i gangsters di Lotta comunista in azione

Sabato 4 febbraio mentre a Modena la polizia di Stato cercava invano di impedire il corteo dei lavoratori, a Bergamo una squadraccia di Lotta Comunista veniva mobilitata da Milano e da Genova per impedire una riunione sul tema della condizione giovanile, contro il capitalismo, convocata da un gruppo di giovani aderenti alle posizioni di Pagine Marxiste. Ovviamente questo “partito-azienda” che fa concorrenza a Herbalife e Avon nel door-to-door, che si riempie la bocca di internazionalismo ma non dice una parola contro la politica imperialista del governo  italiano e regge il bordone alla Camusso in cambio di poltrone in CGIL, non trova migliore impiego per il suo servizio d’ordine che nell’impedire le iniziative dei rivoluzionari.
Oltre a rilanciare le diffamazioni diffuse dalla Polizia di Stato contro il SI Cobas, che la stessa RAI e diversi quotidiani hanno dovuto smentire, gli scherani inviati a bloccare l’accesso a una sala comunale per la quale era stato regolarmente pagato l’affitto, seguendo le istruzioni del loro boss Renato Pastorino, hanno espresso minacce contro i presenti e contro tutti i membri della redazione di Pagine Marxiste, in particolare contro il compagno Alessandro Pellegatta, coordinatore nazionale dei ferrovieri della CUB Trasporti, per il suo necrologio di Fulvio Dal Bò (Pagine Marxiste di dicembre 2016), in cui viene ricordata una precedente aggressione di LC a un’iniziativa di Pagine Marxiste del novembre 2003 (contro l’intervento Italiano in Iraq), e sono arrivati a minacciare una compagna dicendole “sappiamo in quale scuola va tuo figlio”.
Non avendo argomenti politici pubblicamente sostenibili contro Pagine Marxiste, nella logica aberrante di questa setta che si autodefinisce “partito leninista” queste azioni squadristiche e minacce in stile mafioso hanno una duplice funzione: da un lato impedire a dei comunisti di intervenire nel settore giovanile (leghisti e cattolici sono invece tollerati) per mantenere una sorta di monopolio a sinistra, dall’altro lanciare un monito all’interno: chi esce da LC non deve fare politica comunista – tutto bene invece se passa armi e bagagli alla borghesia – altrimenti sarà oggetto delle attenzioni della sua polizia interna.
Invitiamo tutti i compagni e coloro che rifiutano questi metodi a denunciare pubblicamente questa nuova aggressione, ad isolare nei vari ambiti gli esponenti di Lotta Comunista, a non finanziare questa organizzazione che si presenta in doppiopetto di fronte alla borghesia e ai poteri costituiti e con il volto malavitoso di fronte ai compagni.