Comunicato dell’ A.I.T per ricordare Ivana Hoffaman combattente internazionalista caduta 2 anni fa in Rojava

Ivana Hoffman è nata in Germania il primo settembre 1995, era una comunista tedesca di Duisburg. Era militante del Partito Comunista Marxista Leninista della Turchia-Kurdistan (MLKP) e lottò dalla parte delle Unità di Protezione del Popolo (YPG) e le Unità di Protezione delle Donne (YPJ) in Rojava. Il sette marzo del 2015 è caduta combattendo lo Stato Islamico dell’Iraq e Levante, nella città siriana di Tell Tamir.
A Duisburg Ivana aveva militato per anni nell’organizzazione “Young Struggle” (Lotta Giovanile), e dall’età di tredici anni si era fortemente ed ostinatamente impegnata nella lotta contro il sessismo e il razzismo. Nel 2011 prende contatto con il MLKP, e nel 2014 si unisce alla lotta armata per la liberazione del Rojava.
La sua lotta era per l’umanità, ma anche per costruire un ponte tra la rivoluzione nel Rojava e la lotta di classe in Europa. Parliamo di una delle prime combattenti tra gli Internazionalisti, che non poteva tollerare la sofferenza di qualunque persona, e che ha voluto combattere il fascismo in tutti i fronti. Una delle sue prerogative era la liberazione delle donne, opponendosi sempre ai meccanismi di oppressione patriarcale e al completamento tante volte macista degli uomini (inclusi i suoi compagni).
Ivana è stata, inoltre, una persona allegra, che a suo modo diffondeva ovunque buon umore. Nelle sue lettere parlava di ritornare, cosa che poi ha fatto.
Però quello che rimane in noi non è il dolore per la sua perdita, quello che ci resta invece è la sua scelta e la volontà di lottare: “Quando ritornerò contagerò ciò che mi circonda, i miei compagni e amici con lo spirito combattivo e la forza di volontà, sarò come le canzoni più belle, e tirerò il carro con tutte. Sarò una guerrigliera piena di amore e speranza per il prossimo”.