Altana Pietro come dimenticarlo. E’ lo 007 del SISMI (ex Servizio Segreto Militare ora AISE) che ha scorrazzato in lungo ed in largo per i centri sociali di mezzo stivale spiando tutto lo spiabile. E nel tempo libero si deliziva a spiare anche gli iraniani di IRASCO … che adesso son sotto scacco della Guardia di Finanza per aver violato l’embargo all’IRAN. Inchiesta dagli USA?
Così titola quest’oggi il SECOLO XIX:
“Inchiesta Usa a Genova «Violato l’embargo all’Iran»
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2009/10/31/AM6Nx23C-inchiesta_violato_embargo.shtml
Anche se di statunitense st’inchiesta pare che c’abbia davvero pochissimo, gradiamo ricordarvi che già su queste pagine di Indymedia il 3 dicembre 2008, il 10 maggio 2009 e il 4 settembre 2009 son usciti tre nostri articoli che anticipavano ampiamente l’attività di intelligence condotta dal SISMI contro gli Iraniani di IRASCO, NISCO, IRITEC, (nonchè i nostri centri sociali):
“ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE“
http://piemonte.indymedia.org/article/3566
“Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”
http://piemonte.indymedia.org/article/5620
“SISMI e IRANIANI – Prima si spiano poi gli si tende la mano.”
http://piemonte.indymedia.org/article/5025
Vi riproponiamo in parte il testo degli articoli.
“ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE”
Missiva sconcertante ai vertici di SISMI e SISDE. Pubblichiamo il testo di una sconcertante missiva riservata inviata dal giornalista/agente segreto Altana Pietro ai vertici del servizio segreto civile e militare (generali Nicolò Pollari e Mario Mori) e per conoscenza al Ministro dell’interno Pisanu e al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Il succo della lettera? I nostri Servizi Segreti spiano i centri sociali e gli iraniani. Questa la trascrizione della lettera. Purtroppo la relazione di servizio allegata è criptata (ma non disperiamo di riuscire a decriptarla quantoprima):
(Intestazione) “Altana Pietro” – “Preg.mo Direttore SISMI, Servizio Informazioni Sicurezza Militare, C/a Sig. Generale Nicolò Pollari – 00195 * R O M A, e, p.c.: Preg.mo Direttore SISDE Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica, C/a Sig. Generale Mario Mori, 00195 * R O M A – Spett.le Ministero dell’Interno C/a Sig. Ministro Giuseppe Pisanu. RISERVATA
Genova, 2 maggio 2005. OGGETTO: RINVIO A GIUDIZIO AP/iz. Ill.mi Sigg.ri Direttore SISMI, Ministro dell’Interno, Direttore Sisde, mi riferisco alla mia del 15 settembre 2004, rimasta priva di riscontro, che allego in copia, per segnalarVi che – in relazione ai fatti che mi vedono imputato – la Procura della Repubblica di Genova (PM Anna Canepa) m’ha notificato un avviso di rinvio a giudizio. La decisione degli inquirenti, è stata assunta in quanto dagli Organi Istituzionali preposti – in questo frangente – non si è ritenuto di dover assumere autonome iniziative a miglior tutela dei miei interessi e reputazione. Ricorrendo le circostanze sopra menzionate gradisco informarVi che, stante la situazione, i miei legali m’han indotto a predisporre per le prossime udienze dibattimentali (la prima il giorno 30 giugno c.a. ore 9.00 c/o Tribunale di Genova) le documentazioni comprovanti la mia attività professionale, espletata in questi anni a favore del SISMI (e Sisde), dal momento che questa ora rientra a pieno titolo nelle competenze della Magistratura e che in tale sede andrà discussa ed approfondita. Ciò naturalmente con l’esonero da parte mia di qualsivoglia responsabilità, e con la riserva di far valere nelle opportune sedi giudiziarie i diritti con Voi instaurati, nascenti dalla mia qualità di collaboratore subordinato. E’ gradita l’occasione per porgerVi i miei più cordiali saluti. Altana Pietro
Intestazione: Altana Pietro – Ill.mo Sig. Presidente della REPUBBLICA ITALIANA Carlo Azelio Ciampi Palazzo del Quirinale 00195 * R O M A, e. p. c.: Preg.mo Direttore SISMI Servizio Informazioni Sicurezza Militare C/a Sig. Generale Nicolò Pollari – Spett.le Ministero dell’Interno C/a Sig. Ministro Giuseppe Pisanu – Preg.mo Direttore SISDE Servizio Informazioni per la Sicurezza Democratica C/a Sig. Generale Mario Mori – RISERVATA – Genova, 15 settembre 2004. Ill.mo Sig. Presidente della Repubblica Italiana, mi chiamo Pietro Altana, sono nato a Torino il 14 gennaio 1960, residente in Genova, Via Sardorella, 53A/2. Richiedo il Suo autorevolissimo intervento per le circostanze che m’han visto coinvolto. Che Le sintetizzo di seguito. Da anni lavoro per il SISMI (Servizio Segreto Militare) a tempo pieno, ed occasionalmente per il SISDE (Servizio Segreto Civile) in qualità di consulente nei settori di mia competenza: informatica, Società Iraniane e Centri Sociali. Stò seguendo da circa 2 anni sotto copertura, come “infiltrato” i Centri Sociali di Torino, Genova e Milano, e son entrato in contatto con soggetti che hanno rapporti d’interesse e che gravitano nell’area di questi Centri Sociali del triangolo industriale TO-MI-GE. Nell’ambito del mio incarico per i Servizi ho acquisito la fiducia di questi soggetti e acquisito materiali utili ed informazioni. Tra questi materiali: documenti, campioni di stupefacente, esplosivi ed altro. In particolare gli esplosivi di grande interesse (per indagini attinenti recenti attentati effettuati in Genova a danno della Questura di Genova e di una Caserma della Polizia di Stato di Genova-Sturla). Il 5 agosto 2004 avrei dovuto consegnare il predetto materiale al mio diretto superiore del SISMI, Sig. Renato Raso. Quella stessa mattina nei pressi della mia abitazione son stato fermato da una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Genova-Pontedecimo che ha proceduto alla perquisizione della mia vettura (dove avevo parte del materiale dei Centri Sociali da consegnare ai Servizi). Come da disposizioni impartite dico ai Carabinieri che lavoro per il Ministero dell’Interno, che il materiale era da consegnare ai Servizi, ed ho indicato i dati del mio diretto superiore del SISMI, Sig. Renato Raso, che era autorizzato a fornire tutte le necessarie delucidazioni. I militari dell’Arma han richiesto il mio arresto ed esteso la perquisizione al mio ufficio ed abitazione. Quì è stato posto sotto sequestro copioso materiale afferente le società iraniane che sono al centro delle nostre investigazioni (tra cui diversi computers contenenti files di documenti digitalizzati, CD, documenti cartacei etc etc). Il materiale in questione concerne società di trading iraniane (tutte controllate direttamente dal Governo Iraniano) quali le società: IRASCO, NISCO, IRITEC, IRISA, IRITAL, IRAN AIR, TEEN TRANSPORT, e molte altre, tutte società che hanno rapporti con i servizi di intelligence iraniana e che dalle ns. indagini risulta abbiano favorito l’export – da Genova per l’Iran – di alta tecnologia Made in Usa (vietata dall’embargo) ed inoltre tecnologie militari e tecnologie nucleari. Moltissima di questa riservata documentazione era depositata in files nei miei computers (tutti posti sotto sequestro) e sono ora al vaglio degli inquirenti. Queste documentazioni sono state da me acquisite tramite informatori del SISMI all’interno delle società iraniane. I miei legali di fiducia m’han anche paventato l’ipotesi che gli inquirenti (PM Anna Canepa e GIP Todella) possano interpellare le società iraniane per una verifica della documentazione trovata in mio possesso. A questo riguardo Le segnalo – ill.mo Sig. Presidente – il potenziale rischio (peraltro reale) che le società iraniane (e quindi induttivamente anche il Governo Iraniano) possano venire a conoscenza delle Ns. indagini espletate in questi anni sul loro conto. Con tutte le gravi, irreparabili e conseguenti negative implicazioni di carattere diplomatico per il Ns. Paese. Attualmente mi trovo ancora in stato di detenzione nel Carcere di Genova in attesa di sviluppi. Mi metto sin d’ora a Sua più completa disposizione per poterLe fornire – qualora lo ritenesse necessario – ogni ulteriore e più approfondita informazione in ordine alla presente. E’ gradita l’occasione per porgerLe i più deferenti saluti e ringraziamenti. ALTANA PIETRO – Attività svolta da Altana Pietro per il SISMI – RISERVATO – Memoria per: Gen.le Nicolò Pollari, On.le Min. Giuseppe Pisanu, Gen.le Mario Mori – Ho iniziato il mio rapporto di collaborazione “a tempo determinato” con il SISMI (Servizio Segreto Militare) nel …” (segue rapporto criptato)
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“Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”
In tanti ci siamo chiesti chi era quel personaggio oscuro che qualche anno fa scorrazzava imperturbato per i centri sociali di mezz’Italia raccogliendo diffidenza e/o simpatie. Da “El Paso” (To) al “Csa Zapata” (GE), dal “Leoncavallo” (Torino) al “TDN-Terra di Nessuno” (GE). Nessuno sospettava niente. Al Buridda addirittura l’enigmatico figuro si intrattenne amichevolmente a discorrere con Fausto Bertinotti su TAV e Terzo Valico. Allo Zapata, una sera venne notato alla chitarra ad improvvisare una jam session con Bambi Fossati dei Garibaldi. Ad una manifestazione di protesta aspettando la (vergognosa) sentenza per i fatti dell G8 davanti al Palazzo di Giustizia di Genova losco soggetto fu scorto a disquisire animatamente con Luca Casarini e con l’On.le Paolo Cento. Poi un giorno alcuni attivisti del “Csa Inmensa” e del “Borgorosso” s’accorsero che dietro le mentite spoglie del compagno attivista forse si nascondeva una spia. Lui diceva di chiamarsi Franco Ugo Davolio ed era (perlomeno sembrava) un antistatalista convinto. Al suo attivo più d’un anno di carcere a Forte Boccea ed in altre carceri militari per rifiuto della divisa (aveva dei documenti con questo nome ma si capì ben presto che poteva essere un nome di copertura). Viene seguito e pedinato (ma lui dribbla sistematicamente il tallonamento). Si scopre che le sue generalità non sono quelle date: si potrebbe chiamare Altana Pietro, ha un pass da giornalista, nel suo portafogli s’intravede un badge del “Ministero dell’Interno” e risulta avere una base logistica in Via Sardorella (proprio nella Carserma della Polizia di Stato di Bolzaneto). Il cerchio si chiude. I compagni di Inmensa fanno velocemente circolare la voce e denunciano subito lo sbirro su Indymedia (all’epoca non si sapeva ancora che era un agente del SISMI si credeva potesse essere una pedina del Ministero dell’Interno o della Digos).
Altana Pietro intuito lo sgamo sparisce letteralmente dalla circolazione. Non lo si vede più all’Inmensa, diserta le riunioni dello Zapata, assente totale anche da tutti gli appuntamenti in tutti gli altri centri sociali (e ben per lui se no sai quante mazzate …. ). Di lui non si sentirà più parlare sino al 2008, quando trapelano da Palazzo di Giustizia notizie riservate sull’infiltrato.
