Nonostante l’appello ad una partecipazione più attiva al collettivo, l’ultima riunione ha visto la partecipazione di un numero ancora troppo ristretto di persone che non sono in grado, al momento, di far fronte in maniera soddisfacente alle esigenze di gestione che il sito richiede.
Avendo appurato che anche altre realtà locali della rete italiana di Indymedia stanno affrontando le stesse difficoltà, si è deciso di mantenere attivo il progetto partecipando alla discussione nazionale per capire in che modo ripensare Indymedia.
Il newswire continuerà quindi a funzionare regolarmente, mentre la colonna centrale delle feature svilupperà le tematiche più calde apparse sul newswire.
L’appello a partecipare attivamente, non solo con la tastiera, rimane e si fa più pressante.
NON ODIARE I MEDIA, CREALI.
Indymedia Piemonte
*L’ultima riunione si è tenuta mercoledì 14 aprile all’Asilo Occupato*
Dall’inizio dell’autunno il collettivo di Indymedia Piemonte sta discutendo circa l’opportunità di mantenere in piedi il progetto. Allo stato attuale c’è una crisi di partecipazione, non solo amministrativa, ma anche mediattivista; essendo Indymedia lo specchio del movimento, riteniamo che la crisi si espliciti a livello di movimento e dei relativi luoghi, più o meno reali, in cui esso si manifesta. Infatti il progetto Indymedia esiste perché esistono persone che partecipano attivamente, sia nella gestione del sito che nell’introduzione di contenuti e materiali. Il mediattivismo e l’eterogeneità sono il nucleo di Indymedia. La delega dell’informazione a gruppi omogenei o a corporazioni, la povertà di dialogo ed interazione, la sua morte. Riteniamo quindi che la salvezza di Indymedia passi prima di tutto attraverso la garanzia di una pluralità di punti di vista, oltre che da un rinnovamento tecnico/tecnologico del sito.
Nella discussione sull’opportunità di mettere in pausa il progetto [il termine chiusura non è corretto poiché in qualsiasi momento un qualsiasi collettivo può rimettere mano allo stesso per dargli nuova vita] sono emerse due posizioni, entrambe comunque certe dell’importanza che Indymedia ha avuto e può avere nell’informazione dal basso e, soprattutto, libera, e favorevoli ad un rilancio [a tempo] che passi attraverso una maggiore partecipazione, a partire dalla pubblicazione di una nota/appello in colonna centrale che segnali l’emergenza. Una posizione chiedeva il congelamento del newswire, perché le forze attuali non permettono un controllo efficace nell’individuazione dei post fuori policy, per dare un segnale forte a chi utilizza lo strumento, perché un progetto che è in discussione si ritiene debba avere la coscienza di fermarsi. L’altra posizione richiedeva il normale funzionamento del newswire, pensando soprattutto alle calde ed in movimento attualità piemontesi, come la lotta NO TAV, la quotidiana questione dei CIE e le sempre attuali minacce di sgombero dei posti occupati.
Chiediamo allora a tutte e tutti, trasversalmente ad ogni realtà piemontese, di partecipare alla prossima riunione per ragionare in quali termini il progetto Indymedia Piemonte possa andare avanti, rivolgendo un appello sopratutto a tutte quelle persone che credono nell’open publishing e nell’informazione dal basso e libera. In sostanza a chi pensa che questo progetto debba continuare.
[aggiornamenti 11-11-09]
L’ultima riunione ha visto la partecipazione di nuove forze interessate a mantenere vivo il progetto. Nonostante la buona volontà di tutti, la situazione problematica non può ancora considerarsi risolta. Poiché il progetto è per tutti molto importante e dato il poco preavviso con cui è stata comunicata la riunione in questione, segno evidente dell’emergenza del collettivo, si è deciso di indire una nuova riunione. Una riunione importante per chiunque abbia a cuore il futuro di Indymedia Piemonte, dandogli impulso con idee, progetti, competenze, partecipazione attiva di punti vista e aree differenti del movimento. Oggi le frontiere della comunicazione in internet si sono dilatate e gli strumenti che i siti commerciali mettono a disposizione sono di facile accesso, potenti e seducenti. La sfida che abbiamo di fronte è quindi difficile ma importante. Servono intelligenze e saperi, serve voglia di mettersi in gioco in un progetto che – costitutivamente – scommette sulla possibilità che ciascuno, mettendosi orizzontalemente in rete, possa essere il proprio media.
