Altro incendio nel gran ghetto: morti due migranti a Foggia

Non è la prima volta che si verifica un incendio nel “gran ghetto” situato tra Rignano Garganico e San Severo, in provincia di Foggia, dove stanotte sono morti due migranti del Mali, e in generale nelle baraccopoli fatiscenti dove alloggiano i lavoratori stagionali.

Il più devastante, dopo altri 4 o 5 episodi analoghi, avvenne il 15 febbraio dell’anno scorso. In quell’occasione fortunatamente non ci furono feriti ma 350 persone rimasero senza un riparo. Sembrava che l’insediamento spontaneo non avesse più futuro. E, invece, è risorto dalle proprie ceneri.

Il 2 dicembre scorso si è verificato un altro incendio che ha interessato un centinaio di baracche, anche in quel caso senza feriti, mentre il 9 dicembre un rogo ha ucciso un migrante di 20 anni nel cosiddetto Ghetto dei bulgari, tra Borgo Tressanti e Borgo Mezzanone non lontano da Foggia. Nella provincia dauna, dove sono molto richiesti i lavoratori agricoli stagionali, in particolare migranti, esistono altri 4 ghetti, anche se di minori dimensioni: da Borgo Tressanti a Borgo Libertà, da Orta Nova a Borgo Mezzanone. Quello di Rignano è il ghetto storico. Proprio due giorni fa era cominciato lo sgombero da parte delle forze dell’ordine, anche perché è in corso una inchiesta su presunte infiltrazioni della criminalità della Direzione distrettuale antimafia di Bari che a febbraio del 2016 aveva sequestrato l’insediamento con facoltà d’uso. Diversi migranti si sono però rifiutati di lasciare la baraccopoli, nonostante le abitazioni siano molto precarie.