Cusago: ragazza in coma, accuse alla Polizia per lo sgombero del rave
Nel paese gli interventi duri della Polizia contro i cittadini sembrano diventare una costante: sia che si tratti di manifestazioni politiche, sia che si tratti di una festa illegale.
Scontri, feriti, arresti e una ragazza in gravi condizioni per aver battuto la testa, in una caduta mentre cercava di fuggire dopo il massiccio intervento della Polizia. E’ il bilancio dello sgombero di un rave party avvenuto sabato sera a Cusago, località in provincia di Milano. In un ex capannone della Standa circa 150 tra agenti di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa sono intervenuti per sgomberare i circa 1.700 partecipanti alla festa. Di fronte alle rimostranze di alcuni giovani e al lancio di oggetti contro gli agenti, le forze dell’ordine sono intervenuti con cariche e il lancio di lacrimogeni. Con il risultato che a fine serata si contavano decine di feriti – anche tra polizia e carabinieri, almeno così dice la Questura; quattro arresti per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale e una ragazza in coma.
La giovane di Cuneo sarebbe caduta nel fuggi-fuggi scatenato dal duro intervento della polizia, e avrebbe sbattuto la testa. Poi con un’amica avrebbe raggiunto un’ambulanza che era intervenuta sul posto. Avrebbe raccontato di aver bevuto parecchio alcool ma di non aver assunto droga (circostanza risultata poi vera, fanno sapere le agenzie di stampa). Ma poi ha cominciato a sentire forti dolori al capo e ad avere crisi di vomito ed è stata portata all’ospedale San Carlo di Milano. Qui è stata operata e ora si trova in coma farmacologico, anche se a detta dei medici ha cominciato a reagire alle sollecitazioni.
Intanto i 4 arrestati – ragazzi di Cuneo, Varese, Lecco e Tradate – non saranno processati per direttissima come detto in un primo tempo ma compariranno per la convalida dell’arresto davanti al Gip. Così ha deciso il pm di Milano di turno, Claudio Gittardi.
Naturalmente sulla vicenda si sono scatenate polemiche di segno opposto. Dj Aniceto, membro della Consulta degli esperti ed operatori’ per il dipartimento per le politiche antidroga a Palazzo Chigi punta il dito contro i rave illegali e incita lo Stato a ”mettercela tutta affiché queste mattanze annunciate finalmente finiscano! Con la musica bisogna solo ballare e non partecipare ad una vera e propria guerriglia”. Da parte sua il Siap (Sindacato italiano appartenenti polizia), con il suo segretario Enzo Delle Cave, denuncia in un comunicato che “è un miracolo che non ci sia scappato il morto” e si lamenta che “nell’intervento i colleghi sono stati inviati allo sbaraglio e sono stati massacrati. Far entrare poche decine di agenti in un capannone con 1.500 giovani assordati dalla musica a palla, ubriachi e in stato di alterazione, è stata una decisione assurda, da incompetenti”.
Accuse simili ma naturalmente di segno opposto provengono dai giovani che sono stati sgomberati a forza, in maniera irresponsabile e senza preoccuparsi delle conseguenze, ribattono alcuni degli organizzatori e dei partecipanti al rave.
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I ravers contro la polizia: pura violenza
Milano, parlano i ravers: «Ci hanno caricato nel capannone e sulla strada. Hanno spaccato tutto e ucciso brutalmente anche un cane»
Checchino Antonini – popoff.globalist.it
C’è un rave in una ex Standa alle porte di Milano. La polizia lo va a sgomberare e una ragazza di 22 anni finisce in coma farmacologico all’ospedale senza aver assunto sostanze. Un bel controsenso per chi aveva guidato la spedizione in nome della difesa della salute di chi partecipava alla festa abusiva. Perché il blitz della polizia è stato ordinato da un dipartimento della presidenza del consiglio, il dipartimento politiche antidroga.
