ENI, “codice etico” e Servizi Segreti

In una surreale seduta Straordinaria del Consiglio di Amministrazione dell’ENI (che trovate trascritta ed in originale) evocato il nome d’un fantomatico giornalista (Altana Pietro) e dei nostri Servizi Segreti Italiani

 

Stà  scritto lì, nero su bianco,  nel  verbale  del C.d.A. dell’E.N.I.:

“… l’11  giugno 2004 Abb denuncia alcuni manager dalla sua filiale  milanese  di occultamento di perdite  di 70 milioni di euro e  rassegna  al  PM Francesco Greco due nomi di propri dipendenti, tali  Carlo Parmeggiani  e Piarantonio Prior, che  sarebbero  coinvolti   anche anche in una tangente al manager di Enipower Larenzino Marzocchi.Mi chiedo  per quanti anni ancora sarebbe andata avanti tale forma e genere di crimine se non ci fosse stata nel marzo 2004 l’indagine  del  professionista della stampa Altana Pietro (fonte ritenuta  vicina ai Servizi Segreti) che  ha  fatto indagini su Enichem, Enipower, ABB;  se non ci fosse stata la denuncia al Magistrato da parte di Abb, mi chiedo come possa essere motivato  una tale procrastinazione di delittuoso  comportamento, per altro  verso una pluralità di commissionari, senza che, in più anni e sistemi di controllo aziendali interni siano riusciti ad intercettare  alcunché…”.

Nota N. 1: Altana  Pietro è quel losco e oscuro figuro, pedina  del  SISMI (Servizio Segreto Militare)   che  abbiamo  già  avuto  modo  apprezzare sulle pagine  di  Indymedia. All’epoca  spiava  centro  sociali  e  società  del  governo  iraniano (ma  pare  anche  l’ENI  visto che il  nome  della società energetica  compare  numerose  volte  nel  suo  “Dossier Riservato”).

http://piemonte.indymedia.org/article/3566

L’ENI CHE RICASCA SISTEMATICAMENTE NELLA  CORRUZIONE? Parrebbe di si. Codice o  non codice etico. Sistemi di controllo che fan  cilecca o  che  non  esistono del tutto?.

Moscato,  che  non  è  un buon spumante  (Guglielmo Moscato – Consigliere ENI), si  dice abbia perso  la  voglia di  brindare. Ha le  bollicine  a  terra. E’ ancora  memore di quando a  Jedda,  quel funesto 27 aprile 1999,  al  cospetto di  Sua eccellenza il  Principe saudita  Abdulla bin Abdalaziz al Saud,  fu  duramente  redarguito:

 

…Sua Maestà il Principe Saud al Feisal ha posto l’attenzione – ribadendolo più volte – che è ferma intenzione del governo seguire una procedura della massima trasparenza, nel massimo rigore e pertanto le compagnie italiane debbono astenersi dal ricercare appoggi particolari. Ha insistito che è intenzione del governo punire severamente qualsiasi funzionario governativo che tenti di trarre un vantaggio personale dall’apertura iniziata. Questa sottolineatura (abbiamo saputo in seguito da indiscrezioni) faceva riferimento ad un episodio di corruzione specifico recente nel quale è risultata implicata una società armatrice italiana, tal Coeclerici Logistics Spa (di Genova). La società Coeclerici Logistics Spa (fa capo agli imprenditori Paolo ed Alfonso Clerici) han posto in essere azione corruttive di alcuni funzionari della società Hadeed volte ad acquisire informazioni confidenziali. Coeclerici Logistics Spa è stata espulsa dal tender ed eslcusa da tutte le future gare internazionali nel paese. La notizia ha destato molto scalpore nel mondo arabo (non abbiamo ancora completi elementi di conoscenza pare che lo scandalo sia partito dalla denuncia di un giornalista italiano)… In un incontro con il Presidente Moscato successivo al ritorno in sede, l’ambasciatore saudita a Roma, principe Mohammad bin Nawat, ha affermato che il principe Abdallah ha rivolto la medesima raccomandazione a tutte le compagnie, trattandosi di una sua preoccupazione costante, con riferimento particolare alle imprese italiane). “.

Nota N. 2: in mezzo di  nuovo  lui, Altana  Pietro. Lo  “pseudogiornalista italiano” (ne  san  qualcosa  quei  poveretti della COECLERICI  che  han  avuto la  sfiga d’incrociarlo).

http://piemonte.indymedia.org/article/1347

Tornando  a Jedda,  Moscato che  replica? Con quel  frizzantino  che  lo  caratterizza,  ribadisce a  sua  eccellenza con limpidissima  baldanza (ritrascriviamo pari pari dalla  relazione scritta “riservata” inviata  all’AD  dell’ENI Franco  Bernabè):

“...Il Dott. Moscato ha assicurato Sua Maestà che in Italia l’attenzione è alta (prova ne è il fatto che la stampa è in vigile osservazione ed è pronta a dare notizie di quelle società che non si comportano correttamente sul mercato finanziario). L’ing. Moscato ha ricordato a Sua Maestà il codice etico dell’ENI e la nostra ferma volontà di seguirlo con il più assoluto e scrupoloso rigore (indicato anche che si darà disposizione alle controllate nel nostro Gruppo di radiare la società armatrice colpevole da ogni tipo di accordo commerciale)”.

http://piemonte.indymedia.org/article/1347?&condense_comments=false#comment755

Spumeggiantissimo Moscato. La  prossima volta,  prima di conferire con i  potenti della  terra rammenta di bere con  più  moderazione.

Occhio al “codice etilico”.
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40 anni  di gloriosa  storia dell’ENI. Le  tappe:

 

Maggio 1964, la Procura Generale della Repubblica di Roma mette  sotto  inchiesta i massimi dirigenti dell’ENI, da Eugenio Cefis a Girotti, da Bartolotta a Niutta a molti personaggi dell’apparato amministrativo dell’AGIP e delle relazioni pubbliche dell’ENI. L’ente petrolifero ha foraggiato i  partiti  politici (Dc, Psi, Psdi, Pri, Pli) e  corrotto  giornali.