[aggiornamenti 02-12-09]
Nonostante l’appello ad una partecipazione più attiva al collettivo, l’ultima riunione ha visto la partecipazione di un numero ancora troppo ristretto di persone che non sono in grado, al momento, di far fronte in maniera soddisfacente alle esigenze di gestione che il sito richiede.
Avendo appurato che anche altre realtà locali della rete italiana di Indymedia stanno affrontando le stesse difficoltà, si è deciso di mantenere attivo il progetto partecipando alla discussione nazionale per capire in che modo ripensare Indymedia.
Il newswire continuerà quindi a funzionare regolarmente, mentre la colonna centrale delle feature svilupperà le tematiche più calde apparse sul newswire.
L’appello a partecipare attivamente, non solo con la tastiera, rimane e si fa più pressante.
NON ODIARE I MEDIA, CREALI.
Indymedia Piemonte

51 commenti
Con così poco preavviso?
Un argomento così interessante e importante lo discutete dopodomani? E i compagni che vengono da fuori come fanno ad organizzarsi?
Perchè nn avete fatto riunione nel nuovo posto occupato? Ci poteva essere l’occasione di portare solidarietà attiva…
Ma proprio ora !
Ma proprio ora pensate di chiudere o fermare il lavoro, nel vostro territorio c’è un crescendo di consensi nella lotta contro i CIE, c’è la questione degli sgomberi dei posti occupati, il caso thyssenkrup che secondo me fareste bene a seguirlo da vicino, la lotta NO TAV che è fondamentale da documentare…. Un consiglio che posso darvi è quello di farsi conoscere non solo con le assemblee, ma anche con banchetti, o serate a tema…. è una voce fondamentale per le lotte cercate di portarla avanti…
Saluti da Roma
ma dove?
Ma dove stanno aumentando i consensi? Sono in calo verticale.
I CIE non se li incula nessuna, l’altro giorno vicino al Lostile ho visto un gruppo di anziani della zona dire “ci mancava solo sta merdata”, con la mediaglia d’oro della resistenza in molti ci vorremmo sfamare e avere una vita dignitosa ma è aria fritta.
La futura chiusura di Indy Piemonte è il primo passo verso un disgregamento di realtà i cui progetti sono ufficialmente morti.
NO AL DISFATTISMO
Va sempre bene criticare, ma una critica per essere credibile
deve saper cogliere sia gli aspetti negativi che gli aspetti positivi, altrimenti è una critica
distruttiva, a senso unico.
Per quanto riguarda le varie realtà di lotta, coloro che sostengono che tutto “sta andando in malora” dovrebbero riflettere sulla linea portata avanti da loro, capire cosa non va, e cercare di “aggiustare la rotta”.
La lotta contro i CIE è una lotta che per essere portata avanti richiede un livello di coscienza, generosità, volontà molto molto elevate, è difficile riuscire a coinvolgere “persone che non sono direttamente coinvolte”, anche perchè sembra un problema lontano dovrebbero forse puntare sul “riavvicinarsi”. Il vero motore di ogni lotta, l’energia, parte sempre dal conflitto, dal bisogno primario. Per questo i veri “lottatori dei CIE” potranno essere solo coloro che sono dentro o che vi sono vicini. Lo stesso vale per altre realtà: operai, precari, studenti, ecc..
L’aggravarsi della crisi sta liberando sempre più “forze in campo”, il conflitto sta crescendo, dire che i movimenti di lotta stanno “andando a putt..e” significa non essere in grado di individuare cosa si sta sbagliando, perchè il conflitto c’è, eccome.