Luigi Savina, questore a Milano, stamattina ha fornito una ricostruzione dei fatti elogiando i suoi uomini e rammaricandosi per l’effetto collaterale. La ragazza, verso le 21.30 di ieri, ha chiesto soccorso ad una delle ambulanze che si trovavano fuori dal capannone temporaneamente occupato dai ravers. In un primo momento ha lamentato una forte nausea ed è stata trasportata in codice giallo al San Carlo di Milano. Verso mezzanotte, però, la giovane ha accusato una sonnolenza anomala che ha allarmato i medici che subito hanno disposto una tac. L’accertamento ha evidenziato una emoragia cerebrale e la giovane è stata operata immediatamente. Con ogni probabilità il versamento è collegato alla caduta della ragazza che, mentre si fuggiva dall’assalto della polizia è inciampata e ha battuto la testa su un calcinaccio. La prognosi è ancora riservata.
La Questura di Milano è stata allertata dal dipartimento politiche antidroga della Presidenza del Consiglio angosciato per la sorte di una serata che poteva degenerare per consumo di alcool e di droga. Doveva essere un servizio preventivo. Tra venerdì e ieri sera, la polizia s’è attivata per evitare che il party si svolgesse prima in un’area industriale dismessa del milanese, poi a Limbiate, in provincia di Monza e Brianza. Alla fine il rave si è concentrato a Cusago.
Il report di Hazard Unitz crew, la “ciurma” che ha promosso la festa rave, racconta una storia diversa. Alle 11 di sabato è stata creata la Taz (Temporary Autonomous Zone) in un capannone completamente isolato, per non dare nell’occhio e non rompere i timpani ai residenti. Due ore dopo una pattuglia di vigilantes chiama la polizia.
Alle 14 arriva la digos di Milano, accompagnata dalla celere. “Prendiamo accordi con un funzionario che, comunicando col questore, ci da l’ok per far proseguire il party fino a domenica». Tutto ciò perché il proprietario non aveva intenzione di sporgere denuncia. Qualcuno avrebbe fatto pressione su di lui, probabilmente minacciandolo di ritorsioni, perché – senza la denuncia – la polizia non avrebbe avuto titolo per l’assalto. I ragazzi ignorano quello che sta per arrivare, la festa sembra andare avanti tranquillamente. Alle 21 il proprietario cede. E’ l’ora in cui la celere si presenta di nuovo, «con aria minacciosa», tutta l’area è bloccata dalla polizia, «il questore ci minaccia che se non spegnamo entro 10 minuti sarebbero intervenuti, e noi gli abbiamo detto che gli accordi erano diversi» Ormai ci sono 2mila persone, fuori è buio, forse era meglio aspettare l’alba per poter evitare di creare disordini. «Se avessimo saputo le intenzioni della polizia ci saremmo organizzati in un modo diverso».
A un certo punto la musica viene spenta. La crew continua a cercare un accordo. Una folla di 1500 persone inizia a fare cori e urlare, «cerchiamo di riaccendere la musica a volume ridotto per calmare le acque, ma avremo spento da li a poco», continua a raccontare il report. «La polizia irrompe dentro il capannone, ci spegne l’impianto, chi chiude nel retro del sound, e inizia a manganellare qualsiasi cosa trovano davanti, ragazze, ragazzi, cani, persone indifese e anche i ragazzi che avevano la bancarella di crepes davanti al sound, usando pure lacrimogeni, nel mentre ci spaccano tutte le luci sull’americana, cercano di bucarci i coni delle casse con i manganelli, arrivano alla consolle dove c’erano i piatti e mixer ma non fanno in tempo a toccarlo perchè vengono messi in salvo da noi, ma riescono a rubare un macbook di uno dei noi senza che nessuno se ne accorgesse. In tutto questo frangente si accende una miccia che scatena l’inferno e si crea guerriglia tra persone e polizia dentro il capannone e in mezzo alla strada».
La ciurma smonta l’impianto, «usciamo in blocco dal posto e la polizia crea un muro, e ci ferma all’uscita, tenendoci un ora li fermi in strada, decide di scortarci in una questura li vicina, senza farci comunicare dove eravamo, e ci sequestra tutto l’impianto, anche a noleggio, denunciandoci». Un migliaio di persone gira a piedi per ore nella zona. Quattro gli arresti. Perfino un sindacato di polizia, il Siap, critica la decisione «assurda, da incompetenti», ma solo perché avrebbe mandato al macello i colleghi.
