24 ottobre 1979 Francesco Berardi

Nato in Puglia a Terlizzi il 20 maggio 1929, si trasferì giovanissimo a Genova e nel 1956 entrò nell’Italsider di Cornigliano ed entrò nel reparto zincatura e abitava nel quartiere di Pra’.

Sembra che transitò per la DC, il PCI e poi entrò dentrò Lotta Continua, ma deluso da Lotta Continua si avvicinò sempre più alle Brigate Rosse; durante la militanza in Lotta Continua era conosciuto con il soprannome di “poeta della rivolta”.   Entrato nelle Brigate Rosse con la funzione di “postino” con lo scopo di diffondere ciclostilati inneggiati alle BR all’interno dell’Italsider, venne sospettato di coinvolgimento da Guido Rossa, anche lui operaio dello stabilimento, e il 25 ottobre 1978 venne scoperto da Rossa mettere ciclostilato su un distributore di bevande:   Tentò di fuggire, ma venne fermato dalla vigilanza della fabbrica, consegnato ai Carabinieri, si dichiarò prigioniero politico e poco dopo venne denunciato da Guido Rossa e processato per direttissima alla Corte d’Assise di Genova.   Il 31 ottobre 1978 venne processato alla Corte d’Assise di Genova e condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione per partecipazione a banda armata ed associazione sovversiva e pubblica istigazione e apologia al processo continuò a dichiararsi prigioniero politico, e dopo la sentenza venne portato nel carcere di Cuneo e detenuto in cella singola in isolamento.   Il 24 ottobre 1979 venne trovato il corpo senza vita verso le 19:45 da dei secondini durante il servizio di controllo interno del carcere. Morto per impiccagione con le lenzuola della branda.