NO TAV come grido di giustizia sociale

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E’ davvero povero un paese dove per difendere i tuoi diritti devi andare contro la legge. Servirebbe capire allora a cosa serve questa legge se non ci tutela, se non ci difende, se non ci aiuta a vivere sereni ma al contrario ci condanna? Che legge è una legge che nega la libertà? E’ sicuramente una legge molto lontana dalla giustizia sociale che un paese civile come l’Italia reclama a gran voce. Quella giustizia sociale che parte da molto lontano e si manifesta spesso con forza inaudita , segno di una rabbia che non si può fermare. La rabbia di chi nel 2001 era a Genova, a gridare che no, non si può vivere nel mondo delle grandi potenze dove l’uomo è solo un numero comodo al potere. La rabbia di chi grida no alle discariche, all’inquinamento, alla contaminazioni dei terreni e non accetta nessun dialogo con chi sparge morte nei nostri territori. La rabbia di chi non vuole più vedere morti sul lavoro. La rabbia di chi non abbassa la testa e si ribella con forza al padrone, al suo affarismo indiscriminato, alla sua logica capitalista dalla forza distruttrice inverosimile. La stessa rabbia che da anni ormai alimenta le battaglie NO TAV, battaglie diventate ormai simbolo per l’Italia intera, per quell’Italia che non accetta la repressione come risposta ad una richiesta di libertà. Quell’Italia che non lascia il proprio territorio in mano a politici corrotti che lo svendono in cerca di qualche briciola di prestigio. Quell’Italia che piegata da mille necessità, grida a gran voce, che le priorità sono altre. Acqua, salute, ambiente, casa, reddito, lavoro. Recita così uno striscione esposte oggi sui binari della stazione di Paola da un gruppo di compagni che hanno bloccato tre binari diversi, creando diversi disagi su quattro diverse tratte. Anche in Calabria,dunque, manifestazioni di solidarietà ai compagni della Valle, che proprio nella data odierna avevano indetto una mobilitazione nazionale in ogni città. Mentre la nostra classe politica spende milioni di euro per un’opera inutile e devastante, c’è chi in Italia non si vede riconosciuto il più semplice dei diritti. Dunque, non è più tempo per fermarsi a riflettere, non è più tempo per essere comprensivi e docili. Bisogna ribellarsi, sputare in faccia a chi ruba il futuro, a chi si prende gioco dei nostri sogni, dei nostri progetti. Bisogna conquistare la libertà, quella vera. Perché non c’è popolo che può essere fermato.

Fino alla vittoria NO TAV!