Dal Palazzo di Giustizia di Genova torna alla luce un carteggio intrigante e sconcertante sul personaggio. L’Altana non ha spiato solo i centri sociali, ha spiato anche l’alta finanza, fiscalisti ed avvocati (Uckmar, Coeclerici, ENI, FIAT, Italcementi, FS, Finmare, CIR, Finmeccanica, ed un miliardo di altre società). Per non farsi mancare niente spia anche le società iraniane (Irasco, Iritec, Irisa, Ascotec, Iran Air, (se lo beccano gli iraniani lo fanno a fettine). Lo scoop è colossale. Le notizie apprese vengono pubblicate quì su Indymedia.
Altana Pietro (questo il vero nome della spia) è un agente in pianta stabile del SISMI (ed occasionale agente del SISDE). E’ un personaggio certamente scomodo (e sicuramente a rischio). Nel 2004 viene fatto arrestare dai Carabinieri di GE-Pontedecimo per ordine del PM Anna Canepa (DDA/Antiterrorismo). Da infiltrato del SISMI nei centri sociali potrebbe sapere un sacco di cose che interessano la Procura genovese. Forse potrebbe salvarsi in corner spifferando alla Canepa le cose che sa sui centri sociali di mezz’Italia (la Canepa infatti stava indagado proprio sui Centri Sociali e sui fatti del G8). Ma Altana è un tipo cazzuto. 15 mesi di galera a Castello Angioino (Gaeta) sono un background mica da ridere e lo 007 non è certo infastidito dal soggiorno obbligato nel Carcere di Marassi (pare che la Canepa l’abbia tenuto lì in ostaggio per quasi un annetto buono buono). Il SISMI di Pollari in questo frangente s’è mantenuto defilato ed equidistante. Benchè interpellato in proposito dalla Canepa evita oculatamente di interloquire con gli inquirenti genovesi. Gli inquirenti genovesi – contrariati dal contegno reticente di Pollari – evitano strategicamente di confrontarsi con i servizi segreti. Casualmente, proprio in quel periodo, per le Procure gira in sordina una nota di sdegno per aver scoperto che il SISMI ha spiato anche le procure e diversi magistrati (c’è di mezzo anche quì Altana? Non ci s arebbe da meravigliarsi). Nel caso Altana l’attesa non premia. Il SISMI aspetta le mosse della procura genovese e vicevesa. Ma niente si muove. Altana Pietro, in ostaggio, ce l’ha nel culo. E’ la fine della carriera di spia.
Morale della favola? Quando usi uno straccio dopo lo puoi anche buttare via. Per le istituzioni siamo tutti utili ma nessuno è indispensabile (beh da noi ste cose non succedono).
Su Milano Finanza del 15 agosto 2009 è uscito un articolo a firma Marco Gregoretti (che trovate di seguito allegato pdf e ritrascritto) che parla del nostro “straccetto” del SISMI:
L’articolo è visibile sulla Rassegna Stampa del Ministero della Difesa:
www.difesa.it/files/rassegnastampa/090815/13486355.pdf
Titolo:
“Grandi Intrighi. Alla Procura di Genova un archivio dei rapporti tra politica, finanza e servizi segreti. Da cui si scopre che per anni i fiscalisti furono tenuti d’occhio dal SISMI. Con l’aiuto di una potente società armatrice. Spy story sotto la lanterna”.
Ci vorrebbe Pepe Carvalho, il celebre e disincantato investigatore privato inventato dallo scrittore spagnolo Manuel Vasquez Montalban. Solo lui, abituato come è a districare trame dove si incontrano interessi inconfessabili di imprenditori con la faccia pulita, condite da soffiate di giornalisti prestati ai servizi segreti da poliziotti intraprendenti dei reparti speciali, da addetti alle pubbliche relazioni sempre a posto, da montagne di soldi e forse anche da un po’ di terrorismo, potrebbe capire la vera intrinseca natura della magica Genova. Sembra, infatti, che sotto la Lanterna da almeno 15 anni, in un parossistico inseguirsi di date, si stiano giocando partite romanzesche, spy story da leggere con gioia sotto l’ombrellone: servizi segreti militari che spiano commercialisti e avvocati d’affari, armatori che usano la propria società come fosse la Cia, tangenti, denunce, blog militanti-militari, querele e finte bombe. Pero, è tutto vero. Gli archivi della Procura della Repubblica di Genova fanno invidia a quelli cosiddetti coperti di Pio Pompa, il potente collaboratore di Nicolò Pollari a capo del Sismi, il vecchio Servizio Segreto Militare.
I fascicoli con documenti riservati, con fotografie, con filmati, con intercettazioni telefoniche e ambientali, con hard disk di computer che scottano, sulla morte in fraq di Fabrizio Quattrocchi e sulla strana storia del Dssa, quel centro studi sul terrorismo accusato di essere una sorta di polizia parallela collegata al Sismi, sono a Genova e costituiscono di fatto un archivio di intrighi tutti collegati. A cui si potrebbe aggiungere quello che sta venendo fuori dalla de-secretazione di pagine giacenti nel dimenticatoio genovese.
Accuse da verificare. Una grande e prestigiosa compagnia di navigazione, la Coeclerici spa, avrebbe funzionato come una centrale di spionaggio e controspionaggio stabilmente agganciata ai servizi segreti, ma anche capace di attivare una rete informativa riservata per battere slealmente la concorrenza negli appalti e nelle commesse internazionali. “Negli anni Ottanta e all’inizio degli anni Novanta”, rivela a MF/Milano Finanza «G-71», un agente proveniente dal Comsubin che aveva già operato all’estero per il cosiddetto Supersid di Vito Miceli e Francesco La Bruna, “usavamo le navi di Coeclerici come copertura per andare a fare operazioni nel Golfo di Guinea. Ricordo che era una donna il nostro riferimento all’interno della compagnia genovese. Non so se fosse la titolare o un alto dirigente”. Nel dicembre del 1994 Coecierici denunciò per spionaggio industriale e intercettazioni telefoniche abusive un giornalista torinese, residente a Genova, collaboratore di alcuni importanti studi di fiscalisti liguri e quindi a contatto con notizie sensiblli e riservate. Infatti, era anche un consulente fisso del Sismi: passava informazioni e a volte era anche mandato in missione, come quando, nel 2004, infiltrato con successo in alcuni centri sociali per cercare connessioni con società iraniane in odore di terrorismo islamico. Pietro Altana ha 49 anni, si professa pacifista al punto da aver fatto 15 mesi di carcere a Gaeta per obiezione di coscienza, abbozza un look militante con codino e in un documento che ha inviato alla Procura della Repubblica di Genova elenca perfino gli studi dei fiscalisti nel mirino dei controlli del Sismi: chissà perché, poi, visto che il servizio segreto militare dovrebbe occuparsi di terrorismo internazionale, finanziamenti off shore, mafia cinese… I casi sono due: o quegli studi sono sospettati di attività pericolosa internazionale o i controlli sono illegittimi.
Per infiltrarsi negli archivi e nei giornali Altana usava (e usa tuttora) diversi pseudonimi. Dal recente Anonymous Remaller a Guglielmo Dabove, quello con cui lo aveva inizialmente identificato la società armatrice genovese. La denuncia del 1994 contro di lui si è trasformata in un potenziale boomerang contro Coeclerici spa e le sue controllate, nonostante i pedinamenti, le perquisizioni a casa e in ufficio effettuate da un intraprendente poliziotto della Digos. Perché il 14 agosto 1998 è il giornalista-spione-investigatore a depositare dai Carabinieri di Bolzaneto, a Genova, una querela denuncia contro i vertici di Coeclerici spa, Coeclerici Logistics spa, Coeclerici Armatori spa, Coeclerici Carbometal spa, il direttore dello studio Banchero & Costa e altri tre personaggi stranieri. Altana accusa tutti di spionaggio industriale, turbativa d’asta, concorrenza sleale.
Anche se la Procura di Genova non ha agito nei loro confronti il documento descrivere la rete informativa e corruttiva che la società genovese sarebbe stata capace di mettere in piedi, dove figurano perfino personaggi di cui si conoscono l’indirizzo e il nome, Jasim, ma non il cognome. O faccendieri come una certo Berdy; con società di catering in India per copertura. La denuncia si riferisce a un contratto che “Coeclerici rincorre da tempo: il contratto denominato Hadeed Lighterage Project (prende il nome dalla omonima società Hadeed – Saudi Iron and Steel Company, che ha indetto la gara). L’ottimismo è palpabile…”.
In effetti c’era l’arma segreta, l’arma letale contro cui i concorrenti in gara per quell’appalto, i norvegesi di Oslo della Torvald Klaveness Konsern As, non potevano nulla: la società di Genova era in grado di avere in anticipo tutti i dettagli dell’offerta di Klaveness. Un mese prima della final commercial dicussion di fine luglio, Coeclerici aveva già in mano le rate offerte da Klaveness, presentate in busta chiusa e sigillata appunto un mese dopo, ad Hadeed. Ecco come cominciava la lettera fax “strettamente confidenziale” di Pino Silvestri, direttore di Banchero & Costa, datata 16 giugno 1998, a Coeclerici Logistics, stando alla denuncia di Altana: “Mi ha appena telefonato Berdy da casa. Mi ha confermato che Hadeed ha chiamato Klaveness il 29 giugno e non 30 giugno. Queste sono le rate che ha offerto Klaveness…”.
È un pezzetto di una grande vicenda, la classica punta dell’iceberg già denunciata due volte, nel 1995 e nel 1996, dal giornalista-agente. Ma ancora non sono del tutto chiari gli sviluppi e i ruoli dei personaggi. Per esempio perché il giornalista-agente si è trasformato in giustiziere finanziario e ora promette nuove rivelazioni su enti pubblici? E adesso che il Sismi non c’è più, Altana-Anonymous Remaller è ancora in servizio?”

28 commenti
Ecco come l’Iran aggira le sanzioni
riassunto delle puntate precedenti…
”Ecco come Irasco aggira le sanzioni”
http://piemonte.indymedia.org/article/1657?&condense_comments=false#comment1612
secondo me …
So quel quanto basta per potervi garantire che s’inchiesta e sto blitz anti-iran, così a tutto campo contro gli iraniani di IRASCO (come quella che sta avvenendo in queste ore a Genova) è una cosa che non sarebbe mai potuto nascere per iniziativa locale. L’ Italia non c’entra un cazzo!
Nel nostro Paese vi son troppe connivenze, intrecci e d’interessi d’ogni genere. A tutti i livelli (sopratutto giudiziario).
Onde per cui - va da sè – che un’inchiesta contro l’export illegale degli iraniani è una cosa che sarebbe potuta venire solo per iniziativa degli States. Che poi l’input agli yankee possa esser di matrice tricolore è possibile (anzi probabile). Mi sentirei d’ipotizzare il coinvolgimento dell’ex capo del Sismi Nicolò Pollari (che conosce gli iraniani ed i business d’Irasco come le sue tasche).
Visto le inculate spaziali che ha preso a livello istituzionale (rinvio a giudizio e richiesta di 13 anni di reclusione) può essere che Pollarino nostro abbia deciso di bypassare le noiosissime e distratte sigle nazionali (Aise/Aisi) ed optare per il coinvolgimento dell’intelligence di Obama.
E’ uno stereotipo. Come la storia delle tangenti ENI ai politici nigeriani. C’è voluta la rogatoria da Parigi per scoperchiare il calderone putrescente del malaffare ENI (quì occhi ben chiusi). O vedi anche la storia Coeclerici (nessuna rogatoria dall’Arabia Saudita ma quì … occhi sempre ben chiusi).