1979-1980 Il Presidente dell’ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) Giorgio Mazzanti è  travolto dallo scandalo “Eni-Petronim“; l’ENI paga tangenti fino al 7% per un contratto con l’Arabia Saudita, e una parte di queste tangenti ritornò in Italia per finanziare esponenti politici.

1990-1991: i  fondi  neri ENI-MONTEDISON. Schiaffo  ai  vertici  dell’ENI. I manager ENI che guidano Snam, Saipem, Agip sono  accusati dal pubblico ministero Francesco Greco, titolare dell’ inchiesta, di appropriazione indebita per una cifra stratosferica: cinquecento miliardi di Lire. Nel 1993  scattano  le manette ai polsi dei dirigenti ENI;  Gianni Dell’ Orto (Presidente SAIPEM), Pio Pigorini (Presidente SNAM), Raffaele Santoro (Presidente AGIP) e di altri manager di rango inferiore. Esce il  nome di un’altro inquisito eccellente: Alberto Grotti, vicepresidente dell’ Eni. La   JV ENI-Montedison ENIMONT valeva zero e perdeva duemila miliardi l’ anno. L’Eni lo  sapeva benissimo e  pagò 2805 miliardi per prendersela tutta, rilevando anche la quota Montedison.

1990 – Viene  nominato  amministratore  delegato  dell’Enimont Sergio Cragnotti (si proprio lui quello del  crack Cirio, Derica, Bertolli) verrà arrestato  per bancarotta fraudolenta.

1986-1992 – E’  il  periodo  che è  stato  definito l’epoca di “Mani pulite” il capitolo sulle tangenti Eni registra  la scomparsa di oltre  seicento miliardi di  lire.

Aprile 1992 - 17 miliardi di mazzette a  DCPSI per il patto assicurativo Eni-Sai.  Un  “accordo truffa” -  bloccato dall’ inchiesta dei magistrati – che avrebbe garantito al  Gruppo di  Ligresti il monopolio delle polizze vita di oltre 130 mila dipendenti dell’ENI.  Mandato di cattura  anche per il Presidente  del Consiglio Bettino  Craxi che ripara in Marocco.

Febbraio 1993 – Il Presidente dell’ENI Gabriele Cagliari si  suicida  in  carcere a San Vittore.  Poco prima fu interrogato dalla Procura di Roma per il suo ruolo nella valutazione di Enimont fatta dall’ENI al momento dell’acquisto e  arrestato il 9 marzo 1993 su richiesta della procura di Milano, accusato di avere autorizzato il pagamento di tangenti per fare aggiudicare una commessa alla Nuovo Pignone (società del Gruppo ENI), tangenti  pagare  ad  esponenti  del governo algerino per il Gasdotto Transmed successivamente, gli furono contestati ulteriori reati compiuti durante la sua permanenza ai vertici dell’ENI.

Post 1993 – Dopo “Mani pulite” l’ENI si  ricostruisce  una  nuova  verginità dotandosi d’un  Codice Etico anti-corruzione,  che  vien  introdotto allo  scopo  di prevenire le  pratiche  di corruzione  all’interno  dell’Eni.

1994-1996 – tangenti  per  il  Petrolchimico di Marghera. Siamo nell’epoca “post codice etico”. Le  tangenti  continuano imperturbabili. Nuova  inchiesta che investe l’ENI, l’ amministratore delegato di Enichem ed ex direttore di Enirisorse Carmine Cuomo è indagato aver  liquidato generose tangenti (dazioni  che  potrebbero  essere  ricollegate  alle  gravi problematiche  di  tipo ambientale che  investono i  disastrati stabilimenti dell’ENI).

1994-2004 – Corruzione in Nigeria per centinaia di milioni di dollari.   Un Manager Snamprogetti spiega agli  inquirenti com’è  semplicissimo   aggirare il codice anti-corruzione introdotto dopo Mani pulite. L’inchiesta sugli appalti è avviata dalla Procura di Milano: indagati due  dirigenti ENI. L’ipotesi di reato è corruzione internazionale.  Saipem, società del Gruppo Eni, è accusata di aver pagato cifre  da  capogiro in  tangenti a politici nigeriani tra il 1994 e il 2004 (ma  sicuramente anche  dopo) in cambio di appalti per oltre  180 milioni di dollari.

Settembre 2002 -  Due manager del gruppo del settore idrocarburi dell’ENI Carlo Femiani e Maurizio Pierini arrestati per  un nuovo filone (tangente promessa in relazione alla costruzione dell’oleodotto che trasporta a Taranto il petrolio estratto dai giacimenti della Val d’Agri).

Agosto 2007. La Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per 85 persone, tra fisiche e giuridiche, sulle tangenti a cui han preso parte EnelPower e EniPower. Indagato l’amministratore delegato di Enipower, Giovanni Locanto ed arrestato il project manager di Enipower Lorenzo Marzocchi. I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere alla corruzione aggravata – anche internazionale – fino alla appropriazione indebita, riciclaggio, ricettazione, falso in bilancio, emissione di fatture false e presentazioni di dichiarazione dei redditi fraudolente. Fosse stato  per  l’ENI lo  scandalo sarebbe  rimasto morto e sepolto per  lustri (altro  che  codice  etico). La  denuncia  alle  autorità  inquirenti parte  dalle  società ABBSiemens.

Agosto 2009: L’ENI forse inizia  ad accorgersi di provare qualche timido  imbarazzo nel pronunciare  parole come  “good governance” e/o  “codice etico“. Troppi  scandali e/o  casini: Pieve Vergonte, TSKJ, Crotone, indagine  UE  sui Gasdotti  Esteri … (e  potremo  continuare  sino  a  dopodomani mattina).

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Trascrizione  del  Verbale  del  Consiglio di  Amministrazione  dell’ENI  riunito  in  seduta  Straordinaria:

 

 Il Presidente ricorda che in base alla vigente normativa civilistica e alle disposizioni di cui al D. Lgs 231 l’Eni deve acquisire consapevolezza sulla adeguatezza dei modelli organizzativi e di controllo delle proprie controllate le quali hanno comunque propri organi autonomi di gestione e di controllo. Ricorda che oggi il Consiglio dovrebbe esprimersi sul tipo e modalità delle indagini che devono essere svolte in relazione allo specifico argomento oggetto di esame e chiede perciò che ciascuno fornisca il proprio contributo al riguardo e considera che, anche in relazione a ciò, è stata assicurata la disponibilità dei Presidenti dell’EniPower e della Snamprogetti.