«Dal nostro punto di vista non stavamo creando problemi a nessuno e si stava creando un’atmosfera molto positiva». Secondo gli organizzatori del rave, la polizia ha imposto di parcheggiare le macchine in strada. Lo scompiglio creato è stato il cavallo di Troia per intervenire, una volta entrati, questa è la denuncia della crew: «Hanno usato pura violenza, uccidendo un cane e ferendo altre persone bloccando la statale per tutta la notte».
«I giornalisti ora ci descrivono come criminali ma hanno creato loro il tafferuglio. Degli agenti sono stati feriti, è vero, ma non dicono cosa hanno fatto veramente prima. Abbiamo visto una ragazzina presa per i capelli, fatta strisciare a terra e presa a calci, ci hanno raccontato di gente chiusa in un angolo e presa a manganellate. Chiediamo solo il vostro supporto, che non venga nascosto nulla di quello che è accaduto, pura violazione dei diritti civili».

60 commenti
ci vogliono togliere pure
il diritto di suonare, ballare, divertirsi liberamente.
In futuro dovremo chiedere l’autorizzazione pure per essere felici.
5 minuti di paura
tranquilli che la libertà di rempirvi di alcool e merda chimica non ve la negherà mai nessuno. i tossici e i cervelli spappolati al potere fanno solo un gran bene e un immenso piacere. non penso che i raver lo facciano con chissà quale intento rivoluzionario/ libertario… ho come la sensazione che due giorni dopo tornino al loro bravo lavoro normale e alienante e questa sia solo una sterilissima “evasione”
poi vabbè… la polizia quando non è imbarazzante è atrocemente stupida, ridurre un bisogno di libertà e socialità (soddisfatti attraverso la chimica spaccacervello, ma vabbè) a una questione di ordine pubblico è di un’idiozia penosa. e ogni tanto devono pur fingere di essere in grado di contrastare il fenomeno “droga ggiovanile”…
precisazioni
Premetto che non assumo schimicate MAI, nè vado ai rave. Concordo sulle droghe spaccacervello e sull’assoluta mancanza di politica o ‘rivoluzione’ in una festa.
Ieri ho visto una persona che c’era, di cui mi fido molto, e mi ha raccontato la situazione. Che è ben peggio del comunicato degli organizzatori. Gli arresti sono molto più di 4, le merde manganellavano e spaccavano qualunque cosa, volevano uccidere. Mi spiace che 1700 persone non siano state in grado di contenerli, nè di tirarne giù qualcuno, forse erano troppo gonfi di cocaina. Ma scapperà pure il morto tra gli sbirri, a fare i fighi così, e poi vedremo che cazzo succederà.
brutta storia…
Ridurre i rave ad un problema di droga è , oltre che da ignoranti, DA COGLIONI.
Non credo che chi vuole drogarsi abbia bisogno di andare ad un rave.
Parlando di torino, guarda i murazzi o zona san salvario:
pieno di spacciatori di eroina e cocaina, sputapalline che escono da ogni cassonetto o angolo buio.
Pieno di spacciatori che girano con sciabole o bottiglie di acido.
Pieno di tamarri che escono di casa col preciso intento di cercare rissa.
E non mi sembra che mandino la celelere a sgomberare tutto.
E non mi sembra che il dipartimento di politiche antidroga la consideri una minaccia “per il bene dei nostri ragazzi”.
Anzi, ci sono i presidi fissi giusto per essere sicuri che la gente consimi e crepi nel divertimento del sabato sera senza creare danni.
Qual’è il problema? la sporcizia, il piscio, il dehor non a norma.
mavaffanculo!
Al potere non fanno paura i tossici e come dici tu gli fanno anche comodo. certo.
ma
Al potere fanno paura le persone che si organizzano il divertimento da soli e non consumeno ciò che il sistema fornisce già precotto e confezionato e epurato da ogni aspetto sovversivo.
