Emergenza Indymedia Piemonte

Nonostante l’appello ad una partecipazione più attiva al collettivo, l’ultima riunione ha visto la partecipazione di un numero ancora troppo ristretto di persone che non sono in grado, al momento, di far fronte in maniera soddisfacente alle esigenze di gestione che il sito richiede.
Avendo appurato che anche altre realtà locali della rete italiana di Indymedia stanno affrontando le stesse difficoltà, si è deciso di mantenere attivo il progetto partecipando alla discussione nazionale per capire in che modo ripensare Indymedia.
Il newswire continuerà quindi a funzionare regolarmente, mentre la colonna centrale delle feature svilupperà le tematiche più calde apparse sul newswire.

L’appello a partecipare attivamente, non solo con la tastiera, rimane e si fa più pressante.
NON ODIARE I MEDIA, CREALI.

Indymedia Piemonte

*L’ultima riunione si è tenuta mercoledì 14 aprile all’Asilo Occupato*

Dall’inizio dell’autunno il collettivo di Indymedia Piemonte sta discutendo circa l’opportunità di mantenere in piedi il progetto. Allo stato attuale c’è una crisi di partecipazione, non solo amministrativa, ma anche mediattivista; essendo Indymedia lo specchio del movimento, riteniamo che la crisi si espliciti a livello di movimento e dei relativi luoghi, più o meno reali, in cui esso si manifesta. Infatti il progetto Indymedia esiste perché esistono persone che partecipano attivamente, sia nella gestione del sito che nell’introduzione di contenuti e materiali. Il mediattivismo e l’eterogeneità sono il nucleo di Indymedia. La delega dell’informazione a gruppi omogenei o a corporazioni, la povertà di dialogo ed interazione, la sua morte. Riteniamo quindi che la salvezza di Indymedia passi prima di tutto attraverso la garanzia di una pluralità di punti di vista, oltre che da un rinnovamento tecnico/tecnologico del sito.

Nella discussione sull’opportunità di mettere in pausa il progetto [il termine chiusura non è corretto poiché in qualsiasi momento un qualsiasi collettivo può rimettere mano allo stesso per dargli nuova vita] sono emerse due posizioni, entrambe comunque certe dell’importanza che Indymedia ha avuto e può avere nell’informazione dal basso e, soprattutto, libera, e favorevoli ad un rilancio [a tempo] che passi attraverso una maggiore partecipazione, a partire dalla pubblicazione di una nota/appello in colonna centrale che segnali l’emergenza. Una posizione chiedeva il congelamento del newswire, perché le forze attuali non permettono un controllo efficace nell’individuazione dei post fuori policy, per dare un segnale forte a chi utilizza lo strumento, perché un progetto che è in discussione si ritiene debba avere la coscienza di fermarsi. L’altra posizione richiedeva il normale funzionamento del newswire, pensando soprattutto alle calde ed in movimento attualità piemontesi, come la lotta NO TAV, la quotidiana questione dei CIE e le sempre attuali minacce di sgombero dei posti occupati.

Chiediamo allora a tutte e tutti, trasversalmente ad ogni realtà piemontese, di partecipare alla prossima riunione per ragionare in quali termini il progetto Indymedia Piemonte possa andare avanti, rivolgendo un appello sopratutto a tutte quelle persone che credono nell’open publishing e nell’informazione dal basso e libera. In sostanza a chi pensa che questo progetto debba continuare.

[aggiornamenti 11-11-09]

L’ultima riunione ha visto la partecipazione di nuove forze interessate a mantenere vivo il progetto. Nonostante la buona volontà di tutti, la situazione problematica non può ancora considerarsi risolta. Poiché il progetto è per tutti molto importante e dato il poco preavviso con cui è stata comunicata la riunione in questione, segno evidente dell’emergenza del collettivo, si è deciso di indire una nuova riunione. Una riunione importante per chiunque abbia a cuore il futuro di Indymedia Piemonte, dandogli impulso con idee, progetti, competenze, partecipazione attiva di punti vista e aree differenti del movimento. Oggi le frontiere della comunicazione in internet si sono dilatate e gli strumenti che i siti commerciali mettono a disposizione sono di facile accesso, potenti e seducenti. La sfida che abbiamo di fronte è quindi difficile ma importante. Servono intelligenze e saperi, serve voglia di mettersi in gioco in un progetto che – costitutivamente – scommette sulla possibilità che ciascuno, mettendosi orizzontalemente in rete, possa essere il proprio media.

[aggiornamenti 02-12-09]

Nonostante l’appello ad una partecipazione più attiva al collettivo, l’ultima riunione ha visto la partecipazione di un numero ancora troppo ristretto di persone che non sono in grado, al momento, di far fronte in maniera soddisfacente alle esigenze di gestione che il sito richiede.
Avendo appurato che anche altre realtà locali della rete italiana di Indymedia stanno affrontando le stesse difficoltà, si è deciso di mantenere attivo il progetto partecipando alla discussione nazionale per capire in che modo ripensare Indymedia.
Il newswire continuerà quindi a funzionare regolarmente, mentre la colonna centrale delle feature svilupperà le tematiche più calde apparse sul newswire.

L’appello a partecipare attivamente, non solo con la tastiera, rimane e si fa più pressante.
NON ODIARE I MEDIA, CREALI.

Indymedia Piemonte