Il Prof. Costi premette di non aver scritto lettere al Presidente e di non aver fatto dichiarazioni alla stampa relativamente allo specifico argomento ed esprime apprezzamento sia per l’equilibrio con il quale il Presidente ha introdotto l’odierna adunanza consiliare, sia per la puntualità dei riferimenti e delle informazioni fornite dall’Amministratore Delegato. Considera prematuro allo stato dei fatti qualsiasi giudizio in ordine alle regole che governano l’intero sistema dì Gruppo e inopportuno l’intervento di consulenze esterne ai fini dell’approfondimento dei fatti di cui ha fornito informazioni la stampa, perché considera che tali indagini possano adeguatamente essere svolte per il tramite delle strutture aziendali a ciò preposte. Ritiene opportuno che il Consiglio riaffermi queste volontà, mentre considera inopportuni ulteriori provvedimenti disciplinari non adeguatamente motivati nei confronti di dipendenti o revoche di mandati ad Amministratori. 

L’lng. Moscato, riferendosi alle considerazioni espresse nella propria comunicazione in precedenza letta dal Presidente, rappresenta che le modifiche strutturali conseguenti alle intervenute incorporazioni nell’Eni delle principali attività industriali svolte nell’ambito del Gruppo comportano l’esigenza di un complessivo riesame della struttura organizzativa del Gruppo specie in termini di efficienza e di efficacia. In particolare considera che possano insorgere specifiche difficoltà di gestione connesse alla centralizzazione di taluni servizi e che perciò possa essere opportuno rivedere il modello di governance. Rappresenta che dalle notizie stampa sembra che il Marzocchi abbia ridistribuito anche ad altre persone parte delle somme che avrebbe indebitamente incassato. Ritiene che, pur considerando la complessità dei relativi sistemi di controllo, è necessario verificare che ciascun soggetto ottemperi ai compiti a esso assegnati in modo adeguato e conforme alle indicazioni impartite dalla società di appartenenza e riafferma l’esigenza di allontanare dalle attività operative tutti coloro che risultino aver tenuto comportamenti che ancorchè legittimi, non siano rigorosamente coerenti a tali inderogabili principi aziendali. 

Il Dott. Resca, riferendosi alla propria comunicazione in precedenza letta dal Presidente, rappresenta di aver sollecitato la convocazione dell’odierna adunanza consiliare perché fosse possibile verificare che i fatti di cui è data notizia dalla stampa non costituiscano la parte nota di analoghi più ampi e diffusi fenomeni. Al riguardo ricorda che statisticamente per ogni evento delittuoso che viene scoperto ve ne sono altri 26 che rimangono impuniti. Considera inoltre opportuno che sia verificato che nel Gruppo non avvengano fatti analoghi a quelli che sarebbero stati posti in essere da funzionari della ABB e della Siemens al fine di assicurare alle rispettive società di appartenenza l’acquisizione di commesse. Informa infine di aver ricevuto la richiesta dì un incontro da parte dell’Ing. Pio Pigorini ma di non conoscerne i motivi e presume che la richiesta riguardi la ipotesi transattiva da esso formulata riguardo alle pendenze giudiziarie in essere con l’Eni sulla quale il Consiglio si è già espresso negativamente in passato.

Il Prof. Fruscio considera che le posizioni espresse dal Presidente e dall’Amministratore Delegato sono di enorme preoccupazione e di massima attenzione sulla materia; tuttavia pone in lui dubbi l’affermazione che non vi sia sistema di controllo idoneo a combattere la infedeltà perché se così fosse si chiede se vi sia un problema concreto. Considera opportuna la odierna adunanza consiliare perché assolve alle esigenze conoscitive particolarmente sentite da ciascun Consigliere. In relazione alle notizie di enorme e devastante gravità fornite dalla stampa nei giorni scorsi. Considera possibile che tali notizie determinino negative ripercussioni sui mercati finanziari. Se invece, come egli ha desunto da alcune affermazioni formulate nel corso del dibattito, qualcuno considera la vicenda di non particolare gravità si chiede per quale motivo oggi il Consiglio sia riunito. Comunque si chiede se sia possibile che un fantasioso infedele dipendente possa essere in grado di mettere in crisi un complesso e complessivo sistema industriale quale è quello dell’Eni. Rappresenta di aver ricostruito questa mattina sulla base delle informazioni di stampa un percorso logico e di aver ritenuto doveroso tale lavoro anche nei confronti della propria coscienza e dà lettura del documento da lui predisposto al riguardo, che è di seguito trascritto:

“Quale Consigliere di Amministrazione di Eni in base a notizie e informazioni di stampa inerenti il caso EniPower osservo quanto qui di seguito riportato: 

1. L’11 giugno 2004 Abb denuncia alcuni manager dalla sua filiale milanese di occultamento di perdite di 70 milioni di euro e rassegna al PM Francesco Greco due nomi di propri dipendenti, tali Carlo Parmeggiani e Piarantonio Prior, che sarebbero coinvolti anche anche in una tangente al manager di Enipower Larenzino Marzocchi. 

Mi chiedo per quanti anni ancora sarebbe andata avanti tale forma e genere di crimine se non ci fosse stata nel marzo 2004 l’indagine del professionista della stampa Altana Pietro (fonte ritenuta vicina ai Servizi Segreti) che ha fatto indagini su Enichem, Enipower, ABB; se non ci fosse stata la denuncia al Magistrato da parte di Abb, mi chiedo come possa essere motivato una tale procrastinazione di delittuoso comportamento, per altro verso una pluralità di commissionari, senza che, in più anni e sistemi di controllo aziendali interni siano riusciti ad intercettare alcunché. Mi chiedo come abbia potuto fruire l’Ing. Marzocchi di un lasciapassare così individuale e tuttavia tale da invalidare le strutture aziendali del controllo interno. E come e perché, secondo quanto dichiarato dallo stesso al Magistrato, abbia potuto operare analogamente in Enichem. 