Al potere fanno paura le persone che vanno nelle fabbriche non per lavorarci e sucare, ma per devastarle, cagarci dentro e divertirsi.
Al potere fanno paura le persone che si drogano ma contemporaneamente mantengono il controllo della propria vita e volendo riescono anche a smettere da sole senza bisogno dei sert. Al potere fanno paura le persone che hanno forza di volontà e dopo essersi fatte di tutto al rave, riescono a tornare a lavorare nel mondo “normale” come se nulla fosse, ma con una mente nuova e arricchita.
Al potere fanno paura i giovani che invece di mettersi ubriachi in strada e creare le stragi del sabato sera che giustificano i controlli polizieschi,
si riposano fino al tardo pomeriggio nei cortili dei capannoni dismessi e poi si rimettono a guidare sobri dopo essersi fatti una pastasciutta sul furgone.
Al potere fa paura l’idea di avere migliaia di persone che spendono soldi tra loro senza generare lucro per il gestore del locale, la siae, la municipale, il comune…
Al potere fanno paura gli eventi che attirano migliaia di persone da tutta europa e sulle quali non hanno nessuno controllo pe per le quali non hanno dato il patrocinio della regione o cazzate del genere. Mentre, quando organizzano qualcosa loro, spesso è un fallimento totale.
Al potere fanno paura i rave perchè il potere non concepisce e comprende un mega raduno dove non ci sono buttafuori, polizia, bigliettai, controllori e tutto fila per il verso giusto anche se la gente è in botta piena.
Preferisce il rave dove c’è il morto, perchè così ha i pretesti per reprimere, controllare, gestire tutto.
Al potere fanno paura i cani liberi (!)
Al potere fanno paura i rave perchè la droga, per quanto fa male, apre la mente e ti sciaqua il cervello da tutte le stronzate che fin da piccoli ti infilano dentro a forza senza potersi opporre.
Purtroppo non tutti sono duri e puri e capiscono da soli cosa è giusto, sbagliato, vero o falso, buono o cattivo
A volte, purtroppo ci vuole un supporto chimico esterno. E come tutte le cose, è l’abuso che fa male.
Ma di abuso di droga ce ne può essere ovunque, dall’ufficio del capo alla fabbrica, dal giardinetto pubblico al club per fichette, dal centro sociale alla curva da stadio capeggiata dai fasci.
il problema non è questo. E’ un problema di libertà, e i rave sono luoghi liberi dove le persone o imparano a essere autosufficienti e non fare cazzate in assenza di un controllo superiore.
Una storia di ordinaria follia
Nella Milano che brulica di locali notturni, club e discoteche alla vigilia
della festa commerciale di Halloween, un evento inaspettato invade la periferia
sud della città nel week end: il rave party organizzato dagli Hazard per
festeggiare i loro dieci anni in collaborazione con i francesi Nonem ed altre
due sound.
L’avventura comincia venerdì sera quando il tentativo di piazzarsi in un
capannone nel bergamasco viene scoperto dai carabinieri che intervengono
denunciando a piede libero 26 persone, bloccando l’evento e scortando la
carovana fino al casello autostradale. Un secondo tentativo da parte degli
organizzatori viene fatto in piena notte a Limbiate nei pressi di Milano, ma le
forze dell’ordine ormai sulle tracce del rave, riescono nuovamente a mandare
via tutti. Si decide allora di entrare nella periferia della città, nei pressi
di Viale Europa, dove c’è un ex deposito della Standa oramai dismesso.
Le sound riescono a montare gli impianti, prendono accordi con un
funzionario di polizia che gli assicura li avrebbero fatti suonare fino a
domenica e la festa ha inizio. Ma qualcosa non va. Improvvisamente verso le
21.00 di sabato la presenza di polizia e carabinieri nel posto si fa più
massiccia, si bloccano gli accessi ed arriva la celere con i vigili del fuoco
che buttano giù le reti esterne dello stabile per permettere agli agenti in
tenuta antisommossa di entrare per sgomberare.
