[Esplora il significato del termine: «Fanno comandare i mariti»: dopo la lista sulle donne dell’Est la Rai chiude «Parliamone sabato»] «Fanno comandare i mariti»: dopo la lista sulle donne dell’Est la Rai chiude «Parliamone sabato»

[Esplora il significato del termine: «Sono tutte mamme, ma dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo». «Sono sempre sexy, niente tute nè pigiamoni». E poi: «Sono disposte a far comandare il loro uomo». E così a seguire. La «lista» del perché «gli uomini preferiscono le straniere» è andata in onda, con tanto di dibattito, nella trasmissione di Paola Perego, «Parliamone sabato», rubrica di «La vita in diretta» su RaiUno. «Sono rubamariti o mogli perfette»? Si sono chiesti in trasmissione mostrando la grafica con i 6 punti. Il dibattito (partito dal «caso esemplare» della first lady Usa Melania Trump) e la «lista» (che oscilla tra sessismo e razzismo) non passano ovviamente inosservati e sui social fioccano le polemiche e le richieste di spiegazioni agli autori del programma. Da un lato incredulità, dall’altro denuncia. Poi la decisione dei vertici di viale Mazzini di chiudere la trasmissione perché, dice il direttore generale Campo Dall’Orto, «i contenuti contraddicono in maniera indiscutibile sia la mission del Servizio Pubblico che la linea editoriale che abbiamo indicato sin dall’inizio del mandato».

L’origine della lista Ma andiamo con ordine. Nel programma condotto da Paola Perego, il tema è stato affrontato con diversi ospiti in studio, fra i quali l’ex Miss Italia Manila Nazzaro, il direttore di Novella 200o Roberto Alessi, Marta Flavi e l’attore Fabio Testi. Si cita il presidente Usa che «ha scelto per ben due volte mogli dell’Est». Poi il dibattito si scalda e all’apparizione della grafica Perego precisa che «proviene da Internet». E poi legge l’assurdo elenco che - si scoprirà poi — è stato rimaneggiato prendendo spunto da un sito specializzato in liste trash (ma ironiche): 1) Sono tutte mamme, ma dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo; 2) Sono sempre sexy, niente tute né pigiamoni; 3) Perdonano il tradimento; 4) Sono disposte a far comandare l’uomo; 5) Sono casalinghe perfette e fin da piccole imparano i lavori di casa; 6) non frignano, non si appiccicano e non mettono il broncio. I punti vengono analizzati e commentati dagli ospiti senza alcun accenno alla critica. L’indagnazione online Non passa molto tempo e la «lista» finisce sui social. «È uno scherzo, giusto?«, twitta qualcuno. «Non ho capito se la puntata di #ParliamoneSabato offendesse di più le donne italiane o quelle dell’est. comunque, com’è lontano l’8 marzo... », commenta qualcun altro. Mentre la scrittrice Silvia Ballestra denuncia: «Fuori i nomi degli autori di “Parliamone sabato” di Rai1 subito.

E domani tutti a casa, la Perego per prima. #Rai #donne #vergogna». «Quanto accaduto è veramente ridicolo - commenta Eva Henger - Ma non mi sono sentita offesa, anzi non capisco il clamore suscitato. Mi pare che questa lista sia più offensiva per le donne italiane». Le scuse La polemica cresce, in molti chiedono le dimissioni di Paola Perego e comunque un’iniziativa sulla trasmissione da parte della Rai. Intanto arrivano le scuse. «Gli errori vanno riconosciuti sempre, senza se e senza ma. Chiedo scusa a tutti per quanto visto e sentito a #Parliamonesabato» commenta in un tweet il direttore di Rai Uno, Andrea Fabiano. «Non ho visto la puntata, lo sto scoprendo dai siti - commenta la presidente Rai Monica Maggioni - Quello che vedo è una rappresentazione surreale dell’Italia del 2017: se poi questo tipo di rappresentazione viene fatta sul servizio pubblico è un errore folle, inaccettabile. «Personalmente mi sento coinvolta in quanto donna - conclude - mi scuso». Le reazioni Ma le polemiche non si fermano. Anzi. «Un siparietto disgustoso di cui come dipendenti, come donne e uomini della Rai ci vergogniamo - scrive in una nota l’Usigrai - Una lista di luoghi comuni, violenti, beceri e umilianti. È indispensabile - conclude il sindacato dei giornalisti Rai - che vengano presi provvedimenti nei confronti di tutti i responsabili. «Quanto è avvenuto è esattamente la negazione di servizio pubblico scrive su Facebook l presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico - I responsabili di ciò che è successo devono dimettersi. Il direttore di Rai1 e la presidente Maggioni si sono scusati per l’accaduto, ma non basta. Sono necessari provvedimenti seri».