Le risposte a tali domande e ad altre che potranno aggiungersi penso debbano essere logiche, convincenti, oggettivamente condivisibili. Diversamente, se tutto dovesse essere condotto sotto l’estro di un isolato e accanito millantatore, dovremmo prendere atto all’unanimita’ che EniPower ed Eni dispongono di un sistema interno, di controlli eludibili. Anzi, ridicolizzabili da un solo e isolato millantatore. Quindi, un sistema di controlli apparente e non reale. Inesistente. 

2. Il 6 luglio 2004 i due dirigenti di ABB prima detti confermano tutto al p.m. F. Greco, fornendo anche il nome del conto ‘Caritas” di Chiasso per i bonifici all’lng Marzzocchi.

2.1 Se un solitario infedele all’interno di EniPower tale pare lo sia stato al di fuori della società energetica visto che era coadiuvato, o in rapporto con professionisti nostrani ed anche con un esperto arabo di fama internazionale. E neppure per tali connessioni nulla è trapelato che potesse mettere in allarme il sistema dei controlli di EniPower, come quelli di Eni.

3. Il 29 luglio il project manager di EniPower ha parlato di 400 mila euro, quale segno di riconoscimento della sua professionalità da parte del Parmeggiani di ABB Italia. Poi, messo di fronte alle carte tratte dal Magistrato da una cassa forte di un suo congiunto ha rilevato d’aver incassato i 400 mila euro nel 2003, ma anche d’aver concordato tangenti per il periodo 2004-2005 dal 2% al 5% con almeno altre 11 primarie società.

3.1 Per quanto bravo millantatore possa essere stato l’lng. Marzocchi, riesce problematico credere che le 11 società partecipi dell’affaire gli dessero consistenti oboli come per incanto, piuttosto che in con contropartita di loro più sostanziosi vantaggi. Sui riflessi di tutto ciò sui rendiconti periodici e annuali è comunque tutto chiaro, sia. in termini di distorsione che di danno.

4. Tangenti per aggirare la legge Merloni. Ad esempio facendo sì che dirigenti della committente si inducessero a disegnare i capitolati di gara su misura delle offerte delle aziende; a revocare penali, a consentire rialzi “ da inventarsi, basta che fossero plausibili”

4.1 Ma se il fare dell’infedele consisteva in tutto ciò come anche nel rivedere gli elementi essenziali delle offerte dei concorrenti, come tutto ciò poteva avvenire ad opera di un solo dirigente?

5. Pare che l’lng. Marzocchi abbia confessato ai p.m. milanesi di avere avuto rapporti illeciti già prima di passare a EniPower. E cioè in Enichem.

5.1 Sarebbe il caso rassegnare al Consiglio la scheda concernente la prestazione lavorativa nell’ambito del Gruppo, specificandone anche il trend delle sue remunerazioni comprensive facendone specifica indicazione delle stock option delle stock grant. Così, altrettanto per quanto riguarda gli altri dipendenti che dovessero essere attratti nelle indagini della magistratura ed in quelle interne appena avviate. .

 

Considera che dalle osservazioni in precedenza formulate sembrerebbe emergere un duplice segnale: il primo relativo alla possibile debolezza o inadeguatezza dell’assetto delle procedure e dell’azione del controllo interno, il secondo relativo alla possibile perdita di controllo delle procedure amministrative e dei processi gestionali da parte delle funzioni a ciò dedicate. Ritiene possibile che entrambi questi fatti possano aver concorso al verificarsi degli accadimenti di cui trattasi. Conferma che in lui resta fermo il convincimento più volte sostenuto in questo Consiglio che le motivazioni vere e profonde siano da ricercare nell’assetto organizzativo della società che è ispirato a modelli di gestione estremamente accentrati. In relazione a ciò ritiene sia necessario valutare la opportunità di radicali cambiamenti nelle modalità e nel ruolo dell’Eni nella gestione propria e in quella delle proprie controllate, con ciò innovando le attuali procedure e funzioni fondate sulla teoria aziendalistica ed economico gestionale secondo la quale l’impresa rappresenta una organizzazione sistemica fondata e retta sul management e dal medesimo autonomamente gestita. Considera infine che la attuale impostazione essenzialmente monocratica cui è impostato il modello di governance dell’Eni possa essere o meno condivisa, ma che a prescindere da ciò i relativi effetti debbono essere accettati sia se positivi, sia se negativi. 

Il Dott. Duodo considera prematuro sollecitare risposte o anticipazioni sulla conclusione delle attività di controllo avviate dall’internal Audit su incarico dell’Amministratore Delegato. Rappresenta l’opportunità che anche gli altri organismi di controllo e specificatamente il Comitato per il controllo interno e il Collegio Sindacale seguano le risultanze di queste indagini.

 

Il Prof. Biscozzi rappresenta che, contrariamente a quanto sembra emergere dall’intervento del Prof. Fruscio, il Collegio Sindacate ha accertato che i sistemi di controllo interno sono adeguati e che l’infedeltà di una o più persone non costituisce dimostrazione di inefficacia o inadeguatezza dei sistemi di controllo interno. 

Il Prof. Clò rappresenta di aver apprezzato, come il Prof. Costi, gli interventi del Presidente e dell’Amministratore Delegato, ma considera che gli accadimenti occorsi destano in lui preoccupazione e perciò non è insensibile al turbamento espresso dal Prof. Fruscio. Considera in particolare di grande importanza che il Consiglio: 

  • mostri la propria assoluta compattezza e unità di intenti nel voler fare la più completa chiarezza sugli eventi di cui trattasi;

  • assuma decisioni di assoluta fermezza;

  • esprima con chiarezza il proprio messaggio di compattezza e fermezza sia all’interno, sia all’esterno dei Gruppo.

Rileva che oggi il Consiglio affronta l’argomento sulla scorta di informazioni giornalistiche e che già nei prossimi giorni potrebbero essere portati a conoscenza fatti nuovi con il rischio di rendere obsoleto o inesatto il messaggio che oggi si intendesse dare all’esterno. Ritiene che l’argomento meriti attenta riflessione perché incide sulla immagine della società che costituisce un patrimonio sostanziale da salvaguardare. Chiede infine se non sia possibile e comunque opportuno commissionare indagini a soggetti esterni al Gruppo.

