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ecco una bella foto di gruppo
chi di voi riesce a trovare nomi, email e cellulari dei 5 figuri della foto
solo spulciando i file pubblicati da anonymous?
i due centrali sono molto facili
forza ragazzi!
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Piccolo riassunto sul materiale notav
ANTAGONISMO – Ed andiamo a vedere insieme i contenuti spinti dall’onda della verità. Partiamo da un telex spedito il 2 marzo 2012 dalla Questura di Torino nel quale viene ricostruito il presidio di protesta davanti alla sede Rai di Torino con conseguente manifestazione di 300 persone intenzionate a spiegare alla popolazione le ragioni del “no” al progetto Tav – Tac. Il racconto si sposta poi sul gesto di 150 antagonisti i quali, alla stazione di Porta Nuova, dopo aver occupato il binario 17, hanno dipinto su un treno Eurostar una stella a cinque punte, “immediatamente cancellata da alcuni manifestanti”. Infine c’è spazio per le generalità di due persone di nazionalità turca bloccate durante l’occupazione della SS 24 all’altezza della galleria Prapotin.
ASSASSINI – Ok, niente di trascendentale, ma sicuramente utile per capire come operano le forze dell’ordine. Un altro telex, spedito il giorno prima del precedente, riporta invece il contenuto di una telefonata anonima al centralino della sede secondaria della società Lft, Lyon Turin Ferroviarie. Una voce maschile senza alcuna inflessione dialettale ha pronunciato queste parole
ASSASSINI, ASSASSINI, AVETE LE MANI SPORCHE DI SANGUE , ASSASSINI, ASSASSINI”
Per circa 20 secondi. Dieci minuti dopo una telefonata analoga è giunta al centralino della sede romana della società.
IL MONITORAGGIO – Eppure questi contributi non sono nulla se paragonati a quello che segue. Si tratta di un report riservato della Questura di Torino di 54 pagine il cui oggetto spiega già molto: “Monitoraggio dei sodalizi della sinistra e della destra antagonista”. C’è tutto. Si racconta la storia dei gruppi anarchici, appartenenti alla sinistra extraparlamentare ed all’estrema destra. Si parla delle loro prerogative, degli obiettivi della loro lotta, delle case occupate, delle manifestazioni di cui sono protagonisti, degli ultimi “incontri” con le forze dell’ordine, oltre ad una dettagliata anagrafica con tanto di legami sentimentali specificati tra i “responsabili” dei diversi gruppi. Segno che l’attività investigativa conta anche l’uso di agenti infiltrati in grado di “sbrogliare” qualsiasi matassa.
ISTRUZIONI – Come hanno fatto? Semplice, hanno seguito un percorso dettagliato diviso per punti studiato a Roma e diffuso il 30 marzo 2012 a tutte le questure nazionali “al fine di poter disporre di un quadro sempre aggiornato dell’antagonismo a livello nazionale [...] sia di destra che di sinistra”. I redattori del documento avrebbero dovuto indicare per ogni sodalizio, movimento o fazione, i seguenti elementi:
1. denominazione ;
2. sede ;
3. titolo di possesso dell’immobile ;
4. consistenza organica ;
5. area di appartenenza ;
6. canali di finanziamento ;
7. compresenza di eventuali altri organismi ;
8. eventuale sito internet;
9. leader e/o principali esponenti ;
10. sintetica ricostruzione della storia del sodalizio dalla sua costituzione ad oggi con cronologia delle principali attività ed iniziative svolte;
11. breve cronologia dei principali episodi di tensione o violenza;
12. eventuale attività investigativa svolta.
Inoltre il documento in questione doveva essere preceduto da una parte descrittiva di carattere generale sull’estremismo a livello territoriale con un numero complessivo di aderenti, la quantità di sodalizi presenti e le principali dinamiche in atto nel periodo di riferimento. Tali informazioni dovevano essere fornite al Viminale entro il 30 giugno attraverso una casella e-mail certificata ed avrebbero sostituito qualsiasi informazione precedente.
LA MANIFESTAZIONE – Sulla piattaforma è presente un altro documento, sempre della Questura di Torino, a firma del vice questore aggiunto Gian Maria Sertorio, nel quale si ricostruisce la manifestazione avvenuta nel capoluogo piemontese lo scorso 5 ottobre, indetta dal “Kollettivo Studenti Autorganizzati Torino”. La manifestazione, autorizzata, avrebbe dovuto seguire un percorso pre-definito con tanto di sbarramenti di uomini e mezzi. Il corteo, di 500 persone, è riuscito però a superare tali barriere. Questo gesto, associato al lancio di uova nei confronti dei poliziotti, ha costretto l’autorità ad agire prima spingendosi verso la testa del corteo poi lanciandosi in una carica in risposta a fumogeni e petardi.
IL CAMPEGGIO – Tutto raccontato, tutto dettagliato, tutto registrato. Anche se in questo caso non vi è stata alcuna identificazione, la polizia attraverso questi documenti conferma che sa. E controlla, monitora, tiene d’occhio gli ambienti dell’estremismo torinese, guidato dallo storico centro sociale Askatasuna che, grazie al Komitato Giovani NO TAV – secondo la polizia, comitato “d’area” – lo scorso settembre ha organizzato “il secondo campeggio nazionale No-Tav” che vede in programma “assemblee studentesche” piuttosto che “concerti e proiezioni” atte a riunire gli studenti che hanno preso parte alle mobilitazioni, alle lotte o che “ne condividono le posizioni”. Si tratta di un evento importante per la galassia contestataria, in cui la tensione sale a mille il che fa vacillare la pazienza degli agenti. Lo dimostra un comunicato del sindacato Siap, che proprio durante il campeggio No Tav di settembre scrive al ministro per lamentarsi: “Non c’è più alcun movimento democratico di protesta, ormai da tempo è tutto in mano ai violenti, che hanno trasformato il sedicente campeggio di Chiomonte in una palestra eversiva come dimostrano i fatti di cronaca e le ultime indagini apparse sui giornali. Soggetti tanto violenti che, con le loro azioni mettono in pericolo non solo la vita degli operatori delle forze di Polizia ma, come sempre più spesso accade, anche quella di automobilisti, giornalisti ed operai del cantiere. Lo Stato dal nostro punto di vista non può tollerare oltre questa continua sfida”.
