Inquinamento del Lago Maggiore. Condannata l’E.N.I. Spa per disastro ambientale.

Il Tribunale di Torino infligge una pesantissima condanna alla controllata dell’ENI, Syndial Spa – Attività Diversificate (già Enichem Spa) . Maxi risarcimento danni di 1.833.475.405,49 Euro per gravissimo inquinamento ambientale del Lago Maggiore

Stavolta   la  bega ambientale (l’ennesima di una lunghissima serie)  che  coinvolge  l’ENI è davvero colossale. Vede  protagonista lo  stabilimento Enichem (ora  Syndial) di  Pieve  Vergonte che per  un  ventennio  ha prodotto  velenosissimo DDT. Tonnellate  di sta  micidiale porcheria,   per  “distrazioni”  e  “disguidi” -  tra il 1966   ed  il  1996 - son finite   dritte  dritte  nel  Lago  Maggiore.


Nel  1996 la  CIPAIS (Commissione Internazionale per  la  protezione delle  acque  italo-svizzere) dopo  alcuni  campionamento  denunciò  che  le  trote  e i coregoni  del  Lago Maggiore  erano infarciti  da DDT  targato  ENI. Nelle  relazioni si parlò di elevatissimo  rischio   cancro  e  mutageno (e  non  solo  per  la  popolazione laqustre). Pesci  con  tre  occhi,  senza  fegato, triple  pinne, addirittura un cane a sei zampe (scusate lo spirito … la mostruisità genetica a 6 zampe è l’ENI).

 

L’ 8  luglio 2008 il  G.U.  Dott.ssa Maria  Grillo Dolores  (ecco perchè son “dolores”) del  Tribunale  di  Torino   ha  depositato  la  sentenza  di  condanna  dell’ENI  che la   chiama  a rispondere    per   gravissime  imputazioni,  e   condanna Syndial Spa – Attività Diversificate (già Enichem Spa) ad  un maxi  risarcimento  danni. Totale: 1.833.475.405,49 Euro.

 

Tra le parti Civili (oltre al Ministero dell’Ambiente) numerose associazioni di pesca e ambientaliste, la Regione Lombardia, Confederazione Elvetica e Canton Ticino, Province di Novara, Varese e del Verbano Cusio Ossola, i Comuni di Pieve Vergonte, Stresa, Verbania, Mergozzo, Belgirate, Baveno e Laveno Mombello.

 

Pochi  giorni  fa  l’Ufficio  Legale  dell’ENI, capitanato  dall’inossidabile Avv.  Massimo  Mantovani,  con il  patrocinio di avvocati esterni  al Gruppo  ha  messo  a punto  l’Atto  di  Appello  contro  la  sentenza del Tribunale di Torino (che  trovate in allegato PDF).

 

Per la verità l’atto  d’impugnazione è un  pò  stravagante.


Osserva  così   l’Avv.  Mantovani:


“…  colpisce  soprattuto la  sproporzione tra  l’enorme ammontare della  condanna e  la  assoluta  modestia dell’inquinamento  contestato. Anche  a  voler accettare le  affermazioni e  i  conteggi  del  Ministero  e della  CTU non  siamo  certo di  fronte a  un  disastro ecologico:   e infatti l’inquinamento da DDT non solo non ha mai causato disastri, malattie, ecc… l’enorme ammontare della condanna (si ripete, relativa ad un inquinamento – a tutto voler concedere – sostanzialmente irrilevante) colpisce per la sua sproporzione …”.

Per impressionare maggiornmente  il G.U. Dolores il team legale dell’ENI snocciola i dati di alcuni dei più gravi disastri ecologici del XX Secolo:

 

-     Caso Vajont. La diga costruita sul fiume Vajont determinò la frana del Monte Toc nel lago artificiale generando un’onda che causò la morte di 1910 persone, la distruzione di 700 abitazioni e la scomparsa di 5 frazioni nella Valle del Vajont. Nel 1999 Montedison ha transatto con lo Stato Italiano un risarcimento di 100 miliardi di Lire (circa 51 mil. Euro);

 

-     Caso Montedison Porto Marghera. Disastro, adulterazione ed avvelenamento dell’Area di Porto Marghera e della Laguna veneziana. Nel 2001 l’ENI si accordò per una risarcimento di 550 miliardi di Lire;

 

-    Caso Haven. L’affondamento della motonave Haven al largo di Genova-Arenzano provocò la morte di 5 persone e l’inquinamento di 20 km di costa ligure, delle acque marine e dei fondali (15.000 tonns di greggio in mare). Nel 1998 fu transatto col Governo Italiano un risarcimento di 117,6 miliardi di Lire;

 

-     Caso Bhopal. Uno dei più grandi disastri ecologici del mondo. La fuoriuscita di 40 tonns di gas tossico dallo stabilimento Union Carbide di Bhopal (India) determinò la morte di circa 8000 persone, malattie croniche a circa 150.000 persone ed enormi inquinamenti di terreni, atmosfera e fonti idriche. La Union Carbide a seguito d’una transazione col Governo indiano ha corrisposto un risarcimento di 470 milioni di dollari (circa 315.000.000 euro).

 

Orbene (argomenta l’ENI) rapportati a questi grandi disastri ambientali, l’inquinamentuccio dell’ENI nel Lago Maggiore appare sostanzialmente irrilevante”.


Scusate: ma che cazzo di ragionamento è?



P.S.: Nota curiosa. Solo quest’atto di appello al Tribunale di Torino costerà all’ENI la  pochezza di 1.600.000 euro e spiccioli (cotanta la notula predisposta all’uopo per Mr. Paolo Scaroni da noto Studio  Legale romano).  Meglio sputtanarsi milioni di euro in consulenze legali che scucire 1 euro di risarcimento. Bene così Scaroni … ti ENI duro!





 


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