Vedrete lo sgomento delle maestranze politiche quando fingeranno l’italico sdegno per il popò di roba bellica, nucleare, hitech, double-use, e quant’altro che gli iraniani d’Irasco, Nisco, Iritec, Ika etc etc si son tranquillamente cattati in giro per il globo negli ultimi 10-15anni e portati in Iran via Genova.
Tranqui. Per fortuna Obama ci vede ancora discretamente. E La rogatoria USA bene o male farà il suo corso.
Fosse per noi st’inchiesta non sarebbe mai nata. L’Italia (come al solito) farà l’ennesima figura di merda mondiale.
Irasco connection
Irasco è una società soggetta a controllo e coordinamento dal Governo Iraniano.
E’ più che ovvio che abbiano esportato in Iran ciò che interessa al Governo dell’IRAN.
Se ciò è avvenuto passando da Genova può voler dire solo 2 cose:
1) o gli iraniani l’han fatta in barba a tutti i controlli e non è il sismi che ha ciulato gli iraniani, ma viceversa. E gli iraniani han ciulato anche la Guardia di Finanza e tutte le autorità di controllo;
2) le autorità di controllo son sapevano e non han mai detto niente (GdF, Sismi, Sisde, pseudoservizi segreti, Procure delle Repubbliche, Dogane, etc etc)
Se 1 + 1 fa 2 va da se che andavano tenuti
x mr bean
guarda che il link dell’articolo “Ecco come come Irasco aggira le sanzioni” non è corretto. Quello giusto è questo:
http://toscana.indymedia.org/article/2921
salamalekkum
state gettando del fango gratuitamente
non so cos’è che vi spinge ad epsrimere delle valutazioni così pesantemente offensive nei confronti di una degnissima società come irasco che al di là della colpa d’esser iraniana (magari l’attaccate proprio per questo) da moltissimi anni da lavoro a svariate famiglie italiane e ha prodotto un’indotto di attività notevole per migliaia di piccole, medie e grandi aziende italiane.
Vedete di non credere a titte le scemenze che si scrivono su internet. Irasco è una società onorata, che non ha mai fatto niente d’illegale, e contrariamente a quanto è stato scritto da alcuni media si occupa esclusivamente di trading di ricamrbi pe r le acciaierie dell’industria iraniana.
Il tempo comunque e galantuomo e ci darà ragione.
Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.
E ce credo che esportate per le acciaierie iraniane
E chi mette in dubbio che esportate cosette per le acciaierie iraniane.
Bisogna però vedere ste acciaierie iraniane che producono. Un conto è pipelines tutt’altro conto è se producono acciao speciale corazzato (quello ad uso bellico per intenderci) tipo quello che viene prodotto in questo sito quì vicino a Tehran…
Una “Mini-Steel” per la quale son certissimo (mi ci gioco tutti e due i coglioni) che Irasco non ha mai esportato dall ’Italia manco un bullone e idem con patate dicasi per le altre aziende italiane (vedi Iritecna, Italimpianti, Ansaldo, Danieli etc etc.)
L’Italia è il miglior (è pià fedele) partner degli USA)
La storia dello strano agente trovato “per caso” – dagli inquirenti – a spiare gli iraniani.
“… La perquisizione nell’abitazione di un “presunto ricettatore” rivelò carte top secret… Pietro Altana 49 anni almeno due mestieri dichiarati (Giornalista ed all’occasione addetto alle pulizie di alcune grandi aziende genovesi) e altrettanti nomi d’arte, è il protagonista, dai contorni ancora indecifrabili, di un’inchiesta della Procura di Genova avviata e chiusa in gran segreto … un’inchiesta condotta dal PM ANNA CANEPA (oggi anna Procura Nazionale Antimafia) …” Secolo XIX del 3 novembre 2009
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/secolo_xix2_1.jpg
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/secoloxix1_1.jpg
Altri due titoli dal Secolo XIX di Genova del 1° novembre 2009 pag. 6:
“Decine di operazioni commerciali in presunta violazione dell’embargo: ecco i segreti del dossier americano“
“Il business con gli Ayatollah dall’Italimpianti agli USA“
Il capoluogo ligure dunque era da tempo crocevia dei traffici illegali iraniani. Genova pare esser stata (o forse lo è ancora chi lo sa) la testa di ponte per il fraudolento export iraniano di attrezzature vietate dall’embargo USA. E la Procura di Genova che lo sapeva benissimo “pare” – condizionale d’obbligo – abbia insabbiato tutto. Se così è (vedremo se la rogatoria USA lo confermerà) la Procura della Repubblica di Genova, come minimo, è corresponsabile dell’export illegale al pari degli iraniani. Chiamasi in gergo giurisprudenziale “complicità” e/o “connivenza”.
Considerato che nel 2004 (quando gli inquirenti genovesi scoprirono la spia del sismi che investigava sugli iraniani) i magistrati italianihanno misteriosamente archiviato tutto quanto in fretta e furia, quasi certamente, all’epoca gli USA non saranno manco stati avvisati dell’IRANIAN gate connection.
Ciò dimostra solo una cosa. Come diceva il premier Silvio Berlusconi a George Bush (l’ha ripetuto anche al nuovo presidente Barak Obama) “… l’Italia è il miglior – e più fedele – partner degli Stati Uniti”.
E se vede!
Articolo del Secolo XIX al link:
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/genova_iran_4_anni_di_affari_sospetti.pdf
articolo_secolo_xix_3_novembre_2009.pdf
genova_iran_4_anni_di_affari_sospetti_1.pdf
Altan Pietro spiava violando la legge
(articolo estratto da Il Secolo XIX – 5 novembre 2009)
SCHEDATI A GENOVA BANCHE E AVVOCATI, SI INFILTRO’ NEI CENTRI SOCIALI PER IL G8
Condannato agente Sisde: <<Spiava violando la legge>>
Sentenza-choc: lavorava davvero per i servizi segreti, ma ha esagerato
Si infiltrò nei centri sociali <<in coincidenza con i preparativi del G8 di Genova>>. Indagò sotto copertura sugli attentati di matrice anarchica alla questura e alle caserme della Polizia a Sturla e dei Carabinieri a Prà e Voltri, a suo dire <<raccogliendo anche campioni di stupefacenti ed esposivo>>. Pietro Altana, 49 anni, era un collaboratore dei servizi segreti del Sisde, oggi rinominato Aisi. <<Cercava documenti top secret, facendo l’addetto delle pulizie di alcune aziende genovesi e rovistando nei cestini della spazzatura>>. Poi <<una volta o due a settimana>> consegnava tutto al suo contatto, un maresciallo della Guardia di Finanza, e veniva pagato <<in rimborsi spese rigorosamente in nero>>.
E’ un giudice del tribunale di Genova, Enrico Gatti, a raccontare in una sentenza rimasta finora inedita uno dei retroscena più inquetanti e riservati della cronaca giudiziaria del capoluogo ligure degli ultimi anni. Ed è la storia del furto di alcuni cd e della ricettazione di un certo numero di oggetti di elettronica e hi-fi dietro a cui, si è scoperto nel corso d elle udienze a porte chiuse, si celavano le indagini parallele e i alcuni casi <<non autorizzate>> di un vero agente 007. La sentenza che lo rivela ha condannato Pietro Altana, appunto, a due anni di reclusione. La vicenda emerge a pochi giorni dalla perquisizione, scattata su rogatoria dell’autorità giudiziaria Statunitense, degli uffici di una società italo-iraniana, la Irasco, sospettata di aver contribuito a violare l’embargo deciso dall’ONU nei confronti di certe forniture industriali agli impianti di Stato di Tehran. Proprio Altana aveva rivelato, al processo che lo vedeva imputato, di aver avuto l’incarico di spiare le società iraniane. Aziende inserite in un lungo elenco di <<sorvegliati speciali>>, <<su ordine dei servizi>>, con studi tributari, come quello di Victor Uckmar, legali, come lo Studio Bonelli, uno dei più grandi d’Europa, protagonista di alcune delle operazioni più importanti della storia economica italiana degli ultimi anni, come il salvataggio di Alitalia (oltre che per Genova la scissione Amt-Ami), e anche Banche, come la Carige. L’elenco è contenuto nel fascicolo di inchiesta, aperto dal pm, Anna Canepa, poi archiviato perché a giudizio degli investigatori dei carabinieri che vi lavorarono <<non furono trovate carte rilevanti>>. Ufficialmente Altana fu trattato dagli inquirenti come una sorta di millantatore. In realtà, al processo la testimonianza del mascesciallo dei Servizi Segreti che lo aveva <<assoldato>> ha confermato che le investigazioni erano il frutto di un mandato effettivo dell’ex Sisde. Il punto cruciale è stato quello riguardante i reati contestati ad Altana compiuti, secondo la sua difesa, per <<la ragion di Stato>>. Quando fu arrestato e trovato in possesso di oggetti di provenienza furtiva l’agente segreto si era difeso sostenendo che erano prove raccolte nel corso di indagini pronte per essere consegnate al suo contatto nei servizi. Il giudice Gatti ha sentenziato che per poter essere <<esentato dalla pena in caso di violazione della legge per un fine legittimo (come è la sicurezza nazionale)>> sono necessari <<requisiti tassativi>>: bisogna essere <<organici>> ai Servizi Segreti ed aver eseguito <<un ordine legittimo dell’autorità>>. E Altana a processo è risultato essere ufficialmente come <<un semplice informatore>> e il suo referente del Sisde ha negato di aver impartito ordini fuorilegge. Il sospetto è che Altana Pietro fosse stato assoldato per indagare ai limiti della legalità e occasionalmente anche oltre e che, dopo essere stato colto in fallo dai carabinieri, sia stato sostanzialmente scaricato. Ma su questo nemmeno il giudice, evidentemente, se lè sentita di proferir parola”.
IL RETROSCENA
“AFFARI LIGURIA-IRAN L
E CARTE AGLI USA”
“La figura di Pietro Altana, il collaboratore dei servizi segreti le cui attività all’ombra della Lanterna sono oggi svelate dai giudici e non solo dai “boatos” via internet, è indirettamente legata a una delle indagini più delicate aperte di recente nel capoluogo ligure. Si tratta degli accertamenti disposti dalla procura federale della Callifornia, con rogatoria internazionale, sulla società genovese Irasco, specializzata nell’import-export con l’Iran. Secondo gli Stati Uniti Irasco sarebbe stata il ‘tramite’ , fra il 2004 ed il 2007, di una serie di esportazioni (materiali industriali e materie prime) non autorizzate dagli USA verso la repubblica degli Ayatollah. Le autorità statunitensi, attraverso il Ministero degli Esteri, hanno perciò chiesto all’Italia di acquisire una serie di documentazioni nella sede dell’azienda, all’interno del Matitone, e giovedì scorso è scattata una perquisizione della Guardia di Finanza. Irasco ha repllicato nei giorni scorsi di avere documenti in regola e soprattutto di sentirsi vittima di <<pressioni politiche>> sull’asse America-Golfo Persico. Ed è su questo fronte che si inserisce Altana, come descritto nell’articolo a fianco. Indagando sulla sua attività di spionaggio per conto del Sismi, la Procura genovese scoprì che controllava di nascosto pure Irasco.
GRAZIANO CETARA cetara@ilsecoloxix.it
MATTEO INDICE indice@ilsecoloxix.it
articolo_stampa_altana_pietro.pdf
ISIAMED riprova a leccare il culo agli iraniani
ISIAMED ci riprova.
Stavolta offre una copia omaggio del libro “Leggere la Rivoluzione Islamica Iraniana“ ai primi 100 arrivati alla sala delle Colonne (Camera dei Deputati), Via Poli, 19, Roma.