SOTTO CONTROLLO – Torniamo al documento della Polizia Ferroviaria, firmato dal dirigente Perrone, in cui si afferma che “i responsabili degli uffici Polfer attueranno la massima vigilanza, segnalando con urgenza la partenza di eventuali aderenti al suddetto movimento”, i NO TAV insomma. Particolare attenzione doveva essere posta dal responsabile di Bussoleno, ma in generale tutti gli operativi Polfer dovevano segnalare con estrema urgenza “l’eventuale partenza dalle rispettive località di elementi intenzionati a porre in atto azioni contestative e/o di disturbo”. Normale attività investigativa e di prevenzione, ma molto indicativa della capillarità del controllo nei confronti del movimento valsusino.
PROSELITISMO – Azione che si sposta sovente anche a Torino, anche molto recentemente – settembre 2012 -, e ci dà anche uno spaccato delle ultime azioni dei gruppi anarchici nella capitale piemontese. Tutto ruota intorno al mercato di via Borgo Dora, dove, scrive la Questura di Torino nell persona del vicequestore Sertorio, dilaga il commercio abusivo, che le forze di polizia hanno tutto l’interesse a reprimere a beneficio dei commercianti. Pare che i militanti dell’area anarchica siano invece impegnatissimi nel proselitismo nei confronti degli ambulanti extracomunitari, il che preoccupa la polizia. Fino all’evento: “La situazione, costantemente seguita e parzialmente contrastata ogni sabato mattina, è andata inasprendosi fino a sfociare, in data 08/09/12 u.s. in scontri in piazza Borgo Dora con la componente anarchica che cercava di sottrarre ad un controllo un soggetto extracomunitario privo di documenti”. A seguito dell’evento si è subito tenuta una riunione in Comune con i competenti assessori.
VIP, NON VIP – L’estate No-Tav, comunque, era partita ben prima del campeggio di settembre: un documento della Polizia riassume le varie azioni effettuate dai militanti già in giugno: principalmente lanci di pietre e petardi, danneggiamenti alle recinzioni, scontri con le forze dell’ordine a guardia del cantiere. Con l’arrivo dell’autunno, dunque, lo scontro fra le forze anarchiche e la polizia segue rivoli più sottili, si sposta in città, non cessa in ogni caso. Massima l’allerta, lo dimostra la solerzia riservata all’occasione, per il convegno del 15 settembre scorso presso l’Aula Magna dell’Università e il susseguente concerto dell’Orchestra Sinfonica della Rai. Presenti, il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri e quello dell’Università Profumo, più una serie di ospiti di altissimo riguardo. Certo, poi ci sono i Vip e i meno Vip.
Questo è una parte di uno screenshot pubblicato da Anonymous e preso dalla mail interna della Polizia di Stato, aperta con browser Tor, dunque anonimo anch’esso. A scrivere è la responsabile di una struttura interna alla Rai, che comunica con una dirigente della polizia di Stato Torinese. Al grande evento con i ministri sono attesi giornalisti, politici, personalità.
ESTABLISHMENT – Quelli con la crocetta, lo abbiamo capito, sono Vip. Vediamo alcuni dei nomi intervenuti. Nella categoria Vip troviamo principalmente dirigenti Rai, giornalisti di testate e agenzie nazionali, esponenti delle istituzioni (ministero dell’Interno, provincia di Torino), procura della Repubblica, consiglieri comunali, provinciali e regionali, esponenti dell’Università, della Chiesa torinese, istituzionale ma anche un po’ sui generis (come Suor Giuliana Galli, consigliera di amministrazione della Compagnia di San Paolo, fondazione bancaria del gruppo Intesa, religiosa e donna di finanza aggressiva).
IL CASOTTO – Uno degli interventi più recenti, primo ottobre 2012, riguarda un casotto prefabbricato sospetto individuato dai Carabinieri di Susa in località Chiomonte. Su via dell’Avanà c’è l’ingresso al “tunnel geognostico funzionale al progetto Tav”, e prima del cancello i carabinieri rilevano “la presenza di un basamento in legno, poggiato su tubi “innocenti” aventi altezza minima mt. 0.50 e massima mt.1.00, dal piano campagna, sul quale era stata realizzata una struttura in legno, prefabbricata, delle dimensioni di mt. 3.80 x 3.80 x 2.45 h con copertura in legno e telo impermeabilizzato”. Insomma un casotto messo in piedi dai No-Tav: il comandante dei Carabinieri incarica la Digos di verificare se siano in possesso delle forze dell’ordine documenti foto-video che dimostrino la costruzione della struttura, abusiva, da parte del movimento No-Tav, ritenuta molto probabile perché gli attivisti avevano da tempo annunciato di voler bloccare i lavori di quel cantiere: i Carabinieri a prova dei sospetti affermano che pochi giorni prima si era tenuto proprio davanti al cancello un presidio No-Tav guidato dall’attivista Xxxxx Xxxxx, recentemente condannato nell’ambito dello sgombero del CSOA l’Ostile.
http://giornalettismo.com/archives/555857/cosi-la-polizia-bracca-i-no-tav/
quindi:
abbiamo scoperto l’acqua calda?