Valsusa, “blitz” a sorpresa già eseguiti gli espropri

L’allargamento dell’area di recinzione del cantiere della Torino-Lione è stato eseguito stamani a Chiomonte: una mossa che ha anticipato i tempi soprendendo i “No tav”. Il movimento denuncia su Twitter: “Sgombrano la baita, ferito un ragazzo caduto da un traliccio”

E’ iniziato questa mattina all’alba l’allargamento del cantiere della Tav a Chiomonte. Sulla base di un’ordinanza del prefetto che ha disposto la procedura d’urgenza per l’allargamento del cantiere operai e forze e dell’ordine hanno iniziato ad ampliare il perimetro delle recinzioni verso i terreni dei privati. L’intera area del cantiere è da gennaio sito nazionale di interesse strategico. da alcuni minuti è anche iniziato il tam tam dei No Tav su internet: chi può salga alla baita, è il messaggio. La baita si trova all’interno della zona oggetto dell’allargamento.
I lavori dovrebbero terminare in serata. Le forze dell’ordine fanno sapere però che l’area del cantiere è già interamente delimitata. Il prefetto ha vietato l’accesso alla zona sia dal lato di Chiomonte, da via dell’Avanà, sia dal lato di Giaglione, quella da cui si accede alla baita, dove comunque si stanno radunando alcuni No Tav. Una decina ha passato lì la notte, altri stanno arrivando in questi minuti.

 

 Secondo gli avvocati che compongono il ‘Legal team’ del movimento No Tav, l’occupazione dei terreni del cantiere a fini di esproprio costituisce “una vera e propria emergenza democratica”. “Ltf si è presentata nuovamente soltanto con un’ordinanza prefettizia – aggiungono gli avvocati all’Ansa – in palese violazione dell’articolo 2 del Testo unico di Pubblica sicurezza, che prescrive quella procedura soltanto in casi di estrema urgenza, che qui non vi sono. Presenteremo immediato ricorso al Tar del Piemonte”.

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