Povero Gian Guido Folloni (sei davvero alla frutta).
http://piemonte.indymedia.org/article/5025
E’ quì si gioca ad azzeccare … ?
Ma va là che Irasco non ha mai exportato niente d’illegale in Iran.
Tutte illazioni degli anti iraniani (prima i Bush-boy adesso gli obamaniani sfegatati). E’ un’invenzione della propaganda anti-iraniana. Adesso tutti dicono che sanno e che sapevano. Ma che cazzo sapete. Non sapete niente.
E’ come se io ora dicessi che so quando sarà la data del prossimo consiglio di amministrazione di Irasco. E l’ora. E poi magari dico che so nome e cognome dei partecipanti, e magari che so pure gli argomenti all’ordine del giorno.
Se dovessi saperlo (e non son un veggente) allora avete ragione voi. Se no statevene zitti, non sparate cazzate e sopratutto rispettate gli iraniani (come loro rispettano e han sempre rispettato noi).
salamalekkum
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(tiro ad indovinare)
The Board of Directors of IRASCO Srl shall be convened on Thursday 17th december 2009 at 10.00 a.m. in Genoa, Via di Francia, 3, in order to approve the following Agenda:
1) Examination of the various projects and adoption of the policy for their execution;
2) Examination of the financial situation;
3) Impasco receivables;
4) Cooperation agreements for new projects: remuneration fo Irasco activity;
5) Communications concerning the investigation carried out by “Guardia di Finanza” conducted pursuant to the international rogatory request from United States of America;
6) any other business.
Members of the Board of Directors
Dr. Iraj Pourhossein Akbarieh
Mr. Mohammad Rajaei
Mr. Ahmad Karami
Mr. Rahim Ghasr Loghmani
Members of the Statutory Auditors
Dr. Giacomo Catalfamo (Chairman)
Avv. Renato Colavolpe (Standing Statutory Auditor)
Dr. Andrea Fontana (Standing Statutory Auditor)
Hojjatizadeh Mohammadreza (Managing Director)
Traffico armi Iran: 9 arresti fra cui 4 “007″ Teheran
MILANO (Reuters) – Nove persone di nazionalità italiana e iraniana sono state raggiunte da ordinanze di custodia cautelare oggi per traffico d’armi verso l’Iran.
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE62200E20100303?pageNumber=1&virtualBrandChannel=0
I provvedimenti sono stati emessi dalla magistratura in seguito a un’indagine della Guardia di Finanza coordinata dalla procura di Milano, che ritiene di aver individuato un’organizzazione per l’esportazione illecita di armi e sistemi militari in Iran, attraverso un traffico esteso anche a Romania, Gran Bretagna, Germania e Svizzera.
Secondo gli inquirenti, che hanno illustrato oggi in una conferenza stampa a Milano l’operazione, denominata “Sniper”, i cinque italiani uno dei quali residenti in Svizzera ed i quattro iraniani, due dei quali residenti a Torino e Roma (uno risulta iscritto all’Associazione della stampa estera della capitale), ritenuti appartenenti ai servizi segreti di Teheran, avrebbero costituito una associazione a delinquere, allo scopo di far arrivare in Iran armi e attrezzature militari attraverso triangolazioni con altri Paesi.
Due degli iraniani ricercati non sono ancora stati arrestati.
Le indagini culminate con i sette arresti effettuati stanotte dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria di Milano in diverse città tra cui Milano, Torino e Roma, hanno detto le Fiamme Gialle, hanno interrotto con una ventina di perquisizioni in tutt’Italia la fornitura di un migliaio di puntatori ottici di precisione e 120 giubbotti autorespiratori da immersione, bloccando i preparativi per l’esportazione di proiettili traccianti, esplosivi e una miscela di materiale chimico altamente infiammabile usato in campo militare per inneschi e bombe incendiarie.
“Questa associazione internazionale di trafficanti di armi giocava proprio sull’equivoco. Cioè il materiale sequestrato era materiale che si prestava all’ambiguità, poteva essere usato per scopi civili e militari. E loro (le Fiamme Gialle), attraverso le loro profonde indagini, hanno dimostrato che era materiale destinato a scopo esclusivamente militare”, ha detto nel corso della conferenza stampa il generale Attilio Iodice, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Milano.
INDAGINI IMPERNIATE SU INTERCETTAZIONI DI TELEFONATE E EMAIL
Le indagini sono partite nel giugno dello scorso anno da una segnalazione delle autorità della Romania, circa materiale sequestrato che risultava diretto a Dubai ma in realtà destinato all’Iran e che vedeva coinvolta un’azienda italiana. I finanzieri hanno iniziato a monitorare le attività di un gruppo di sospettati, attraverso intercettazioni telefoniche, di sms e di posta elettronica che avrebbero anche confermato contatti con i servizi segreti iraniani, individuando una serie di triangolazioni che per il materiale prodotto in Germania si diramavano attraverso Italia, Svizzera, Romania e Gran Bretagna.
A Londra, dopo l’intercettazione di un quantitativo di puntatori ottici all’aeroporto di Heathrow, le autorità inglesi hanno arrestato e interrogato una persona ritenuta il referente britannico dell’associazione criminale.
Tra gli italiani arrestati, il titolare di una azienda di import export e un avvocato che avrebbe tenuto i contatti con l’Iran.
Gli inquirenti hanno escluso che tra il materiale sequestrato ve ne fosse di utilizzabile per armamenti nucleari.
Le violazioni contestate ai nove, raggiunti da ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip Chiara Valori del Tribunale di Milano, “hanno riguardato sia il materiale di armamento sia materiali che possono aver destinazione militare ma hanno anche destinazione civile, per i quali è comunque esclusa la possibilità di vendita a Paesi sottoposti a embargo, come è l’Iran”, ha spiegato nella sede delle Fiamme Gialle il Procuratore Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Milano Armando Spataro, che ha coordinato le indagini, elogiando la collaborazione con le forze giudiziarie e delle forze dell’ordine degli altri Paesi coinvolti, grazie a rogatorie internazionali, che ha permesso di ricostruire i particolari del quadro del traffico illecito.
Spataro ha anche affermato che buona parte delle indagini che hanno permesso di scoprire il traffico di armi non sarebbe stato possibile dopo l’entrata in vigore della nuova normativa sulle intercettazioni, approvata sinora da un ramo del Parlamento, che pone stretti limiti sia alla durata che alle modalità e all’estensione delle intercettazioni stesse.
ciulato altana non gli iraniani
veramente è stato ciulato altana non gli iraniani
Ecco come il Sismi spiava Roppo & Canepa (nonché CARIGE e CIR)
Articolo tratto dal portale Indymedia al link:
http://piemonte.indymedia.org/article/8908
Scoop: Ecco come il Sismi spiava Roppo & Canepa (nonché CARIGE e CIR)
SISMI: “Operazione Cavallo di Troia” ecco come il servizio segreto militare attenzionava centri sociali, alta finanza, avvocati, banche ed iraniani.
Palazzo di Giustizia di Genova, P.zza di Portoria 1. Lo stramaledetto “Armadio della vergogna”. continua a vomitare faldoni che dovrebbero rimanere sopiti per molto tempo ancora. Ecco come il Sismi attenzionava Roppo & Canepa nonché C&C (Carige & Cir e Coe & Clerici). A smascherare lo 007 del Sismi non i CC (Carabinieri) ma il duo inquirente Canepa & Canciani.
Accidenti se li ha fregati. Li ha fregati tutti, quell’Altana…. L’agente del Sismi Altana Pietro sembra l’unico a custodire certezze in questa intricata spy story dove la realtà è tutto meno ciò che sembra, sfuggente come la sabbia di queste spiagge liguri. Li ha fregati tutti. Le banche, l’alta finanza, i centri sociali, gli iraniani. Forse anche i giudici. E ora tremano anche alcuni magistrati. L’armadio della vergogna è quel famoso archivio dove pare siano stati riposti per anni tutti quei fascicoli scomodi da tenere al riparo da occhi indiscreti. Almeno un ripiano dell’archivio segreto di P.zza Portoria, è proprio riservato a lui: Altana Pietro. La spia del servizio segreto militare che è andato a battere nei centri sociali in cerca di informazioni per il Sismi.
Qui una sintesi:
- “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”
http://piemonte.indymedia.org/article/5620
Lo 007, all’anagrafe Altana Pietro, è conosciuto anche con alcuni strani pseudonimi come “Guglielmo Dabove” e/o “Franco Ugo Davolio” (“Diavolio” sarebbe più corretto). Ha 49 anni, look alla kojak (capoccia lucida e rasata) elegante e con la faccia da bravo ragazzo. Per alcuni non è che un Robin Hood in giacca e cravatta. Ma chi sia davvero, nessuno – neppure i giudici di palazzo di giustizia di Genova – possono dirlo con esattezza. La sua storia è la trama di un intrigo internazionale, un racconto che si snoda ricco di insidie tra spie e servizi segreti, depistaggi, presunti rapimenti, export di armi per l’Iran etc etc. Di sicuro si sa che Altana Pietro, esperto informatico nato a Torino da una famiglia di origini genovesi, doppio passaporto – italiano e americano – ha sottratto documenti riservati alle più importanti società italiane ed estere, nonché informazioni super-segrete a prestigiosi avvocati d’affari.
Di alcuni dossier scottanti abbiamo già dato conto in precedenti articoli proprio quì sul portale Indymedia. L’attività di intelligente dello 007 del Sismi però non s’è esaurita infiltrandosi nei centri sociali. Il primo tassello di questo intricato puzzle si rintraccia seguendo il filo di importanti società dell’alta finanza e aziende in odor di mafia e traffico d’armi.che l’agente Altana risulta aver spiato per lungo tempo.
Qui una sintesi:
- “Scoop: Ecco come il Sismi doveva rapire Carlos Remigio Cardoen”.
http://piemonte.indymedia.org/article/6564
Il capitolo più intrigante di questa incredibile storia concerne invece l’attività di intelligence dei servizi segreti militari nell’ambito di un certo tipo di studi legali. Per intenderci stiamo parlando di importanti avvocati d’affari (non certo di penalisti) nonché di avvocati fiscalisti di primissimo piano.
Dicevamo operazione “Cavallo di Troia”. Anche le città più fortificate possono essere conquistate senza dar battaglia. Come fece Ulisse. Ossia con una scaltra intrusione nella fortezza del nemico. Quello che ha fatto il Servizio segreto militare. S’è introdotta negli uffici delle migliori law firms genovesi per spiarne i (torbidi?) affari. Facendolo con grande fantasia e stile (bisogna ammetterlo). Per il tramite dell’agente del Sismi (alla bisogna anche del Sisde) Altana Pietro. Milano Finanza e il quotidiano iIl Secolo XIX in una serie di articoli dedicati all’agente segreto hanno in parte già svelato l’arcano. Scrive il Secolo XIX nell’edizione del 5 novembre 2009: “…schedati a Genova banche e avvocati, si infiltrò nei centri sociali per il g8 Sentenza-choc: lavorava davvero per i servizi segreti, ma ha esagerato …cercava documenti top secret, facendo l’addetto delle pulizie di alcune aziende genovesi … poi una volta o due a settimana consegnava tutto al suo contatto, un maresciallo della Guardia di Finanza…”.