A questo punto iniziano i pestaggi a cui ormai purtroppo siamo abituati, partono i lacrimogeni e volano manganellate, il cane di
una ragazza viene ammazzatoo, una violenza senza senso ed ingiustificata che
costringe i ravers ad organizzare una qualche forma di resistenza con i pochi
mezzi che avevano a diposizione. Il bilancio della fantastica operazione della
questura è di 50 feriti, numerosi fermi ed una ragazza di Cuneo in coma perché
travolta mentre tentava di scappare inseguita dagli agenti. La festa è stata
sgomberata, vengono sequestrati impianti ed alcuni furgoni, ed arrestate
quattro persone.
Ovviamente la polizia ed i media ribaltano lo scenario raccontando che gli
agenti hanno reagito alle provocazioni, secondo un copione ben noto. Il
questore di Milano Luigi Savina ha espresso dispiacere per l’accaduto, difendendo
l’operato degli agenti che comanda; il SIAP (Sindacato Italiano Agenti
Polizia), attraverso il suo segretario Enzo delle Cave, ha preso posizione
sull’accaduto definendo una “scelta irresponsabile e pericolosa sia per gli
esiti avuti che per il rischio che qualcuno ci lasciasse la vita” la decisione
di procedere allo sgombero del capannone con tutte quelle persone (1700 circa)
e ricorrendo all’uso della forza.
Va inoltre rilevato come le ambulanze, fatte giungere sul posto
contemporaneamente alle squadre dei vigili del fuoco, non siano state fatte
entrare a supporto delle persone ferite costringendole a percorrere diverse
centinaia di metri prima di essere soccorse, ma chiaramente allertate perché
già nota la condotta che si voleva tenere.
L’episodio si commenta da sé e svela come per l’ennesima volta l’unica
risposta che questo Stato riesce a dare a tutto ciò che non riesce a normare e
a mettere a valore è l’azione repressiva; in una regione quale la Lombardia che
ha visto scomparire negli ultimi anni la maggioranza dei servizi di bassa
soglia e di riduzione del danno.
Come collettivo, impegnato sul fronte della limitazione dei rischi in
occasione di eventi informali, crediamo sia doveroso che i responsabili di
un’azione tanto scellerata da potersi trasformare in un massacro non passino
impuniti, e che ci sia un ferma condanna da parte di tutte quelle persone che
ancora si considerano un pezzo importante della “società civile” su di un uso
inutile e sconsiderato della forza pubblica. Che media e istituzioni non
rivolgano il proprio appoggio e solidarietà sempre e solo alle forze di polizia
impegnate in un’operazione che soltanto le sconsiderate decisioni dei
rispettivi superiori hanno messo in pericolo, rivolgendo inoltre un ulteriore
attenzione repressiva nei confronti degli organizzatori dell’evento, ennesime
vittime della brutalità ingiustificata.
Esprimiamo solidarietà alle sound coinvolte che sappiamo impegnate a favore
della presenza di equipe di limitazione dei rischi ai propri eventi, prova di
una coscienza ben superiore a quella dimostrata dalle forze dell’ordine. Alla
stessa equipe bolognese presente all’evento, che da anni lavora in contesti
informali facendosi carico in maniera totalmente autorganizzata di una risposta
efficace che le istituzioni troppo spesso non sono in grado di garantire poiché
antepongono un supposto aspetto legalitario a svantaggio del diritto alla
salute delle persone. Pensiamo fermamente che sia giunto il momento di dare
altri tipi di risposte ai fenomeni sociali , che nascano da un reale interesse
per gli stessi e che ne sappiano affrontare la complessità.
http://gabrio.noblogs.org/post/2012/10/29/una-storia-di-ordinaria-follia/
vigili del fuoco infami
“…si bloccano gli accessi ed arriva la celere con i vigili
del fuoco che buttano giù le reti esterne
dello stabile per permettere agli agenti in tenuta
antisommossa di entrare per sgomberare.”