L’Amministratore Delegato conferma di aver avviato ricerche per individuare un soggetto esterno che per capacità e strutture organizzative sia idoneo al compito che si intende affidargli.

Il Prof. Clò chiede quali obiettivi il Consiglio si proponga dall’audizione del Presidente e Amministratore Delegato dell’EniPower e del Presidente della Snamprogetti e auspica che non vi siano difformità di comportamento nei loro confronti.

L’Amministratore Delegato informa di aver assicurato la disponibilità dei Presidenti dell’EniPower e della Snamprogetti così come quella del Responsabile dell’Intemal Audìt perchè potessero fornire specifiche informazioni di maggior dettaglio rispetto a quelle già da lui fornite.

Il Prof. Fruscio chiede se vi siano elementi aggiuntivi rispetto alle notizie di stampa sull’argomento utili per consentire al Consiglio una più adeguata comprensione dei fatti.

Il Presidente ringrazia tutti per i contributi dati e considera che dal dibattito sono emerse da parte di tutti perplessità e preoccupazioni. Ritiene che nessuno possa garantire che il caso di cui si discute sia un caso unico ma considera importante trasmettere al Magistrato inquirente la ferma volontà del Consiglio di fornire apporti concreti allo svolgimento delle indagini. Ritiene dovere di tutti lavorare nell’interesse dell’Eni per acquisire idee precise sull’accaduto e sulle modalità con le quali evitare in futuro il ripetersi di fatti analoghi sia con supporti interni, sia con supporti esterni. Considera importante che il Consiglio affronti l’argomento senza né sopra, né sottovalutazioni ma con una linea di ragionevole fermezza ed equilibrio che peraltro è stata già apprezzata all’esterno. Ricorda al riguardo il licenziamento del Marzocchi e la tempestiva riunione del Consiglio di Amministrazione tenutasi il giorno successivo alle notizie di stampa sull’argomento apparse il 28 luglio su importanti quotidiani internazionali. Ricorda che la credibilità acquisita dall’Eni sui mercati con anni di duro lavoro è un bene reale che e facile perdere con facilità. Considera che sia dovere di tutti i componenti degli organi sociali operare ai fine di fare piena luce sull’accaduto e di tutelare l’immagine dell’Eni e ciò anche con la disponibilità ad ammettere eventuali carenze.

Il Prof. Schiavello auspica che il Consiglio arrivi a conclusioni prima che l’Autorità giudiziaria assuma altri provvedimenti.

Il Presidente rappresenta che il Prof. Schiavello ha più volte ricordato che a suo avviso l’Eni e le società da essa controllate sono da considerare pubblica amministrazione e che perciò ai componenti dei propri dipendenti si applica la legge 27 marzo 2001 n. 97 contenente norme sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare ed effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Considera necessario che sull’argomento sia acquisito un parere di più professionisti di chiara fama e pertanto comunica che provvederà a richiederli con urgenza.

Il Prof. Schiavello ritiene che debba essere verificato accuratamente se i fatti imputati al Marzocchi abbiano comportato danni all’Eni, come ipotizzato dal Prof. Fruscio, perchè in caso di sentenza irrevocabile di condanna si rientrerebbe nella fattispecie di responsabilità per danno erariale prevista all’art. 7 della legge 27 marzo n. 97 che comporta l’obbligo del Procuratore Regionale della Corte dei Conti di promuovere entro 30 giorni dalla avvenuta comunicazione a esso della sentenza stessa un procedimento di responsabilità per danno erariale nei confronti del condannato. 

Il Dott. Resca condivide l’esigenza rappresentata nel corso del dibattito che il Consiglio segua con grande attenzione la materia all’esame anche perché è sul Consiglio dell’Eni che è concentrata l’attenzione della opinione pubblica. Ricorda che come già detto questa vicenda potrebbe essere la punta di un iceberg. Considera utile, come rappresentato nella propria lettera letta in precedenza dal Presidente che le indagini sia interne sia quelle che fossero commissionate a consulenti esterni siano coordinate da un apposito comitato interno di inchiesta e ne riferisca al Consiglio.

Il Prof. Costi rappresenta di condividere le preoccupazioni dei Dott. Resca, ma ritiene che in presenza del Comitato di controllo Interno, costituito dal consiglio stesso è composto da Amministratori, la costituzione di un altro comitato di Amministratori sia inopportuna perché duplicherebbe funzioni già proprie del citato Comitato di controllo e sarebbe suscettibile di generare confusione e sovrapposizione di ruoli.

L’Amministratore Delegato esprime apprezzamento per la pacatezza e l’equilibrio degli interventi che lo hanno preceduto compresi quelli garbati dell’lng. Moscato e del Prof. Fruscio sui quali esprime il suo più completo dissenso relativamente alla parte che attribuisce all’attuale sistema di governance la responsabilità di ciò che è accaduto. Ricorda che le procedure che sono state attivate in relazione al D. Lgs 231 sono a tutela e difesa della società e rappresenta che comunque saranno sottoposte a ulteriori verifiche perché sia possibile apportare le modifiche che risultassero necessarie e/o opportune. Riafferma la pratica impossibilità di individuare una procedura idonea ad impedire la infedeltà dei dipendenti. Auspica che l’evento di cui si tratta sia un fatto isolato e non la punta di un iceberg come è stato paventato nel corso del dibattito. Condivide l’esigenza rappresentata di un attento monitoraggio degli eventi da parte del Consiglio di Amministrazione e ritiene perciò che ove fossero accertati fatti nuovi rilevanti. il Consiglio debba essere tempestivamente riconvocato.

Il Dott. Duodo ritiene che nelle indagini già avviate sia necessario porre la massima attenzione anche ai fatti occorsi dopo l’aggiudicazione delle commesse da parte delle società che avrebbero compiuto gli illeciti imputati al Marzocchi. In particolare si riferisce ai claims alle revisioni prezzi e alle modifiche in corso d’opera relativi ai singoli contratti.

Il Prof. Perotta considera che sarebbe utile tenere congiuntamente una riunione del Collegio Sindacale e del Comitato per il Controllo interno.