Per quanto riguarda Indy esso è assolutamente da portare avanti, e credo che le maggiori realtà che sono interessate a farne uso dovrebbero dare il loro contributo.
Per lo stufo
Caro stufo, dovresti imparare a inserirti meglio nel discorso se vuoi seminare zizzania, alle cazzate che spari non crede nessuno.
Da giorni siamo all’ostile, e mai avuti consensi popolari come in questa occupazione. Dal bar vicino che tiene di più aperto (per offrire caffè caldi agli occupanti e solidali) ai signori che si fermano e dicono: Uau, sono quaranta anni che vivo a Torino, venti in questo quartiere e NON ho mai visto questo stabile aperto, avete fatto bene!
Quindi, ora che ci hai dimostrato che non sei mai passato per le case occupate o che l’hai fatto in passato ed ora ne sei stato cacciato, cercati un altro sito di riferimento, come: ladestra.info, progettoorino.org, arci.net, leganord.it, polizia.merd, carabicchieri.schif, guartdiadisfigana.vomit o diocesicristiana.dio
Per lo stufato
Io abito li in zona, persino troppo in zona. Piazza Crispi.
Sei stato bravo ad inventare le dichiarazioni degli abitanti del quaritere! Io continuo solo a sentire “ci mancava solo questa”. E il bar li vicino? Beh, visti i recenti avvenimenti (prova a chiedere quante sparatorie e quanti omicidi sono avvenuti li dentro negli ultimi 10 anni), io dico che rimane aperto perchè si fa qualche euro in più, non per nobili fini filantropici.
PS: che cazzo di gente vedete? E’ 40 anni che abita li ma quello stabile è 1. privato 2. chiuso da pochi anni.
Per quello di prima
Siamo in due ad abitare in zona ;p
E il signore che ci ha rilasciato “questa dichiarazione” è un tuo vicino!!!! Fai attenzione quindi nel tuo palazzo non tutti la pensano come te!
Insomma, dipende con chi si parla, se con xenofobifascistirassegnati o con persone che ancora provano a liberarsi e liberare.
Otto anni di abbandono sono pochi anni? Secondo me ti conviene informarti prima di sparare sentenze o alla fine ti fai solo figuracce!!!
Ci vediamo questa sera, ti vengo a suonare.
DOMANDA
MA VI FA CHIUDERE LA QUESTURA?
NO, PERCHE’ NON MI SEMBRA UNA GRAN MOSSA.
SI FA SOLO IL GIOCO DEL POTERE.
BAH?
In effetti
In effetti è vero, si parla in maniera spropositata di giornali di regime e del potere, e al contrario (da parte dei padroni) di sgomberare e censurare, e noi cosa facciamo…. ci chiudiamo da soli ! Stasera sarò all’assemblea per dire la stessa cosa (in modo più completo:))… saluti
indy è indispensabile
Per me, noi, indy è uno strumento quasi indispensabile. E’ grazie alla sua agenda che abbiamo conosciuto e partecipato agli eventi del movimento. La sua chiusura o sospensione sarebbe un colpo terribile.
Ovvio che nulla è perfetto, altrettanto ovvio è che essendo un semplice fruitore non conosco le dinamiche interne e quelli che possono essere motivi di disaffezione.
Vi offro quel che posso, abito in provincia e non ho capacità informatiche: un aiuto economico, di cuore. Ditemi come posso fare.
Grazie per il prezioso aiuto che avete dato a me e ad altri permettendoci di conoscere e partecipare agli eventi del movimento.
Partecipazione
C’è una cosa importante che credo, dai commenti, non è stata capita dall’articolo: indy è in crisi per mancanza di partecipazione. è questo il punto centrale.
E’ vero che è stata annunciata la riunone con poco anticipo, infatti il problema è stato la lentezza nel scrivere e partecipare in lista in tempi brevi (essatamente questo è uno dei problemi principali di indy piemonte, secondo me). Torinamo sempre allo stesso punto: manca gente per protare il progetto avanti.
x kilia
Ma se come dici c’è mancanza di partecipazione, che tiene su il sito attualmente?