come al solito l’infame ruolo di “tutori dell’ordine
pubblico” dei vigili del fuoco viene sempre fuori,
e non basta una bandiera notav sventolata ad un presidio dei
sindacati USB dei vigili per cambiare la realtà
xlapidario
direi che stiamo più o meno dicendo le stesse cose, che fondamentalmente ci troviamo d’accordo
però, questa oscena retata non credo sia dovuta al fatto che, come dici tu, il potere ha paura di gente che fa grandi raduni autorganizzata (e ha pure il buonsenso di restare a dormire in auto anzichè spiaccicarsi contro un palo magari coinvolgendo innocenti), ma perchè estende la repressione (mediatica, di facciata, stupida) sulla versione che si verifica sporadicamente dello spaccio di cui parli tu (non ho mai visto spacciatori con acido appresso di persona, ma me ne hanno parlato. poi conoscendo certe merde non stento a crederci). assolutamente ovvio anche i dehor abusivi sbandierati da giornali e tiggì… ridurre tutto a una faccenda di decoro violato è assai più semplice che parlare di alienazione, narcotraffico a livello internazionale e mille altre cose. questa schifo di retata è e resterà un episodio isolato, cazzate di facciata, come le ronde e i presidi militari…
e la merda che gira ai rave ha la stessa provenienza internazionale della merda che trovi per le strade, non credo nell’esistenza di laboratori autogestiti (che poi, produciamoci la cheta in casa… ma yeah)
x 9jce78h
Si, infatti.
In ogni caso sto questore di milano Savina è un uomo di merda.
probabilmente i suoi lo picchiavano da bambino, oppure a scuola i suoi amici gli facevano i cariconi… boh
fatto sta che
Da quando è arrivato fa menare gli studenti, gli operai, i senzatetto,
e ora pure la gente che balla in mezzo al nulla senza dare fastidio a nessuno.
E lui si è mosso su segnalazione del dipartimento politiche antidroga.
che non è servito ad un cazzo in quasi 70 anni di proibizionismo.
tra digos di torino e digos di milano non so chi è messo peggio.
Ci credo che in poche decine di sbirri hanno sgomberato l’area da 1700 persone:
saranno stati tutti tranquilli e pacifici a ballare… magari con chissà cosa in corpo…
in quegli stati alterati è già tanto se ti ricordi che sei… figurati reagire ad una retata…
che merda, fanculo.
e i media fanno cagare il doppio, giornalisti servi del cazzo sempre pronti a ribaltare la realtà in maniera scientifica, da nazisti, alla Goebbels.
Fanno solo bene ai rave party a menare i giornalisti quando se ne presentano.
Mi spiace per i giornalisti VERI, però…. non è che i motivi per generalizzare non ci siano…
in merito al commento ‘brutta storia’ di ‘lapidario’
Nonostante non sia assolutamente d’accordo sui metodi di evasione da questa fottuta società, da te esposti e precisati nel commento, mi trovo pienamente in sintonia per i concetti repressivi e coercitivi che hai esplicato. Davvero una bella analisi, dovresti diffonderla o farne un comunicato, magari da associare a quello scritto dalle sound organizzatrici.
Ma a te, come ai compagni, consiglio di tenere alto il livello di attenzione, e se proprio si va ad una festa in cui ben pochi manterranno la lucidità, beh, almeno sarebbe buona cosa premunirsi di autodifese e qualche numero da chiamare per solidarietà o supporto
Assalto al rave – VIDEO e Testimonianze
MilanoInMovimento incontra alcuni testimoni dell’assalto al rave di Cusago.
http://milanoinmovimento.com/primo-piano/assalto-al-rave-video-e-testimonianze
x informato
grazie per i complimenti, terrò presente i tuoi consigli. A dire la verità ho scitto anche un’ altra cosa per risponderti in questo stesso post, ma è lunga e non ho capito perchè non mi fa mettere nè i punti a capo, nè una interlinea di spazio tra diversi discorsi. Giusto per lendere più leggibile il discorso senza rovinarti gli occhi.