Intanto Lucio Presta, marito Paola Perego, rilancia: «Spero che Paola Perego sia cacciata da RaiUno anche a malo modo,così tutte le donne dell’Est-Ovest- scrittrici e giornaliste saranno salve». Anche la presidente della Camera Laura Boldrini attacca la trasmissione: «È inaccettabile che in un programma televisivo le donne siano rappresentate come animali domestici di cui apprezzare mansuetudine, accondiscendenza, sottomissione. Questa vergognosa lista - trasmessa durante la trasmissione `Parliamone sabato´, in onda su Rai Uno - è offensiva sicuramente nei confronti delle donne», scriver Boldrini su Facebook. E una volta arrivata la decisione di chiudere, il plauso: «Bene è stato fatto a chiudere quel programma: era l’unica cosa da fare». E ancora, sui contenuti, sottolinea: «Quella lista, quell’elenco grida vendetta, è offensivo. Nessuno ne esce bene. Né le donne italiane, né quelle dell’est descritte come peluche da accarezzare o animali domestici, né gli italiani. Ma a uscirne male è il servizio pubblico radiotelevisivo» Pd: «Autori si dimettano» Il Partito Democratico a Milano ha chiesto «le immediate dimissioni dei responsabili della produzione del programma». « Tante donne nelle istituzioni si battono per portare avanti con fatica il tema della parità, dell’abbattimento dello stereotipo di genere, della lotta alla violenza, della pari dignità tra uomo e donna - ha detto la consigliera Angela Vasile - È vergognoso e avvilente che la tv di Stato con un programma di intrattenimento passi come un battistrada sulle lotte quotidiane. È inaccettabile che la TV pubblica trasmetta un servizio dai contenuti sessisti e razzisti anziché educare alla parità di genere». Richiesta condivisa anche dal deputato dem Dario Ginefra. Ma anche i parlamentari M5S in commissione Vigilanza Rai chiedono «un passo indietro da parte di autori e dirigenti di Rai1 coinvolti da questo pessimo esempio di servizio pubblico» La decisione di chiudere la trasmissione E nel pomeriggio di lunedì è arrivata la decisione dei vertici di viale Mazzini, il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto ha annunciato la decisione di chiudere la trasmissione: «Gli errori si fanno, e le scuse sono doverose ma non bastano - ha detto - Occorre agire ed evolversi. La decisione di chiudere Parliamone Sabato non è infatti solo la semplice e necessaria reazione ai contenuti andati in onda lo scorso sabato, contenuti che contraddicono in maniera indiscutibile sia la mission del Servizio Pubblico che la linea editoriale che abbiamo indicato sin dall’inizio del mandato.