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/articolo_stampa_altana_pietro_2.pdf
http://piemonte.indymedia.org/attachments/dec2008/rapporto_sismi_sisde.pdf
I giudici genovesi, che da tempo immemore vivono nella spicosi d’esser attenzionati dai servizi segreti, hanno indagato a lungo sullo 007 del Sismi scoprendo in parte che cosa ci cela davvero dietro questo thriller.
Ecco lo scoop. I servizi segreti hanno usato un’impresa di pulizie industriali per infiltrarsi negli studi legali d’alto bordo. L’impresa si chiama – o si chiamava – Altana Pietro Impresa Pulizie Industriali (che sforzo di fantasia). Specialità pulizie uffici (pare che li “ripulisse” anche bene). Altana Pietro, con il supporto logistico del Sismi, non ha difficoltà alcuna a dotarsi d’un background con in controfiocchi. In quattro e quattrotto riesce ad accreditare l’impresa “cavallo di troia” presso i migliori avvocati d’affari e studi legali. Acquisita la fiducia (e le chiavi degli uffici) fa scattare la trappola. Operazione “Cavallo di Troia” is ok!.
Semplicemente geniale. Non è forse più efficace un piano di lenta, ma pervasiva infiltrazione, rispetto ad una guerra guerreggiata? Alla stessa stregua d’un virus che attacca un organismo, insediandosi nella cellula ospite. Ecco la tattica del Sismi. Nella rete del Sismi/Altana cadono così, uno dopo l’altro – come birilli - nomi illustri e avvocati di primissimo piano. A Palazzo di Giustizia di Genova si registrano i nomi delle blasonate povere vittime: Bonelli Erede e Pappalardo (il Prof. Avv. Franco Bonelli è probabilmente il consulente legale più apprezzato da società dell’alta finanza quali ENI, FFSS, Impregilo, Fintecna, Telecom, Mediobanca, Morgan Stanley, Merrill Lynch, Banca Intesa San Paolo, etc etc). Tra gli avvocati spiati figura anche il fiscalista Victor Uckmar (noto tributarista genovese consulente di Pesenti, Italcementi, PDS, Assofiduciaria, e di molte altre società). Viene approcciato ed infiltrato anche lo studio legale Carbone & D’Angelo, fondato dai Proff.ri Avv.ti Sergio Maria Carbone e Andrea D’Angelo (consulenti di riferimento di una miriade di società e banche tra cui Ansaldo e Banca Passadore). Ma tra tutti spicca un altro nome illustre del panorama legale.
Lo studio legale “Roppo & Canepa”.
E’ una notissima aggregazione di avvocati fondata dall’avvocato Prof. Vincenzo Roppo e dall’Avv. Paolo Canepa. Anche l’avv. Vincenzo Roppo è consulente storico di importanti società e Banche. Tra queste i nomi del Gruppo C.I.R. (Roppo è salito alla ribalta della cronaca finanziaria per il noto contenzioso tra la Fininvest di Silvio Berlusconi ed io Gruppo C.I.R. di De Benedetti), ENI e Banca Carige. Il socio Avv. Paolo Canepa figura apparentemente più defilata, invece risulta essere forte di conoscenze significative, specie a Palazzo di Giustizia di Genova (il che non guasta). La sorella di Paolo Canepa infatti, Anna Canepa, è un magistrato molto noto a palazzo di giustizia di Genova e da tempo il suo nome compare in tandem in diverse inchieste con quello di Andera Canciani. Anna Canepa è anche uno degli esponenti di punta di Magistratura Democratica (attualmente in forza alla Direzione Nazionale Antimafia). Il nome di Anna Canepa è salito alla ribalta a Genova – purtroppo tristemente - insieme a quello del magistrato Andrea Canciani per le inchieste contro no-global e centri sociali relativamente ai fatti del G8.
Perché prendere di mira proprio Roppo & Canepa? Pare che il Sismi voglia gettare un’occhio su Banca Carige, su Giovanni Berneschi presidente della banca genovese), nonché Gruppo CIR e De Benedetti ed approfondirne un pò gli affari. Non c’è miglior avamposto di Roppo & Cenepa. Vincenzo Roppo oltrechè già membro del cda della banca risulta essere anche consulente legale di riferimento della stessa e del suo Presidente Giovanni Berneschi. Un colpo gobbo. Dapprima Roppo & Canepa vengono attenzionati per lungo tempo attraverso un’informatrice che lavora all’interno dello studio legale, l’agente “Luciana” (che pare sia anche il nome vero). Come nelle migliori spy story, la referente del Sismi è un’addetta alle pulizie (e a “ripulire” di documenti). I servizi segreti mettono le mani su una quantità impressionante di atti riservati della banca genovese. Il Presidente Berneschi conferisce regolarmente allo studio legale Roppo & Canepa carteggi sensibili (bozze di verbali, piani strategici, memorandum, agreement, scritture, atti giudiziari, appunti, atti del CDA etc etc). Lì è scritta (quasi) tutta la storia di Banca Carige. Altana, incaricato dal Sismi di fare da trait-d’union con l’agente “Luciana” lavora per anni con questo andazzo, sino a quando l’agente “Luciana” comunica ai servizi di non poter più continuare a fare la spia. E’ affetta da una grave forma di cancro. Forse le rimane poco tempo. Deve lasciare. Che fare? Dopo un consulto a Forte Braschi si decide per candidare al subentro l’impresa “Cavallo di Troia” che il Sismi impiega sotto la lanterna. Altana viene presentato dall’agente “Luciana” allo Studio Roppo & Canepa. Il “Cavallo di Troia” del Sismi sfonda con successo. Ma solo per poco tempo. Perché qualcosa và storto per l’agente segreto. Una importante shipping company attenzionata dal Sismi , Coeclerici Spa, s’accorge d’esser stata spiata ed intuisce lo schema del “cavallo di troia”.
Quì una sintesi:
- “GENOVA – SPY STORY AL PESTO – ECCO COME COECLERICI SPA SPIAVA – Desecretati dopo altre 8 anni documenti TOP SECRET”
http://piemonte.indymedia.org/article/1347
- “Mafioso è bello” (parola di COECLERICI)”
http://piemonte.indymedia.org/article/1700
“La Repubblica (CIR Group): ecco come funziona la fabbrica del fango”.
http://piemonte.indymedia.org/article/8579
Coeclerici Spa non disdegnerebbe di perseguire in qualche modo lo spione, ma denunciare d’essere attenzionati dai servizi segreti sarebbe da masochisti puri. Così prende in mano la situazione l’avvocato della società armatrice (Avv. Corrado Papone) geniale personaggio dal passato non propriamente trasparente (già sospeso dall’ordine per gravi reati penali) che consiglia i vertici della società Coeclerici di querelare l’Altana per spionaggio industriale. Se ben congeniata la cosa potrebbe funzionare. Per agevolare vengon fatte ritrovare alla Digos microspie nella gabina telefonica della società. Parte un’inchiesta della Procura contro lo 007. Tutto però finisce nel nulla in poco tempo. L’agente del Sismi viene prosciolto. Sapete però com’è Genova. E’ una città maligna, piccola, e sbalorditivamente pettegola. Tutto si viene presto a sapere. Così le voci dello spione del Sismi e del “cavallo di troia” circolano in fretta per la superba. Il tam tam degli spiati si rincorre febbrilmente via fax e le indiscrezioni corrono sul filo del telefono. Obiettivo: sputtanamento a 360 gradi. Nei giorni successivi si registreranno tra le società dell’alta finanza infiltrazioni a vari livelli. Saltano fuori tra gli spiati gli iraniani di Irasco, attenzionati dal Sismi per sospetto di export illegali (armi e tecnologie nucleari).
Quì una sintesi:
- “Altana Pietro e il SISMI han ciulato gli Iraniani?”
http://piemonte.indymedia.org/article/6178
– “IRASCO: ecco come gli iraniani hanno beffato gli USA”
http://piemonte.indymedia.org/article/7505
Compaiono nella lista anche molte società della logistica (specialmente importanti spedizionieri). Chi s’accorge d’esser finito nel mirino dei servizi segreti s’organizza come può cercando di spossessarsi elegantemente della sgradita intrusione. Con le più fantasiose modalità. Una importante e storica società di spedizioni internazionali segnala all’autorità giudiziaria il “cavallo di troia” per violazione della privacy e della riservatezza. Un dirigente della società denuncia che l’impresa del Sismi è in possesso di foto compromettenti di una segretaria che fa sesso in ufficio col direttore generale della casa di spedizioni. Intuito subitamente le negative ripercussioni ed implicazioni in termini d’immagine l’azienda rettifica in extremis ritirando subito la querela ed offrendo all’impresa Trojans un superbonus economico per toglierselo dalle palle (ve lo immaginate uno del Sismi chiamato in tribunale ad esibire un book fotografico di foto porno?).
Una società informatica “attenzionata” opta invece per chiamare la Polizia Scientifica. Vengono seminate nell’ufficio microcamere nascoste e (tanti) soldi in attesa che lo 007 ne approfitti.Un’esca che però non funziona. L’agente del Sismi è stato addestrato a controllare solo documenti e computers e non è programmato per rubare soldi. Esasperati per la perdurante ritrosia dello 007 ad impossessarsi delle palanche (denari in genovese) e per dare un lieto fine alla trappola della Polizia Scientifica, l’agente Altana viene arrestato lo stesso per furto in flagranza di reato. Un giudice vedendo i videoclip della scientifica s’accorgerà della terribile defaillance ed archivierà tutto in fretta e furia. Un’altra azienda di forniture navali di Manesseno indispettita dall’intrusione ripiegherà sulla stereotipia denuncia di furto. Insomma è una battaglia allo spasimo per fare terra bruciata intorno all’infiltrato dei servizi segreti. E’ un fuggi fuggi strategico e si salvi chi può. E i due avvocati Vincenzo Roppo & Paolo Canepa come si organizzano? Roppo & Canepa, con l’amaro in bocca incasseranno il colpo con malcelata nonchalance decidendo di scrivere all’infiltrato del Sismi per palesargli il loro imbarazzo. Scrive l’Avv. Vincenzo Roppo in una lettera datata 27 agosto 1998 (che trovate in allegato e riprodotta):
“Egr. Sig. Altana… purtroppo è sopravvenuto un nuovo fattore, suscettibile comunque di influenzare il rapporto. La presa conoscenza del suo obiettivo coinvolgimento in passati episodi (che hanno formato oggetto di interessamento anche dell’autorità giudiziaria) tali da incrinare il rapporto fiduciario che necessariamente deve esistere fra il titolare di uno studio professionale e coloro che lo frequentano per ragioni di servizio. Lei certamente comprende che mi riferisco a episodi che toccano il valore – fondamentale soprattutto per uno Studio Legale - della riservatezza professionale…”.
In un’altra lettera Roppo & Canepa scrivono allo 007: “…la signora Luciana ci ha dichiarato la propria intenzione di riprendere il servizio di pulizie presso i nostri uffici … riteniamo che ‘i principi di lealtà e buona fede che sono e devono essere i cardini dell’etica professionale’ imponevano che, all’atto della presentazione dell’Impresa allo Studio, Lei rappresentasse i fatti giudiziari che la riguardavano, in modo da consentirci di averne piena conoscenza e di poterli serenamente valutare…”
L’agente del servizi segreti è consapevole che la sua credibilità è arrivata ormai al capolinea. Riesce ugualmente a trovare la prontezza di spirito per replicare ai due avvocati:
“… per completezza d’informazione comunque visto che «è stata fatta un’indagine molto approfondita» sul mio conto segnalo anche una condanna (all’età di 19 anni) a 15 mesi di reclusione, per il rifiuto di imbracciare le armi. Essendo come sono pacifista convinto vado anche abbastanza fiero di ciò… spero le risulti almeno che, avendo nel periodo equivalente alla leva, servito lo stesso il Paese con importanti funzioni per il Ministero dell’Interno e della Difesa, mi son stati riconosciuti il beneficio della non iscrizione al casellario giudiziario…”.