Alla fine in anteprima veniva fuori un mattonazzo come il commento precedente, pure più lungo, e ho lasciato perdere.
ti dico solo che mi rattristerebbe molto l’ idea di dover andare “preparati” in posti e situazioni fatte per divertirsi e stare in pace col mondo senza paranoie e paure.
madioporco. Viene da lasciare e mandare tutto affanculo. Però è anche da vigliacchi. Quindi non credo esistano alternative.
paragrafi
per i commenti occorre scrivre in html
se uno non sa o non vuole sapere cosa vuol dire
basta mettere all’inizio e alla fine di ogni paragrafo questi simboli
saluti
x tutti
vado ai rave da quasi 10 anni e li trovo altamente contraddittori
da un lato si crea una situazione “libera” senza organizzazioni, buttafuori e libero mercato,dove la gente si autogestisce in ogni aspetto.
sempre più spesso si trovano persone che non sanno nemmeno perchè è nato il rave,che vanno lì solo per fare i soldi,non sanno nemmeno chi suona “tanto quando ti droghi va bene tutto”
forse è su quest’ultimo aspetto che bisogna pensare,per molti è solo un’occasione per drogarsi liberamente senza pagare l’ingresso.
difatti una cosa mi lascia perplessa:come mai 1500 persone non sono riusciti a resistere un minimo? e perchè gli sbirri infami sono arrivati sino al sound senza che nessuno li bloccasse già all’ingresso?
non c’ero e non posso giudicare,mille volte sono stata presente alle cariche e so che ogni volta va in modo diverso,qualcuno che era presente può chiarirmi questo punto?
forse perchè c’è poca autocoscienza su dove si sta andando e cosa sia realmente un rave?
dobbiamo reagire
un morto, una ragazza in coma e decine di feriti, mi chiedo ma che cazzo ce ne frega delle droghe che si fanno uso nei rave, che cazzo ce ne frega se ce stata provocazione o no e che cazzo ce ne frega se era un rave o la messa della domenica, la situazione è che la polizia in ogni ambito in cui opera ha cominciato ad alzare il livello di violenza e penso andra crescendo. non credo che delle persone che vanno a sfasciarsi (e io sono una di quelle) possano avere una risposta decisa e potente quando succedono queste cose (fa fatica a succedere nei cortei organizzati, incazzati ). quello che penso è che bisogna reagire in qualche modo a questo salire di violenza e se non si è riusciti nel momento della carica, abbiamo tutti i giorni avvenire. si puo fare di tutto e rivendicare il motivo e state tranquilli che se il giorno dopo la citta è messa a ferro e fuoco la prossima volta ci pensano due volte, non tanto perchè hanno paura di noi ma solo perche siamo nel sistema capitalista e quello che vale sono i guadagni e le perdite. se sgomberare un rave o qualsiasi altra cosa, fa , anche a lungo termine, molti danni al comune o anche ai privati, il problema non è piu il rave ma lo sgombero.questo è solo il mio pensiero e vale solo per situazioni cosi gravi,non penso sia una soluzione ma solo una risposta, cosa che ormai manca, ci fanno violenze di ogni tipo e poi non succede niente,al massimo qualcuno fa un film verità e i poliziotti vengono premiati e tutto diventa routine. siamo in un mondo dove valgono solo i profitti e la pula è li a difenderli e quando gli danno carta bianca la celere fa festa sapendo che non pagherà mai ,anche se faranno tremila processi, tg e indignazioni varie. non aspettiamoci nessuna giustizia e non facciamo pingistei, quello che da forza al sistema, oltre alla complicità che si ha con esso, è l indifferenza delle persone. proprio per questo che dobbiamo reagire, per non essere indifferenti e per cercare di bloccare queste dinamiche oltre che a mostrare solidarietà ed empatia. non aspettiamo che sia il nostro cane a morire o la nostra ragazza ad andare in coma, e soprattutto se non siamo riusciti sotto tensione, ed è lecito, dopo cè il tempo di organizzarsi e decidere noi il bello e il cattivo tempo,.
p.s per me un cane o carlo giuliani sono vittime uguali, diamo un po piu di importanza all ennesimo omicidio di stato
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