E’ anche - prosegue il direttore generale - una decisione che accelera la revisione del daytime di Rai1 sulla quale peraltro stavamo già lavorando da tempo. Questo - conclude - al fine di rendere i contenuti Rai sempre più coerenti ai valori che ne ispirano la missione». Gli fa eco il direttore di Rai1 Andrea Fabiano che dice: «Rinnovo le mie scuse più sincere per quanto accaduto e ribadisco l’impegno per un’offerta sempre ispirata ai valori del Servizio pubblico». E a commentare tra i primi, su Twitter, la decisione dei vertici Rai, Lucio Presta. «RaiUno è salva ora accanitevi su altro» scrive.] «Sono tutte mamme, ma dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo». «Sono sempre sexy, niente tute nè pigiamoni». E poi: «Sono disposte a far comandare il loro uomo». E così a seguire. La «lista» del perché «gli uomini preferiscono le straniere» è andata in onda, con tanto di dibattito, nella trasmissione di Paola Perego, «Parliamone sabato», rubrica di «La vita in diretta» su RaiUno. «Sono rubamariti o mogli perfette»? Si sono chiesti in trasmissione mostrando la grafica con i 6 punti. Il dibattito (partito dal «caso esemplare» della first lady Usa Melania Trump) e la «lista» (che oscilla tra sessismo e razzismo) non passano ovviamente inosservati e sui social fioccano le polemiche e le richieste di spiegazioni agli autori del programma. Da un lato incredulità, dall’altro denuncia. Poi la decisione dei vertici di viale Mazzini di chiudere la trasmissione perché, dice il direttore generale Campo Dall’Orto, «i contenuti contraddicono in maniera indiscutibile sia la mission del Servizio Pubblico che la linea editoriale che abbiamo indicato sin dall’inizio del mandato».

L’origine della lista

Ma andiamo con ordine. Nel programma condotto da Paola Perego, il tema è stato affrontato con diversi ospiti in studio, fra i quali l’ex Miss Italia Manila Nazzaro, il direttore di Novella 200o Roberto Alessi, Marta Flavi e l’attore Fabio Testi. Si cita il presidente Usa che «ha scelto per ben due volte mogli dell’Est». Poi il dibattito si scalda e all’apparizione della grafica Perego precisa che «proviene da Internet». E poi legge l’assurdo elenco che – si scoprirà poi — è stato rimaneggiato prendendo spunto da un sito specializzato in liste trash (ma ironiche): 1) Sono tutte mamme, ma dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo; 2) Sono sempre sexy, niente tute né pigiamoni; 3) Perdonano il tradimento; 4) Sono disposte a far comandare l’uomo; 5) Sono casalinghe perfette e fin da piccole imparano i lavori di casa; 6) non frignano, non si appiccicano e non mettono il broncio. I punti vengono analizzati e commentati dagli ospiti senza alcun accenno alla critica.

L’indagnazione online

Non passa molto tempo e la «lista» finisce sui social. «È uno scherzo, giusto?«, twitta qualcuno. «Non ho capito se la puntata di #ParliamoneSabato offendesse di più le donne italiane o quelle dell’est. comunque, com’è lontano l’8 marzo… », commenta qualcun altro. Mentre la scrittrice Silvia Ballestra denuncia: «Fuori i nomi degli autori di “Parliamone sabato” di Rai1 subito. E domani tutti a casa, la Perego per prima. #Rai #donne #vergogna». «Quanto accaduto è veramente ridicolo – commenta Eva Henger – Ma non mi sono sentita offesa, anzi non capisco il clamore suscitato. Mi pare che questa lista sia più offensiva per le donne italiane».

Le scuse

La polemica cresce, in molti chiedono le dimissioni di Paola Perego e comunque un’iniziativa sulla trasmissione da parte della Rai. Intanto arrivano le scuse. «Gli errori vanno riconosciuti sempre, senza se e senza ma. Chiedo scusa a tutti per quanto visto e sentito a #Parliamonesabato» commenta in un tweet il direttore di Rai Uno, Andrea Fabiano. «Non ho visto la puntata, lo sto scoprendo dai siti – commenta la presidente Rai Monica Maggioni – Quello che vedo è una rappresentazione surreale dell’Italia del 2017: se poi questo tipo di rappresentazione viene fatta sul servizio pubblico è un errore folle, inaccettabile. «Personalmente mi sento coinvolta in quanto donna – conclude – mi scuso».