L’Amministratore Delegato propone di far partecipare il Responsabile dell’internal Audit Rag. Giorgio Ventura, perche’ possa fornire al Consiglio un aggiornamento sulle informazioni già da lui fornite in ordine alla ricerca di consulenti per commettere loro le indagini sulla materia in esame.

 Il Consiglio di Amministrazione acconsente.

 L’Amministratore Delegato informa il Rag. Ventura di aver già illustrato al Consiglio i motivi per i quali non é stato possibile affidare alle “big four” l’incarico di verifica dei rapporti tra le società del Gruppo e quelle dei gruppi ABB e Siemens e lo incarica di riferire al Consiglio l’esito degli ulteriori contatti da lui avuti al riguardo.

 

Il Rag. Ventura informa che dopo l’esito negativo dei contatti con le principali società di revisione cui ha fatto riferimento l’Amministratore Delegato, ha verificato la impossibilità di affidare l’incarico a società du revisione italiane ed estere diverse dalle “big four” perché sia pure per differenti motivazioni, non sembrano essere idonee a espletare l’incarico e informa che al momento non è stato possibile individuare altre società adeguate per dimensioni e capacità professionali.

 Il Rag. Ventura lascia la sala consiliare.

Il Presidente rappresenta il proprio convincimento sulla opportunità di sottoporre a verifica esterna il “Modello di organizzazione gestione e controllo ex D.Lgs n. 231 del 2001″ approvato dal Consiglio di Amministrazione il 7 novembre 2003.

 Il Prof. Fruscio manifesta perplessità su quest’ultima proposta del Presidente e considera più opportuna una verifica a tappeto sui fatti. oggetto di esame.

 L‘lng. Moscato propone di individuare uno Studio legale di fama internazionale il quale possa porsi come garante del lavoro di più sub-committenti.

 Per motivi tecnici sì interrompe la comunicazione telefonica con il Dott. Duodo che pertanto da questo momento non partecipa ai lavori consiliari. Sono le ore 18 e 10′.

 L’Amministratore Delegato considera che si potrebbe individuare un consulente di adeguata e nota affidabilità al quale conferire l’incarico di validare le procedure e modalità di indagine che saranno seguite dal team di Audit costituito su propria indicazione dall’Internal Audit al fine di accertare la correttezza e la trasparenza dei rapporti tra le società del Gruppo Eni e quelle dei gruppi ABB e Siemens. Propone di far partecipare alla riunione il Dott. Giovanni Locanto.

 Il Consiglio di Amministrazione acconsente.

 L’Amministratore Delegato chiede al Dott. Locanto di rappresentare al Consiglio quale era il ruolo del Marzocchi, quale il suo livello gerarchico aziendale, quali compiti effettivamente svolti e quali i poteri a esso conferiti, come abbia aventualmente potuto influenzare le varie fasi delle procedure di gara e come abbia eventualmente potuto influire nella definizione di varianti di progetto, di revisioni prezzi e di claims e come abbia eventualmente potuto interferire nelle commesse in relazione alle quali sono stati compiuti gli illeciti. Lo informa di aver già illustrato al Consiglio le principali modalità in base alle quali sono state esperite le gare per le principali forniture commissionate dalla EniPower, nonché sulle risultanze di sintesi della gara dei trasformatori vinta dalla ABB nel luglio 2001.

 Il Dott. Locanto informa che:

  • il Marzocchi aveva la funzione di Project manager alle dipendenze del Responsabile ”ingegneria” il quale a sua volta è alle dirette dipendenze del Presidente e Amministratore Delegato dell’EniPower;

  • il Marzocchi è stato assunto nella Enichem S.p.A. nel settembre 1991 in qualità di dirigente con la posizione di Project manager, fu poi trasferito alla Serchem nel giugno 1992 per rientrare ad agosto 1993 nella stessa Enichem nella quale restò sino all’ottobre del medesimo anno, mese in cui fu trasferito alla Frene con la posizione di Responsabile coordinamento commesse grandi investimenti, che dal novembre 1997 al maggio 1999 ricoprì anche nella Enichem; dal giugno 1999 al settembre 1999 fu trasferito alla Snam senza attribuzione di specifica funzione nell’ottobre 1999 fu trasferito nuovamente in Enichem con la medesima posizione in precedenza già ricoperta e dal febbraio 2000 fu trasferito alla EniPower con il ruolo di Project manager che ha ricoperto fino all’8 scorso, data del suo licenziamento.

 Il Dott. Locanto informa che il Dott. Marzocchi nei 13 anni di permanenza nel Gruppo ha sostanzialmente mantenuto la retribuzione annua lorda di circa 100 mila euro corrispondente a quella definita al momento della sua assunzione. In termini di incentivi ha mediamente avuto l’assegnazione di stock grant commisurate al proprio livello retributivo mentre gli incentivi monetari sono stati mediamente inferiori a quelli corrisposti a dirigenti di corrispondente livello. Nello svolgimento della ‘propria attivìtà di Project manager ha seguito la realizzazione della centrale di Brindisi, dì quella di Ravenna e, per ultimo di quella di Mantova. Informa che il Marzocchi nel proprio ruolo di Project manager interagiva nel processo di gestione delle singole commesse e dei contratti associati secondo la seguente procedura seguita dalla società:

 

  1. Preparazione dei documenti di gara

Tutta la documentazione tecnica viene preparata dalla Snamprogetti e sottoposta ad approvazione al Project manager EniPower che si avvale dell’assistenza delle unità tecniche EniPower.

 

2. Esecuzione gare per appalti e forniture

 

In ossequio alla procedura, il Project manager EniPower può formulare le proprie eventuali osservazioni solo sui documenti tecnici di offerta, incluso parere tecnico finale predisposti dalla Snamprogetti.

 

3. Gestione contratti

 

Approvazione degli stati dì avanzamento lavori dopo l’approvazione di Snamprogetti. Analisi varianti anche se congiunta con Snamprogetti e preparazione congiunta della richiesta di variazione contratto.

 

4. Controllo avanzamento progetto

 

Analisi periodica con Snamprogetti delle criticità ed individuazione eventuali rimedi.

