Assalto militare alla Valsusa – parte seconda

Continua la resistenza No TAV

Dopo le battaglie estive, lo stato ed il suo braccio armato tornano a giocare alla guerra in Valsusa, sulla popolazione inerme: già dopo un pacifico corteo a Bussoleno appariva chiaro l’intento del potere forte. Come prima risposta il giorno successivo viene occupato il casello di Avigliana. I timori si rivelano fondati: giunge lo sgombero della baita Clarea (agenzie) col tentato omicidio di un attivista valligiano molto conosciuto (comunicato delle/dei presenti; messaggio di Luca). Iniziano i blocchi e le varie iniziative, molto partecipate. Un detenuto nel carcere di Trento mette in atto una protesta. Segue una nottata di repressione e sgomberi, prendono vita iniziative in tutta la penisola, e non solo. I controlli polizieschi sono fitti ed i lavori continuano, ci si prepara ad un’altra serata di resistenza, nonostante lo scenario sia da colpo di stato militare, supportato dalle falsità dell’informazione di regime (altre agenzie: 1-2) che continua a rassicurare la popolazione. Un attivista torinese attua uno sciopero della fame contro le restrizioni (lettera dal carcere; aggiornamenti).
Mentre il Portogallo abbandona l’alta velocità il movimento No Tav produce un dossier sul 3 luglio.
Iniziative ed azioni di marzo e di aprile; Comunicato di Anonymous; Comunicato di radio Blackout
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Dirette ed aggiornamenti su Radio Blackout

L’11 aprile sono previsti gli espropri: parte una nuova settimana di mobilitazioni