Poliziotti condannati per lesioni : “Volevamo soltanto fargli paura”

Un anno di reclusione a due agenti che nel 2011 picchiarono un barista notturno

«La difesa: «Riteniamo la condanna troppo gravosa, anche perché è stata del tutto trascurata
l’attenuante dell’aver agito in stato d’ira. Confidiamo nel ricorso in appello»

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Pubblicato il 15/02/2017
Ultima modifica il 15/02/2017 alle ore 07:42
massimiliano peggio
torino

Condanna severa per due poliziotti. Un anno di reclusione per aver provocato nel 2011 lesioni aggravate ad un barista notturno, picchiato in un impeto d’ira: «solo un po’», «giusto per fargli paura», per convincerlo a rivelare tutto ciò che sapeva di tre avventori albanesi, fuggiti dal locale dopo aver avuto una discussione con la coppia di agenti, mentre non erano in servizio. Ma i due poliziotti, abituati alle asprezze della strada, avevano perso il controllo e uno schiaffo era diventato un pugno, che aveva provocato al barista Valeriu Tepelus, 29 anni, un trauma facciale. Il giovane, allora dipendente del bar Cardenas di corso Belgio – oggi vive a Londra – era finito in ospedale con il naso fratturato, 20 giorni di prognosi.

 

LA DECISIONE

A distanza di quasi sei anni dall’episodio, avvenuto all’alba del primo aprile, il giudice Roberto Ruscello ha pronunciato ieri una sentenza più severa rispetto alle valutazioni della procura, anche se con sospensione della pena. L’accusa, aveva chiesto sei mesi di reclusione per ciascuno degli imputati: Giovanni Pisasale, 36 anni, e Antonio Di Saverio, 37 anni, difesi dagli avvocati Lorenzo Lanzo e Raffaele Mascia. «Ringrazio Dio per questa giustizia. Mio figlio non meritava di essere trattato così» ha detto la mamma del giovane, Elena Marilescu, lasciando il tribunale con il suo avvocato, Marco Bertuzzi.

 

LA RICOSTRUZIONE

Quella notte, a giudicare dal processo, è stata una tempesta perfetta di eventi. I poliziotti, liberi dal servizio, erano accorsi nel bar di corso Belgio in aiuto di una ballerina di un night, perché tre albanesi ubriachi la stavano molestando. Gli agenti si erano offerti di soccorrerla perché la sua richiesta di aiuto era arrivata mentre si trovavano per caso in compagnia del titolare del night. Una volta raggiunto il bar, i poliziotti avevano permesso alla ragazza di prendere un taxi ma il loro arrivo aveva infiammato gli animi dei tre albanesi. Nel parapiglia uno di questi aveva tirato fuori un punteruolo e ferito al collo uno dei poliziotti. Dietro al bancone, quella notte, c’era il giovane Tepelus. Suo malgrado era rimasto coinvolto in quella baraonda. Nella confusione, tra urla e spintoni, aveva azionato la chiusura della saracinesca del bar comandata con un telecomando. La cosa aveva turbato i poliziotti: temendo di finire in balia del gruppo avevano chiesto aiuto ai colleghi del 113. Ma prima dell’arrivo delle volanti, gli albanesi erano fuggiti, seminando i due poliziotti che avevano tentato di seguirli in auto. Abbandonato l’inseguimento, erano tornati nel bar in compagnia dei colleghi delle volenti. Carichi di rabbia per l’accaduto, avevano perso il controllo accanendosi col barista, convinti che fosse in combutta con gli albanesi, per via della storia della saracinesca. «Non li conosco» aveva detto. Il giovane era stato colpito in faccia, anche mentre era ammanettato ad una sedia. Determinante, nel corso del processo, la testimonianza di un sovrintendente delle volanti che ha confermato la condotta esagerata dei due poliziotti.

 

LA DIFESA

«Riteniamo questa condanna – dicono i difensori – troppo gravosa, non solo perché il giudice ha ritenuto esistente l’aggravante della contestualità delle condotte, ma ha trascurato l’attenuante dell’aver agito in stato d’ira. Confidiamo nell’appello».

 

http://www.lastampa.it/2017/02/15/cronaca/volevamo-soltanto-fargli-paura-poliziotti-condannati-per-lesioni-t5NFMHHJMIz1gdzmVocWTO/pagina.html