5. Controllo costi progetto

Analisi scostamento rispetto ai costi previsti e individuazione misure di loro contenimento.

 

Rappresenta infine che le attività di procurement e di engineering relative alla realizzazione di impianti di proprietà della EniPower e svolta dalla Snamprogetti e che anche in relazione a ciò le possibilità di interventi specifici volti a favorire specifici potenziali fornitori da parte del Marzocchi era assai limitata se non inesistente.

 Il Prof. Fruscio lascia la sala dell’adunanza Consigliare alle ore 18 e 30′.

 

Il Dott. Locanto prosegue il proprio intervento e informa che sono in corso accertamenti volti a verificare se il Marzocchi abbia avuto la possibilità di interferire al fine di anticipare pagamenti a fronte di stati di avanzamento non conformi al grado di realizzazione degli impianti. Considera più remota la capacità di intervento del Marzocchi nella definizione e approvazione di varianti di valore perché questi maggiori pagamenti sono definiti sulla scorta di documenti vagliati e sottoscritti da più funzionari di diverso grado ed estrazione aziendale. Informa che al riguardo ha disposto una Verifica a cura di un Gruppo di lavoro all’uopo costituito

L’lng. Moscato chiede se si siano verificati scostamenti rilevanti del costo degli investimenti rispetto a quello preventivato.

Il Dott. Locanto risponde che il costo consuntivato di tutti gli investimenti realizzati dall’EniPower è sempre stato inferiore a quello indicato nel relativo budget.

 Il Prof. Biscozzi chiede se i fatti contestati al Marzocchi abbiano potuto comportare maggiori costi di investimento rispetto a quelli che si sarebbero sostenuti in assenza di tali fatti inficiando così anche i bilanci della stessa EniPower.

 Il Dott. Locanto considera che i fatti cui fa riferimento il Prof. Biscozzi non hanno comportato costi superiori a quelli ordinari e perciò non hanno riflessi sui bilanci della società.

 Il Dott. Resca chiede quante e quali siano le funzioni aziendali alle dirette dipendenze del Presidente e Amministratore Delegato dell’EniPower..

 Il Dott. Locanto informa che alle proprie dirette dipendenze sono le seguenti 9 funzioni:

 - Sicurezza, Ambiente e Assicurazione Qualità;

 - Amministrazione e Controllo;

 - Personale e Amministrazione;

 - Affari Legali;

 - Pianificazione e Business Development;

 - Ingegneria;

 - Commerciale;

- Trading and Risk Management;

- Operazioni.

 Il Presidente ringrazia il Dott. Locanto che lascia la sala consiliare.

 L’Amministratore Delegato propone di far partecipare alla riunione il Presidente della Snamprogetti Dott. Luigi Patron.

 Il Consiglio di Amministrazione acconsente.

 

L’Amministratore Delegato chiede al Dott. Patron di illustrare quale sia il ruolo svolto dalla Snamprogetti nella realizzazione degli investimenti a fronte dei quali sono state effettuate le forniture da parte delle società del Gruppo ABB e Siemens che avrebbero dato origine ai reati imputati al Marzocchi e di specificare se e quali funzionari della Snamprogetti il Dott. Marzocchi avrebbe potuto influenzare per consentire alle citate società di essere agevolate nella aggiudicazione nelle gare di fornitura e nell’ottenere varianti in corso d’opera, revisioni dì prezzi e riconoscimenti a fronte di claims.

 Il Dott. Patron informa che la Snamprogetti in data 28 luglio scorso ha ricevuto avviso di garanzia ai sensi del D.Lgs. 231 del 2001 per concorso in corruzione di pubblico ufficiale e ciò perche il Giudice per le indagini preliminari ha ipotizzato il concorso della società nella alterazione delle gare di appalto.

 Rappresenta che a suo avviso é necessario definire e chiarire puntualmente quale siano i rapporti tra la Snamprogetti e l’EniPower nella realizzazione degli impianti di quest’ultima società. Informa che il Giudice ha consentito alla società di collaborare nel sequestro della documentazione riguardante la materia e informa che a tal fine è stato consegnato:

  • il “Modello di organizzazione gestione e controllo ex D.Lgs n.231 del 2001″ approvato dal Consiglio di amministrazione della Snamprogetti il 10 giugno 2004; 

  • le procedure tutte certificate da primari consulenti internazionali che regolano i rapporti tra la Snampmgetti e la EniPower relative alle modalità di approvvigionarnento e di organizzazione di progetto, alla definizione dei compiti e delle responsabilità delle funzioni preposte al coordinamento dei progetti.

 Informa che non appena ha avuto notizia che si sarebbero verificati interventi distorsivi da parte delle Snamprogetti nella gestione della commessa ha esteso il già disposto lavoro di verifica anche alle procedure relative a queste attività. Anticipa che è suo intendimento assoggettare i lavori di verifica che saranno svolti all’interno della società alla certificazione di primari consulenti esterni. Informa che il lavoro di revisione già avviato è complesso e che la sola documentazione relativa a una singola commessa aggiudicata alla ABB è contenuta in circa 90 faldoni. Informa poi che, in esito a specifica domanda formulata dal Magistrato inquirente relativa a quali lavori fossero stati affidati a 16 società nominativamente individuate, è stato riferito che esse hanno acquisito appalti e forniture per 330 milioni di euro rappresentativi di circa il 25% del totale di 1.318 milioni di euro di appalti e forniture relativi agli investimenti sostenuti dalla EniPower. Rappresenta infine che gli extra work relativi agli appalti e forniture affidate alle dette 16 società sono ammontati complessivamente a circa 28 milioni di euro rappresentative dell’8,46% del totale.

 L’ lng. Moscato chiede a chi competesse la decisione finale di assegnazione di ciascuna commessa e a chi la decisione sulla definizione degli stati di avanzamento lavori e delle variazioni di costo da riconoscere alla impresa fornitrice e/o appaltatrice.

 Il Dott. Patron informa che la decisione sulla assegnazione è di competenza della Snamprogetti, così come la intera gestione della commessa, e che l’indagine interna avviata riguarda naturalmente anche la correttezza e la trasparenza di questa attività. Rappresenta che comunque la Snamprogetti ha disposto immediatamente l’inserimento nella propria black list dei fornitori indicati dal Magistrato, perché considerati potenzialmente coinvolti in attività illecite. lnforma inoltre che in via precauzionale ha disposto anche la sospensione immediata del Project manager che seguiva le attività oggetto di indagine.