Quasi come dire: “è inutile che v’incazzate ho fatto solo il mio lavoro”.
L’agente “Luciana” rientrerà poi nei ranghi, ma per poco. Morirà di cancro poco tempo dopo. Il goliardo agente del Sismi, ormai sgamato su tutti i fronti, s’accomiaterà con un magistrale colpo di teatro. Il 4 novembre 1998 scrive al Presidente dell’Ordine degli avvocati della Provincia di Genova una lettera alquanto spiritosa (non so se avete notate che Roppo & Canepa hanno studio in Genova V.le 4 Novembre) del seguente tenore:
“Illustrissimo Sig. Presidente, alcuni scrittori di cose belliche, facevano cenno di un certo traditore, noto Avvocato genovese, catturato dagli Alpini del Btg. “Monte Cervino” – e poi passato per le armi – mentre (in divisa greca e con berretto da ufficiale italiano) combatteva con i Greci contro noi Italiani. Non so, né desidero sapere di chi si tratti. Mi auguro solo che il suo nominativo non sia stato inserito tra quelli dei Caduti per la Patria, nella lapide a Palazzo di Giustizia, quella bella “pietra” – come scriveva l’Avv. Mensi – che «…è bene che anche i più giovani sentano loro, perché è segno non solo del glorioso sacrificio di uomini, ma di un’epoca, di una storia ed è nobile testimonianza dei sentimenti che univano ed ancora devono unire gli appartenenti all’Ordine…». Capita sovente anche in questo tempo di pace che taluni imbroglino, perché nelle vesti di tutori del diritto ed indossando la divisa della legalità militano poi contro di essa, combattendo e tradendo la giustizia. A questo proposito è senz’altro rappresentativo l’episodio che Le segnalo per conoscenza. Allego per Vs. opportuna conoscenza copia della Denuncia/Querela sporta contro gli avvocati Vincenzo Roppo e Paolo Canepa (Studio Legale Roppo & Canepa). Cordiali saluti. Altana Pietro”
Quì una sintesi:
“C’è un avvocato infedele e traditore (uno solo?)”
http://piemonte.indymedia.org/article/8067
Questo è davvero t-roppo (anche noi un po’ di humor scusateci). Per Roppo e Canepa Altana è di un’impertinenza e sfacciataggine senza limiti. Aver subito un’umiliazione (e diciamo pure anche sputtanamento) di questo tipo è un’onta veramente troppo grande. L’ira funesta di Vincenzo Roppo & Paolo Canepa si scatena contro l’infiltrato del Sismi e non tarderà a manifestarsi. Paolo Canepa farà una cappatina strategica in P.zza Portoria 1 – proprio sotto il suo l’ufficio – da sorellina sua per chiederle il giusto supporto (chissà che la sorella magistrato possa dargli na mano). Se po fa, ma ci vorrà un po’ di tempo e tanta pazienza. Giusto per non dare t-roppo nell’occhio. Dio ha fatto il mondo in 7 giorni puoi mica fottere uno del servizio segreto dall’oggi al domani. Il giorno 5 agosto 2004 è il giorno ideale per la resa dei conti. Mentre l’Altana è in viaggio con la propria famiglia, viene repentinamente fermato ad uno posto di blocco da una pattuglia dei Carabinieri di Genova Pontedecimo. Arrestato all’istante in flagranza del reato di furto aggravato (stavolta non ci sono telecamere che immortalano l’evento). Il “braccio violento della legge” s’accanisce contro lo sfigato 007 che ce l’ha letteralmente nel culo.
Indovinate chi è il magistrato che interviene sul luogo del delitto con tempismo da cronografo svizzero? Il pm Anna Canepa (ma è una coincidenza fortuita … non pensate male).
L’accusa è di aver rubato dei compact disk da una macchina (studiata proprio bene a tavolino l’ipotesi di reato). Per il crimine anzidetto, su disposizione del Pm Anna Canepa si procede ad una minuziosa perquisizione dell’auto, ufficio e abitazione dello 007 (un magistrato dell’antimafia per un furtarello da teppista di periferia?). L’Anna Canepa fa sequestrare tutti i computer nonché quantità industriali di documenti (combinazione moltissimi documenti rilevanti inerenti una certa banca…). Coincidenza. Vengono trovati ed asportati molti atti concernenti Banca Carige, ENI, gli iraniani di Irasco, avvocati nonché molta documentazione del servizio segreto militare. Il pm Anna Canepa avrà naturalmente la diligenza di non far redigere alcuna nota analitica dei documenti sequestrati. “x faldoni di documenti cartacei” recita l’istanza di sequestro (banale dimenticanza). Mentre lo 007 viene tenuto in ostaggio nel carcere di Marassi lo stesso trova il modo d’inviare una dettagliata informativa riservata alle autorità di Governo Italiane. Quando lo 007 viene scarcerato il magistrato chiederà anche che l’agente segreto sia confinato lontanissimo da Genova con il divieto esplicito di potersi recare sotto la lanterna (caso mai gli venisse la libidine di tornare a spiare il fratellino Paolo Canepa).
Qui una sintesi:
“ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE“
http://piemonte.indymedia.org/article/3566
Anna Canepa porterà a processo lo sbirro del sismi chiedendone la testa su un vassoio d’argento come il Giovanni Battista. Giustizia, o vendetta (dipende dai punti di vista) è fatta. Gli interrogativi si sprecano. Il magistrato Anna Canepa ha fatto un piacere a chi? Al fratello avvocato Paolo Canepa?. A Vincenzo Roppo. A tutti e due, allo Studio Legale Roppo & Canepa? Ha fatto un favore a Banca Carige? Al Presidente di Banca Carige Giovanni Berneschi? O ha gratificato se stessa e maritino suo (Beppe Anfossi)? Il magistrato Anna Canepa infatti è moglie del finanziere genovese Giuseppe Anfossi (azionista di riferimento di Banca Carige). Ma forse non c’è alcun conflitto di interessi. Da magistrato specchiato qual’è Anna Canepa ha semplicemente acquisito qualche informazione di prima mano sui centri sociali (raccoglieva notizie per i fatti del G8). Per purissima combinazione l’agente Altana Pietro prima del G8 è stato infiltrato dal Sismi con successo nei movimenti antagonisti (sui computer dello 007 i giudici hanno trovato molte informative riservate mandate al Sismi sui centri sociali di Torino/Genova/Milano). Può essere che interessassero alla Canepa solo le informative inviate al Sismi dallo 007 (normale curiosità investigativa)?
Qui una sintesi:
- “Scoop: Ecco come il SISMI spia i centri sociali”
http://piemonte.indymedia.org/article/6464
Per ora non ci son risposte. Lo appureranno le inchieste che saranno fatte dai colleghi amici del magistrato Anna Canepa (Canciani sarebbe perfetto). Nell’attesa che giungano chiarimenti plausibili ognuno è pregato di non equivocare e di non fare subito congetture. Potrebbero essere tutte semplici coincidenze. Non possiamo mica criminalizzare un magistrato solo perché ha tolto al Sismi qualche faldone di Banca Carige. Si può colpevolizzare Anna Canepa solo perchè è sorella dell’avvocato Paolo Canepa? Solo perché suo fratello Paolo è stato spiato dal sismi e ce l’ha a morte con gli infiltrati dei servizi segreti? Si possono nutrire sospetti sul magistrato Anna Canepa perchè è moglie di Beppe Anfossi, socio d’affari della Banca attenzionata dal Sismi? Si può mica ragionevolmente ritenere che Anna Canepa sia in malefede e/o in conflitto d’interessi solo perché ha fatto arrestare uno 007 del sismi che spiava fratellino suo e la Banca di marito suo?
Ci risentiamo alle prossime news (tanto l’armadio della vergogna straripa di storiacce che non vedon l’ora d’esser riesumate e raccontate).
File mp3 “telefonata_sismi_agente_luciana”
http://rapidshare.com/files/392045119/Telefonata_Luciana_Roppo.mp3.html
Doc. Pdf completo: “Sismi_Roppo_&_Canepa”
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Altana Pietro (agente Sismi) colpisce ancora.
Dall’edizione odierna (29 giugno 2010) del Corriere Mercantile:
“SPY Story – I soci di un notissimo studio legale genovese hanno denunciato un’intrusione informatica e la sparizione di documenti. Avvocati spiati scatta la perquisizione. La Digos sequestra vario materiale nella casa di Pietro Altana ex informatore del Sismi“
L’ex dipendente del Sismi (e probabilmente anche Sisde) che ha spiato per anni gli iraniani, centri sociali, società dell’alta finanza, e noti avvocati è stato pizzicato dalla Polizia Postale a saccheggiare via telematica documenti riservati degli avvocati di fiducia di Carlo De Benedetti (CIR) e di Banca Carige: lo studio legale Roppo & Canepa, fondato dagli avvocati Vincenzo Roppo e Paolo Canepa. Quest’ultimo è anche fratello di Anna Canepa (il magistrato che nel 2004 ha fatto arrestare e condannare l’agente del Sismi).
Da quanto si sussurra in ambienti vicini alla Procura della Repubblica di Genova pare che l’Altana avesse anche spiato da vicino Roppo & Canepa facendo l’addetto alle pulizie negli uffici della nota law firm nel corso dell’operazione Sismi “Cavallo di Troia” (uscito anche un articolo quì su Indymedia e alcuni articoli su Il Secolo XIX e su Milano Finanza).
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/articolo_stampa_altana_pietro_2.pdf
http://piemonte.indymedia.org/attachments/dec2008/rapporto_sismi_sisde.pdf
Da quanto si apprende la denuncia sarebbe partita per iniziativa dall’Avv. Vincenzo Roppo e di Giovanni Berneschi (Presidente di Banca Carige).
Sta indagando sulla nuova spy story il magistrato Andrea Canciani (collega per anni del magistrato Anna Canepa).
C’è sentore che ne vedremo delle belle.
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Diritto di Replica:
Le vicende riportate in questo sito riguardano fatti e persone reali e procedimenti giudiziari, in alcune occasioni, ancora in attesa di giudizio definitivo. Pertanto i protagonisti di queste vicende sono da considerarsi innocenti fino al giudizio definitivo (ed anche oltre). Il social network Indymedia Piemonte è naturalmente a disposizione degli interessati per interventi e/o, repliche e/o precisazioni.
Irasco minaccia: licenzieremo gli italiani
intrigante articolo quest’oggi sul Secolo XIX di Genova:
http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2010/08/12/AMerR3wD-irasco_licenziati_obama.shtml
Irasco, licenziati da Obama Nel mirino i rapporti dell’impresa con l’Iran, che
è socio attraverso il colosso Iritec. L’Ad: «Ridurremo il personale»
C’è un intrigo internazionale che a Genova rischia di fare licenziare parecchie persone. E travolge un’azienda con base nel grattacielo del Matitone, specializzata nel business con l’Iran e finita pochi giorni fa in una lista nera stilata dagli americani. Il primo risultato, dopo la pubblicazione ufficiale del rapporto che include la genovese Irasco nelle 21 società mondiali «colluse» con gli ayatollah, è stato l’annuncio dell’amministratore delegato Mohammadreza Hojjatizadeh: «Dopo la divulgazione del dossier, ho radunato i dipendenti: da settembre taglieremo il personale, i fornitori sono spaventati e i riflessi sugli affari inevitabili. Dobbiamo ragionarci parecchio, di mezzo ci sono aspetti umani delicati».
