LA VERITÀ, VI PREGO, SULLA VIOLENZA

 

“Un gruppo squadrista di chiaro stampo fascista”. Forse il questore di Trento D’Ambrosio finge di essersi accorto dell’esistenza di Casapound, formazione in camicia nera responsabile di ripetute aggressioni in città? No. I “fascisti del Terzo Millennio”, come si autodefiniscono quelli di Casapound, non c’entrano. Le dichiarazioni del questore, riprese per più giorni dalla stampa locale, si riferiscono agli anarchici. Il pretesto, per D’Ambrosio, è quanto accaduto in città al termine del corteo per lo sciopero dell’8 marzo, quando alcuni compagni e compagne hanno voluto ricordare a un militante del centro sociale Bruno, scortato e protetto dai suoi, le proprie responsabilità. A prenderle è stato anche il volto più noto del centro sociale. Spiegando pubblicamente le ragioni di questo gesto saremmo costretti a fornire informazioni a questurini e giornalisti, cosa che ci rifiutiamo di fare per principio. Ci limitiamo a dire che chi le ha prese sa perfettamente perché. Fare le vittime è semplicemente indegno. Ciò che merita una pubblica riflessione, invece, sono le dichiarazioni del questore, prontamente riprese anche dal sindaco Andreatta. Il capo della polizia, che i fascisti li ha sempre protetti, non solo ci definisce “squadristi di stampo fascista”, ma invita la popolazione a isolarci, facendo esplicito riferimento alla lotta contro il vallo tomo di Mori. Benché alcuni di noi a quella lotta partecipino fin dall’inizio, per il questore, secondo un noto copione sbirresco, vi si sarebbero “infiltrati”. Che tra compagni e una parte della popolazione siano nati un incontro e un’esperienza di lotta: ecco ciò che il questore sa ma non può dire – perché è pagato proprio per impedirlo. Se questi anarchici sono dei mostri, perché capita che chi li conosce – non in situazioni qualsiasi, ma quando nelle vite accade qualcosa – decida di lottare insieme a loro? Sarà allora il caso di mostrificarli ancora di più, definendoli per l’esatto contrario di ciò che sono: fascisti. Ma con l’accusa di aver attaccato i fascisti non ci hanno più volte denunciati e anche arrestati?

Il questore non fa altro che riproporre la stessa melassa di un qualsiasi politicante, per cui “fascista” è tutto ciò che è violento. E noi certo non siamo non-violenti. Ma la menzogna per cui tutte le forme di violenza si equivalgono – quella puntuale e quella indiscriminata, quella indirizzata contro gli sfruttati e quella indirizzata contro gli sfruttatori, quella autoritaria e quella anarchica, – è insieme causa ed effetto dell’attuale miseria etica e sociale. Tra l’altro, come abbiamo visto di recente proprio in merito alle vicende del vallo tomo, per essere definiti “squadristi” da parte del PD (e della Questura, o viceversa), non serve nemmeno compiere qualche azione violenta. Basta infrangere le leggi e rifiutare di subire una qualche imposizione da parte delle istituzioni.

“Fascista sarai te e gli amici tuoi!”. Si poteva anche riassumerla così, con una scritta sul muro, la nostra replica a quel farabutto del questore. Ma quando il capo della polizia dà lezioni di politica, e la politica è ormai il mero elogio della polizia, contro chi non si allinea si annuncia la maniera forte. È evidente come quanto accaduto in S. Maria venga strumentalizzato, assieme ad altri episodi, per giustificare l’introduzione del Daspo urbano e il maggior potere ai sindacisceriffi.

Sarà il caso di chiarirsi le idee sulla violenza, prima di prendersi in faccia tutta quella di cui la classe dominante è capace.

Trento, 15 marzo 2017

anarchiche e anarchici