 L’lng. Moscato lascia la sala dell’adunanza alle ore 19 e 20′.

 Il Dott. Patron informa che le principali forniture relative alla realizzazione degli impianti di EniPower sono state aggiudicate in esito a gare esperite secondo la procedura europea che determina la evidenza pubblica della gara perché il relativo bando è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale europea. Relativamente ai rapporti con la EniPower, informa che le uniche informazioni relative a ciascuna gara condivise preventivamente con la EniPower erano quelle attinenti alle specifiche tecniche delle forniture oggetto di gara. In relazione a ciò ritiene che il Marzocchi non avesse la possibilità di influenzare l’esito di ciascuna gara ma che potesse solo millantare il credito di conoscere tempestivamente l’aggiudicatario. Informa che tra gli obiettivi che la Snamprogetti intende perseguire con le verifiche già avviate è prioritariamente quello di confermare la validità delle proprie procedure e norme di comportamento nonché quello di verificare la regolarità di tutti i contrattti stipulati con le società indicate dal Magistrato. Informa che la ricostruzione documentale di questi rapporti e la loro verifica richiede non meno dì un mese di tempo. Infine rappresenta la propria ferma volontà di fare completa chiarezza su questa vicenda perché non restino ombre di dubbio che rimangano impuniti eventuali illeciti che fossero stati compiuti nei periodo di vigenza del proprio mandato di Presidente.

 Il Dott. Resca chiede se vi sia il rischio che possano emergere anche in Snamprogetti situazioni analoghe a quelle imputate al dipendente della EnìPower.

 Il Dott. Patron ritiene modesto il rischio paventato dal Dott. Resca a eccezione del rischio del coinvolgimento in tatti delittuosi del Proiect manager della Snamprogetti il quale era in possesso comunque delle medesime informazioni in possesso del Marzocchi.

 Il Presidente esprime il proprio apprezzamento al Dott. Patron che lascia la sala consiliare.

 Il Prof. Clò esprime apprezzamento per la chiarezza e la efficacia dell’intervento del Dott. Patron.

 Il Prof. Costi si associa agli apprezzamenti formulati dal Prof. Clò.

 Il Presidente rappresenta l’opportunita’ di dare pubblica informazione sulla volontà del Consiglio di svolgere tulle le attività necessarie a fare completa chiarezza sugli eventi oggetto di esame e a dare a tal fine la massima collaborazione alla Magistratura per il perseguimento del medesimo obiettivo di accertamento di eventuali responsabilità.

 Il Presidente incarica il Segretario di leggere la bozza del comunicato stampa che è stato predisposta alla quale vengono apportate modifiche in corso di lettura e il cui testo finale risulta essere quello di seguito trascritto: 

ENI: CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL’ENI SU ENIPOWER

Convocato in seduta straordinaria dal Presidente Roberto Poli il Consiglio ha esaminato la situazione che si è venuta a determinare a seguito delle indagini in corso da parte della Magistratura.

Convocata dal Presidente Roberto Poli si é tenuta oggi a San Donato Milanese, una seduta straordinaria del Consiglio di Amministrazione dell’Eni per esaminare la situazione che si è venuta a determinare a seguito delle indagini in corso da parte della Magistratura milanese sugli appalti della controllata EniPower alla ABB nonché sulle forniture alla stessa EniPower da parte di altre imprese, e della quale é stata data ampia diffusione dai mezzi di comunicazione. Il Consiglio di Amministrazione ha ascoltato le relazioni dell’Amministratore Delegato dell’Eni nonché dei Presidenti della Snamprogetti e dell’EniPower dalle quali è emerso che, allo stato delle conoscenze le informazioni riguardano la percezione di compensi illeciti da parte. di un dirigente di EniPower, compensi erogati da aziende fornitrici delle società EniPower. Il Consiglio ha approvato la avvenuta costituzione di una task force incaricata di verificare con la massima sollecitudine il rispetto delle procedure di gruppo nelle modalità di affidamento degli appalti e forniture dal 1996 ad oggi da parte di EniPower e Snamprogetti e nella successiva esecuzione dei lavori. Il Consiglio ha condiviso la linea immediatamente seguita dal Presidente e dall’Amministratore Delegato e in particolare il provvedimento di licenziamento adottato nei confronti dell’unico dipendente finora risultato implicato nella vicenda ed ha incaricato i Presidenti delle due società ad adottare con severità tutti quei provvedimenti disciplinari previsti dai contratti di lavoro che essi riterranno necessari nei confronti di quei dipendenti che risultassero aver avuto comportamenti non conformi al codice di autodisciplina e di comportamento. Il Consiglio ha espresso la piena fiducia nell’opera d egli organi giudiziari inquirenti ed ha invitati i Presidenti delle due società a prestare fattiva e tempestiva collaborazione con gli stessi organi inquirenti. I consiglieri ed i sindaci concordano con il Presidente e con l’Amministratore Delegato sulla necessità di essere tempestivamente informati sugli sviluppi della vicenda nonché sulla opportunità di conferire incarichi professionali esterni allo scopo di acquisire elementi di giudizio per una compiuta valutazione delle stesse anche alla stregua delle migliori prassi aziendali. Il Consiglio di Amministrazione, nell’ambito di una linea guida di fermezza e trasparenza si è riservato di assumere le deliberazioni che fossero necessarie per la costituzione di parte civile della Società nel procedimento penale, ai fini del risarcimento degli eventuali danni che fossero derivati dai comportamenti illeciti dei propri fornitori, dei loro e dei propri dipendenti”.

 Il Presidente propone che il Consiglio prenda atto delle informative rese e approvi il testo del comunicato stampa come modificato nel corso dell’adunanza.

 Il Consiglio di Amministrazione, all’unanimità, approva le proposte del Presidente.

Il Presidente dichiara chiusa l’adunanza alle ore 19 e 45′.

 

IL SEGRETARIO               IL PRESIDENTE

 


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