Bisogna riavvolgere un po’ il nastro, per orientarsi nella storia che ha fatto includere pure il nome «Genova» nel maxi-rapporto annuale preparato dall’antiterrorismo a stelle e strisce; una specie di romanzo che ha radici negli affari (miliardari) fatti dalla genovesissima Italimpianti in Medio Oriente fino agli anni ‘80, e ha registrato uno dei capitoli decisivi con un blitz dei magistrati americani all’ombra della Lanterna a fine marzo. L’Irasco è un gruppo specializzato in intermediazione di grandi macchinari con la Persia. Ha oggi una cinquantina di dipendenti (il 90% italiani) ed è controllata al 51% dalla tedesca Ascotech Gbmh, mentre il restante 49% è in mano colosso iraniano Iritec international engineering company, emanazione della Repubblica islamica con quote in altri giganti dell’industria pesante.
Il 31 luglio scorso Irasco è stata ufficialmente inclusa nel (ristretto) elenco delle aziende che subiranno nuove sanzioni imposte dal Dipartimento del tesoro americano, per boicottare il programma nucleare del presidente Mahmud Ahmadinejad. Perché? La risposta sarebbe contenuta nelle migliaia di carte sequestrate a ottobre 2009 dalla Guardia di finanza dopo un blitz al Matitone, e consegnate agli investigatori Usa in primavera, quando vennero a interrogare personalmente i dirigenti. Con un sistema di triangolazioni industriali, accusano gli americani, Irasco avrebbe consentito a due ditte californiane di “aggirare” l’embargo all’Iran imposto dall’Onu nel quadriennio 2004-2007. E il suo nome è stato abbinato a quello di altri cattivi sparsi in tutto il pianeta, da un paio di banche con sede in Bielorussia a due compagnie d’assicurazione registrate a Dusseldorf, per concludere con una società mineraria registrata in Lussemburgo. (Matteo Indice)
articolo_irasco_12_agosto_2010_1.pdf
mi sa che hanno ciulato anche il COMUNE DI GENOVA non solo gli iraniani
Altana Pietro: Il ritorno dello “spione” nel mirino vip e banche
Su Altana Pietro.
Dall’edizione del 4 Settembre, 2010 del quotidiano genovese IL SECOLO XIX:
di Matteo Indice
L’ULTIMO blitz, nell’opinione degli inquirenti, non è per niente casuale, poiché segue di poche settimane la richiesta di nuove indagini da parte della Procura. E lo spauracchio che aleggia su una fetta della Genova bene è abbastanza pesante: dopo qualche mese di silenzio sembra tornato in azione Pietro Altana, l’ex collaboratore dei servizi segreti specializzato nel violare sistemi informatici e file riservati, con la predilezione per i grandi studi legali (talvolta consulenti di società e politici) e aziende in affari con l’estero. L’uomo che, e lo ammette più di un investigatore, è in grado di spiattellare ai quattro venti questioni delicate e crocevia d’interessi assai corposi.
Il problema è che non solo Altana, in passato, ha dimostrato di sapersi impadronire davvero di documenti teoricamente molto protetti; ma nel giro di poco tempo quelle carte – spesso “telematiche” – sono finite on-line, sul sito di Indymedia. Ufficialmente non è lui a pubblicarle, ma il sospetto che i protagonisti degli scoop (una sorta di “Wikileaks” in salsa locale) coincidano è assai fondato. Al punto che, la notizia è stata confermata nelle ultime ore al Secolo XIX da fonti giudiziarie, un’inchiesta avviata a suo carico nella primavera scorsa con l’accusa di diffamazione, si è trasformata a metà agosto in qualcosa di più corposo. Ad Altana è stato infatti notificato un avviso di garanzia per «accesso abusivo a sistemi informatici» (il reato di chi “cracca” le reti altrui) e il sostituto procuratore Andrea Canciani ha formalmente chiesto di prorogare gli accertamenti.
Per orientarsi nella vicenda bisogna dunque tornare all’ultimo exploit. Venerdì Indymedia ha pubblicato, con tanto di copia a video, una lettera scritta da Vincenzo Roppo, uno dei più noti avvocati genovesi, al sindaco Marta Vincenzi. Una comunicazione personale in cui il docente di diritto civile, e già consulente dell’industriale Carlo De Benedetti, accusa il primo cittadino di aver disatteso alcune promesse sulla composizione del futuro consiglio d’amministrazione di Iren, l’azienda multiutility nata dalla fusione di Iride ed Enia.
Articolo de IL SECOLO XIX in pdf
http://piemonte.indymedia.org/attachments/sep2010/altana__pietro_il_ritorno_dello__spione.pdf
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dal Corriere della Sera del 5 settembre 2010
Ex agente del Sismi, si infiltrò fra i no global durante il G8 Lo 007 e i furti di segreti online
Trema la Genova degli affari Indagato come hacker. Una lettera riservata al sindaco finisce in rete L’avvocato: «Diciamo che un po’ di cose le sa e le ha. Ma è anche bravissimo a bluffare»
Ex agente del Sismi, si infiltrò fra i no global durante il G8
Lo 007 e i furti di segreti online Trema la Genova degli affari
Indagato come hacker. Una lettera riservata al sindaco finisce in rete L’avvocato: «Diciamo che un po’ di cose le sa e le ha. Ma è anche bravissimo a bluffare»
MILANO – Anni e anni di segreti raccolti di persona, di appunti, di documenti fotografati, fotocopiati, duplicati, di filmati, intercettazioni e registrazioni top-secret, di «curiosità»informatica e di accesso facile alle fonti delle informazioni…
Pietro Altana la sa lunga, come si conviene a qualunque 007 che si rispetti. Ex agente del Sismi e all’occasione collaboratore anche del Sisde, è una specie di memoria storica di mille «informazioni confidenziali» che appartengono a faccendieri, commercialisti, avvocati dell’alta finanza, banche, industrie, tributaristi, consulenti di politici e di società varie. Soprattutto a Genova, la città dei suoi genitori e la sua prediletta: quella che più teme i suoi scheletri nell’armadio. Perché se è vero che ormai da cinque anni Altana viveva nell’ombra, è anche vero che adesso è tornato in scena da quando la procura di Genova lo ha indagato per accesso abusivo al sistema informatico e diffamazione. Perquisizione a casa (Torino), sequestro di computer e dischetti con richiesta e concessione (pochi giorni fa) di altri sei mesi di indagine sul suo conto. Così eccolo di nuovo nel bel mezzo di un caso giudiziario. E siccome finora ogni volta che l’ex agente si è ripresentato al mondo ha tolto il sonno a decine di persone, c’è anche stavolta l’effetto spauracchio per chiunque abbia avuto a che fare con lui.
Ma sarà poi vero che ha uno scrigno pieno zeppo di segreti inconfessabili? «Diciamo che un sacco di cose le sa e le ha» sintetizza il suo avvocato, Riccardo Caramello. Diciamolo. Ma «un sacco di cose» non è tutto. «Vero. Ma non dimentichiamo che è sempre stato ed è molto abile a bluffare».
Certo non era un bluff il documento diffuso online nei giorni scorsi da Indymedia, il sito antagonista di informazione indipendente che sulla scia di Wikileaks – l’organizzazione internazionale che riceve e mette in rete sul suo sito documenti coperti da segreto – ha più volte ha pubblicato carte top-secret, quasi sempre legati alle spy-story nelle quali Altana ha avuto qualche ruolo. Viene spontaneo chiedersi: che sia lui a passare i carteggi a Indymedia? «Non so proprio perché tutti si siano messi in testa che sia così» nega l’avvocato Caramello. Quindi l’ex uomo Sismi e Sisde non avrebbe nulla a che fare con le carte riservate dell’altro giorno.
Si tratta di una lettera indirizzata al sindaco genovese Marta Vincenzi e scritta dall’avvocato Vincenzo Roppo, notissimo legale genovese che si occupa di finanza nonché ex consulente di Carlo De Benedetti e docente di Diritto Civile. L’argomento è la composizione del consiglio di amministrazione della Iren, l’azienda nata dalla fusione di Iride ed Enia (per la gestione di acqua e gas) e le parole dell’avvocato sono di delusione e amarezza per il comportamento del sindaco che non gli avrebbe comunicato un cambiamento nelle scelte di alcune persone. Lettera più che riservata. E però finita sulla piazza mondiale del Web. Quasi fosse una risposta alla denuncia (per le continue intrusioni nel suo sistema informatico) che proprio l’avvocato Roppo aveva presentato mesi fa. Il «filo d’Arianna» partì da quella denuncia e portò a lui, Altana.
Dossier e lettere su Internet, quindi. Come i fascicoli che guidano i lettori in complicati intrighi internazionali, con chiamata in causa di armatori, governo iraniano, società tributarie, aziende internazionali. O come le lettere che lo stesso Altana ha spedito ai generali Nicolò Pollari (ex capo del Sismi) e Mario Mori (Sisde). Tutto in rete, accompagnato da tanti articoli sullo «spione» del Secolo XIX e dai commenti del pubblico di Indymedia che non si può dire sia dalla sua parte. Soprattutto da quando è diventato noto – durante un processo nel quale il Sismi confermò che fosse un suo agente – che lui fu un infiltrato fra i duri del G8 di Genova e nei centri sociali della città. I ragazzi dei centri sociali discussero di quello «strano tipo», Anonymus, Guglielmo, Franco, Ugo, Pietro o come diavolo diceva di chiamarsi. «Ecco perché non voleva mai che nessuno lo accompagnasse a casa» capirono finalmente. E dedussero: «Impossibile che sappia qualcosa di compagni perché è uno spione troppo smaccato».
Giusi Fasano
05 settembre 2010
doc. pdf: “Altana_pietro_agente_007_con_licenza_di_cazzone”
http://piemonte.indymedia.org/attachments/sep2010/altana_pietro_roppo_corsera.pdf
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“Spiati gli uffici del Comune di Genova”
dal SECOLO XIX del 7 Settembre 2010
http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2010/09/06/AMTumk1D-matitone_spiati_uffici.shtml
IL DOCUMENTO che ha fatto scattare l’allarme è datato 2 luglio 2010. Ed è la convocazione di un consiglio d’amministrazione di Spim, la società pubblica incaricata di gestire il patrimonio immobiliare del Comune. Il problema numero uno è che quelle carte sono finite su internet, non si sa come. Il problema numero due è che la lettera per indire il cda è solo il tassello d’un mosaico assai più ricco, composto da altri documenti «riservati», usciti in qualche modo dagli uffici del Matitone (dove Tursi ha distaccato gran parte della sua operatività e degli impiegati) e pure quelli divulgati on line. In una parola: qualcuno, per mesi e recentemente, ha spiato il Comune nell’edificio che ne rappresenta il cuore pulsante. E adesso si diverte a diffondere dossier e carteggi assortiti.
