compagn* arrestat*, è ancora peggio scoprire che quest’ultima l’hai conosciuta, seppur per alcuni brevi istanti, e la rivedi con la testa fasciata in una foto pubblicata su tutti i quotidiani della stampa borghese.

Perchè un altro nostro Compagno si è beccato un fumogeno in pieno costato (v. foto allegate) ed è solo grazie all’intervento di chi gli era vicino se è riuscito a risalire il sentiero per portarsi in salvo verso Ramats e non essere anche lui requisito dai servi dello stato. Perchè i/le nostr* Compagn* che con noi lottano e resistono sono nostr* Sorelle e Fratelli: quindi uno dei beni più preziosi che esista al mondo!!!

Siamo stati, siamo e saremo ancora e sempre a fianco della lotta contro il TAV.

Siamo solidalmente vicini ai quattro Compagn* arrestat*: un saluto in particolare a Marta, conosciuta tra i sentieri della Valsusa.

 

LA RESISTENZA CONTINUA

 

Laboratorio Anarchico PerlaNera

C.S.A. Lacandona

F.A.I. Monferrato

U.S.I.-A.I.T. Alessandria

Individualità Anarchiche









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