Le reazioni

Ma le polemiche non si fermano. Anzi. «Un siparietto disgustoso di cui come dipendenti, come donne e uomini della Rai ci vergogniamo – scrive in una nota l’Usigrai – Una lista di luoghi comuni, violenti, beceri e umilianti. È indispensabile – conclude il sindacato dei giornalisti Rai – che vengano presi provvedimenti nei confronti di tutti i responsabili. «Quanto è avvenuto è esattamente la negazione di servizio pubblico scrive su Facebook l presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico – I responsabili di ciò che è successo devono dimettersi. Il direttore di Rai1 e la presidente Maggioni si sono scusati per l’accaduto, ma non basta. Sono necessari provvedimenti seri». Intanto Lucio Presta, marito Paola Perego, rilancia: «Spero che Paola Perego sia cacciata da RaiUno anche a malo modo,così tutte le donne dell’Est-Ovest- scrittrici e giornaliste saranno salve».

Anche la presidente della Camera Laura Boldrini attacca la trasmissione: «È inaccettabile che in un programma televisivo le donne siano rappresentate come animali domestici di cui apprezzare mansuetudine, accondiscendenza, sottomissione. Questa vergognosa lista – trasmessa durante la trasmissione `Parliamone sabato´, in onda su Rai Uno – è offensiva sicuramente nei confronti delle donne», scriver Boldrini su Facebook. E una volta arrivata la decisione di chiudere, il plauso: «Bene è stato fatto a chiudere quel programma: era l’unica cosa da fare». E ancora, sui contenuti, sottolinea: «Quella lista, quell’elenco grida vendetta, è offensivo. Nessuno ne esce bene. Né le donne italiane, né quelle dell’est descritte come peluche da accarezzare o animali domestici, né gli italiani. Ma a uscirne male è il servizio pubblico radiotelevisivo»

Pd: «Autori si dimettano»

Il Partito Democratico a Milano ha chiesto «le immediate dimissioni dei responsabili della produzione del programma». « Tante donne nelle istituzioni si battono per portare avanti con fatica il tema della parità, dell’abbattimento dello stereotipo di genere, della lotta alla violenza, della pari dignità tra uomo e donna – ha detto la consigliera Angela Vasile – È vergognoso e avvilente che la tv di Stato con un programma di intrattenimento passi come un battistrada sulle lotte quotidiane. È inaccettabile che la TV pubblica trasmetta un servizio dai contenuti sessisti e razzisti anziché educare alla parità di genere». Richiesta condivisa anche dal deputato dem Dario Ginefra. Ma anche i parlamentari M5S in commissione Vigilanza Rai chiedono «un passo indietro da parte di autori e dirigenti di Rai1 coinvolti da questo pessimo esempio di servizio pubblico»

La decisione di chiudere la trasmissione

E nel pomeriggio di lunedì è arrivata la decisione dei vertici di viale Mazzini, il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto ha annunciato la decisione di chiudere la trasmissione: «Gli errori si fanno, e le scuse sono doverose ma non bastano – ha detto – Occorre agire ed evolversi. La decisione di chiudere Parliamone Sabato non è infatti solo la semplice e necessaria reazione ai contenuti andati in onda lo scorso sabato, contenuti che contraddicono in maniera indiscutibile sia la mission del Servizio Pubblico che la linea editoriale che abbiamo indicato sin dall’inizio del mandato. E’ anche – prosegue il direttore generale – una decisione che accelera la revisione del daytime di Rai1 sulla quale peraltro stavamo già lavorando da tempo. Questo – conclude – al fine di rendere i contenuti Rai sempre più coerenti ai valori che ne ispirano la missione». Gli fa eco il direttore di Rai1 Andrea Fabiano che dice: «Rinnovo le mie scuse più sincere per quanto accaduto e ribadisco l’impegno per un’offerta sempre ispirata ai valori del Servizio pubblico». E a commentare tra i primi, su Twitter, la decisione dei vertici Rai, Lucio Presta. «RaiUno è salva ora accanitevi su altro» scrive.