Del caso si occupano la Procura e la polizia postale, cui alla fine di luglio è stata presentata una dettagliata denuncia da Sara Armella, l’amministratore delegato di Spim. La notizia, filtrata da ambienti giudiziari, è stata confermata dalla nota tributarista: «Davanti a un episodio del genere, sarebbe stato grave non interessare ufficialmente le forze dell’ordine. Sul resto, essendo gli accertamenti in corso, non posso aggiungere nulla».
http://piemonte.indymedia.org/attachments/sep2010/spiati_uffici_del__comune_di_genova.pdf
Rassegna stampa pdf:
http://piemonte.indymedia.org/attachments/sep2010/altana_pietro_sismi_roppo_articoli_secolo_xix_corsera.pdf
altana_pietro_sismi_roppo_articoli_secolo_xix_corsera_3.pdf
Altana finisce in carcere
Wikileaks al pesto, l’Assange genovese finisce agli arresti (di Matteo Indice sul Secolo XIX dell’11 dicembre 2010 )
Il provvedimento in sordina gli è piovuto in testa pochi giorni fa e manco a dirlo è retaggio d’uno dei suoi tanti exploit: la ricettazione di documenti riservati acquisiti ramazzando forse nella spazzatura, una delle attività predilette insieme all’hackeraggio di sistemi informatici blindatissimi.
Pietro Altana, 45 anni, ex collaboratore dei servizi segreti, per i giornali e molti blog è diventato ormai una specie di Julian Assange genovese. E la costante e capillare diffusione di file riservati sugli affari più corposi di Genova (maxi fusioni di aziende pubbliche, studi sulle rivoluzioni del traffico, retroscena sul lavoro di luminari e soprattutto malaffare in seno alle banche) s’accosta perlomeno per suggestione alla figura del giornalista australiano, che ha fatto arrossire con i suoi cable le cancellerie di mezzo mondo.
Fatte le debite proporzioni di fama e peso dei reciproci scoop, c’è un altro dettaglio ad accomunarli da qualche ora, ed è prettamente giudiziario. Come il creatore di Wikileaks, pochi giorni fa, è finito in carcere a Londra per un reato “scollegato” al pandemonio di questi giorni (l’accusa è di stupro per aver obbligato due ragazze svedesi ad avere rapporti sessuali non protetti) pure lo 007 che impallina i genovesi ha subito un arresto, in questo caso “domiciliare” e da scontare in una delle abitazioni dalle quali infesta migliaia d’indirizzi mail con documenti spesso imbarazzanti. Fatale si è rivelata la condanna «definitiva» (senza più possibilità di ricorrere in appello o in Cassazione) per carteggi trafugati un bel po’ di anni fa. Secondo i giudici Pietro Altana deve scontare ancora due mesi e rotti, e non può uscire dal proprio appartamento. Contemporaneamente, Altana, è uno dei principali sospettati per i file che fra ottobre e novembre sono stati diffusi attraverso il sito antagonista Indymedia: carte contro la Carige, messaggi interni all’amministrazione comunale oppure segreti sul direttore scientifico del Gaslini, Lorenzo Moretta. E’ stato davvero il neoarrestato (per vecchie storie) Altana a scoperchiare gli ultimi pentoloni? Ci sono svariati elementi che mettono in relazione la più recente Wikileaks genovese con l’ex spione, ufficialmente tale dopo che nel corso d’un processo un maresciallo della Finanza ne confermò la costante collaborazione con l’allora Sisde (che oggi ha assunto la denominazione di Aise, ndr). Altana, oltre a essere finito ai domiciliari per la datata ricettazione di dossier, è iscritto sul registro degli indagati della Procura genovese, senza che ancora a suo carico sia stata formulata una richiesta di rinvio a giudizio, con l’accusa di ‘accesso abusivo a sistema informatico’ e ‘diffamazione’. Il primo addebito è conseguenza del blitz con cui ha ‘craccato’ i server e gli hard disk d’uno dei più noti studi legali genovesi, quello del docente universitario Vincenzo Roppo. Consulente d’importanti aziende ed istituzioni e personaggi in tutto il Paese (Carlo De Benedetti o l’Università per esempio) nelle sue memorie è custodita la stragrande maggioranza dei contenuti telematici che pure negli ultimi due mesi hanno invaso la rete. E il cerchio si restringe: chi infatti, se non Altana, potrebbe aver disponibilità di quel materiale? Non solo. Durante l’estate, ancora la Procura, gli aveva contestato la ‘diffamazione’ sempre a danno di Roppo. Segno che, sebbene l’ex 007 non avesse mai firmato gli articoli su Indymedia (uno dei pseudonimi preferiti è “interceptor”) nel corso delle perquisizioni a casa sua erano saltati fuori collegamenti ‘diretti’ tra i file recuperati chissà come e la loro divulgazione. Altana, adesso, è agli arresti. E con le sembianze d’una vendetta le ‘rivelazioni’ su Genova stanno lievitando.
Indice [@] ilsecoloxix.it
http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2010/12/11/AMQLEDPE-wikileaks_assange_genovese.shtml
Anche Matteo Indice – come il Rettore Deferrari – ha la mente in preda alle scimmie urlatrici? Francamente qualcosa ci sfugge. Non si capisce perché giornalai, sbirri, toghe e controtoghe - e specie in questi ultimi tempi – ci stressano spasmodicamente e di continuo per doverci convincere a tutti i costi che c’è un demente del sismi che scrive articoli su indy. S’ha quasi la sensazione che il giornalista del Secolo XIX scriva certe cose su ordinazione (già viste e riviste ste robe in altre situazioni). Probabilmente nel tentativo spasmodico di screditare mr bean che sta dando un pochino di fastidio? Può essere? Non ci sta niente di più infamante che dare dello sbirro. E siccome nella zucca anche noi abbiamo ancora un po’ di neuroni funzionanti, affidiamo le risposte ai fatti. La miglior replica è negli articoli stessi. Parlano egregiamente da soli. Ecco una stringata selezione di alcuni pezzi (che avrebbe partorito la mente malata di Altana Pietro, meglio conosciuto come agente dei servizi segreti). Ma fateci il sacrosanto piacere. I pezzi scritti dal binomio “bean” & “interceptor” su Indy son comunque diverse centinaia. Altana è finito agli arresti? Bene. Almeno adesso “bean” & “interceptor” possono continuare scrivere più tranquillamente altre succulenti notizie su Indymedia. Alla salute di Altana. Cin cin.
Please leggere e giudicare:
- “Altana Pietro: 007 del SISMI che spia centri sociali, IRANIANI, fiscalisti, alta finanza …”
http://lombardia.indymedia.org/node/21719
- “Altana Pietro e il SISMI han ciulato gli Iraniani?”
http://piemonte.indymedia.org/article/6178
- “IRASCO: ecco come gli iraniani hanno beffato gli USA”
http://piemonte.indymedia.org/article/7505
- “Embargo & IRASCO: ecco le imprese USA che hanno esportato in IRAN”
http://piemonte.indymedia.org/article/10640
- “SHELL & embargo: ecco come gli olandesi foraggiano l’IRAN”.
http://piemonte.indymedia.org/article/10730
- “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”
http://piemonte.indymedia.org/article/5620
- “Scoop: Ecco come il SISMI spia i centri sociali”
http://piemonte.indymedia.org/article/6464
- “Il SISMI spiava la JUVENTUS FC?”
http://piemonte.indymedia.org/article/9709
- “I servizi segreti spiavano comunisti e missini”.
http://piemonte.indymedia.org/article/10345
- “Banca CARIGE: ecco come rubano i dipendenti infedeli”.
http://piemonte.indymedia.org/article/9167
- “Ecco come il Sismi spiava Roppo & Canepa (nonché CARIGE e CIR)”
http://piemonte.indymedia.org/article/8908
- “Altana Pietro (Sismi) colpisce ancora”
http://piemonte.indymedia.org/article/9264
- “ENI, “codice etico” e Servizi Segreti”
http://piemonte.indymedia.org/article/5520
- “Ecco come l’ENI seppellisce i suoi velEni”.
http://piemonte.indymedia.org/article/11009
- “ENI: colpo di spugna sui più gravi disastri ambientali della nostra storia”.
http://piemonte.indymedia.org/article/10521
- “Eni aggiusta-processi: ecco come far rottamare un giudice ostile”.
http://piemonte.indymedia.org/article/10392
- “ENI fuori controllo: “fomentiamo la rivoluzione in Iran”
http://piemonte.indymedia.org/article/10468
- “ENI finanzia spie o intellettuali (IAI)”?
http://piemonte.indymedia.org/article/10898
- “L’Italia diffida l’Eni a pagare subito 2 miliardi di euro”
http://piemonte.indymedia.org/article/9593
- “Tangenti in NIGERIA: eccome come l’ENI pagava!”
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- “Tangenti Nigeria: ENI rischia grosso (e paga cash)”
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- “AV/AC Milano-Verona: Consorzio Cepav2 (volponi che non siete altro)”
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- “Porto Torres al Ministero: “Toglieteci l’ENI dai coglioni”
http://piemonte.indymedia.org/article/2046
- “Ecco come il cartello si spartiva il business del riciclaggio batterie”.
http://piemonte.indymedia.org/article/9715
- “L’ENI avvelena il Kazakistan”
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- “Business lawyer: parcelle & mattoni”.
http://piemonte.indymedia.org/article/10926
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http://piemonte.indymedia.org/article/5958
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- “Sentenza CIR- MONDADORI – Il boomerang di Roppo”
http://piemonte.indymedia.org/article/6030
- “Garaventa Spa – Dal CPT alla Tunisia”
http://liguria.indymedia.org/node/4082
- “Deferrari Vs Moretta: Rettore contro Direttore”.
http://piemonte.indymedia.org/article/10951
- “Banca CARIGE: ecco come rubano i dipendenti infedeli”.
http://piemonte.indymedia.org/article/9167
- “Eredità Maragliano: Giovanni Berneschi & Carige rimarranno in mutande”
http://piemonte.indymedia.org/article/8988
- “ISVAP bacchetta Banca Carige”
http://piemonte.indymedia.org/article/1961
- “ALGEBRIS a GENERALI: “Banca Carige è un’investimento del cazzo“
http://piemonte.indymedia.org/article/2646
- “BANCA CARIGE – Aumento di capitale”
http://piemonte.indymedia.org/article/1241
- “Banca Carige: Consob condanna Berneschi a 150.000 euro d’ammenda”.
http://piemonte.indymedia.org/article/6271
- “CONSOB sanziona Berneschi e Banca Carige”
http://piemonte.indymedia.org/article/2436
“BANCA CARIGE – Aumento di capitale, all’occhio, Attenzione, Warning, Achtung, advertencia“
http://piemonte.indymedia.org/article/1241
- “ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE“
http://piemonte.indymedia.org/article/3566
- “Scoop: Ecco come il Sismi doveva rapire Carlos Remigio Cardoen”.
http://piemonte.indymedia.org/article/6564
- “GENOVA – SPY STORY AL PESTO – ECCO COME COECLERICI SPA SPIAVA – Desecretati dopo altre 8 anni documenti TOP SECRET”
http://piemonte.indymedia.org/article/1347
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http://piemonte.indymedia.org/article/1700
- “La Repubblica (CIR Group): ecco come funziona la fabbrica del fango”.
http://piemonte.indymedia.org/article/8579
- “I servizi segreti vanno a rubare in casa di Uckmar”
http://piemonte.indymedia.org/article/10239
- “ANA fa rima con ALTANA”
http://piemonte.indymedia.org/article/10406
- “Italia-Serbia: chi Vince(nzi)?“
http://piemonte.indymedia.org/article/10267
- “ORBASSANO (TO): Poliziotto del SIULP massacra di botte giornalista (ex agente del SISMI)”
http://piemonte.indymedia.org/article/2713
- “POLIZIA TO: V° Reparto Mobile nella merda”
http://piemonte.indymedia.org/article/9528
- “Assange genovese finisce in galera”
http://piemonte.indymedia.org/article/10972
Press release:
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