Dato che funziona discretamente.
Poi, perchè ci mettete tanto tempo, come scrive te, a pubblicare un annuncio così importante come l’imminente suicidio del sito, perchè siete lenti nel discutere?
Se ci sei solo te, dovresti fare in fretta a decidere!
Comunque grazie kilia per quello che hai fatto, e spero ancora farai, per la gestione di indymedia piemonte.
Io questa sera proprio non posso venire alla riunione, poi cominque non avrei ne tempo ne capacita ne voglia di dare una mano; però spero che venga tanta gente e che tu non debba più lavorare da solo.
Un po’ ti capisco, ti senti isolato e gestisci da solo (o quasi da quello ho capito) uno strumento utilissimo e prezioso; però trovo aberrante che indymedia piemonte chiuda, anche solo temporaneamente in attesa che qualche anima pia voglia darti una mano.
Mah
Mi permetto di rispondere a qualche perplessità, lo faccio perchè, come è facile anche vedere negli archivi della lista, io sono uno dei principali fautori della “chiusura”.
Prima di tutto non è di chiusura che si parla, ma di sospensione: non si tratta di fine delle attività ma di sospensione fino a tempi migliori, nel
senso che l’idea non è che il collettivo muoia ma che si sbatta per trovare partecipazione e alternative, in maniera da tornare con più energie e più eterogeneo.
Inoltre, in riferimento al commento di cui sopra, rispondo ad un paio di cose:
> Ma se come dici c’è mancanza di partecipazione, che tiene su il sito attualmente?
Indymedia non è un sito, è un progetto di comunicazione che usa come strumento principale il sito. Il sito è su un computer che lo fa funzionare, anche se tutti noi morissimo domani il sito continuerebbe a funzionare. Ecco perchè funziona. Il fatto che una volta al mese qualcuno si ricordi di scrivere due righe in colonna centrale non è garanzia né di funzionamento, né di eterogeneità nelle opinioni che si confrontano, né infine di collaborazione interna.
> Poi, perchè ci mettete tanto tempo, come scrive te, a pubblicare un annuncio così importante come l’imminente suicidio del sito, perchè siete lenti nel discutere?
A parte che non c’è solo kilia, ma mi pare che ci sia una vena ironica, il punto è che chi c’è ha pochissime energie, per cui a volte qualcuno scrive qualcosa e attende invano dei feedback, perchè altrimenti finisce che scrive, corregge e pubblica, tutto da solo, e questo è errato. Per cui si aspettano risposte, anche su questioni così importanti, e non arrivano o arrivano lente, oppure rimangono scambi fra due persone.
> però trovo aberrante che indymedia piemonte chiuda, anche solo temporaneamente in attesa che qualche anima pia voglia darti una mano.
Per quello che credo io se almeno una piccola percentuale di chi lo trova aberrante si sbattesse non vi sarebbe bisogno di nessuna sospensione.
Le altre mie opinioni le potete leggere negli archivi della mailing list.
Lex
Intanto quelli che gestiscono il sito invece di non fare un cazzo e guardarsi il post centrale per 20gg, postassero le news. Basta poco sapete? google search fascisti antifascisti leggere i giornali le riviste i blog dei movimenti. LA MANNA NON VIENE DAL CIELO!
E poi questo post è un calcio in mezzo alle palle fate vedere ai fascisti che siamo sconfitti. Queste cose si discutono in altre sedi!
Contro i fancazzisti!
a torino c’è la fiat e gli agnelli e voi non avete un cazzo da dire? ma andate a cagare !
Saresti sciocchi a chiudere
Come sopra sareste sciocchi a chiudere…davvero..io sono una persona che – come vedete non appartiene a organizzazioni o gruppi politici,una persona con principi di destra,davvero,padre militare,famiglia di origine da sempre nel servizio pubblico piccoli proprietari terrieri,semiborghesi,ho avuto anche un bisnonno maresciallo dell’arma ( che è tutto dire!) ..Insomma Lo stato è la nostra ragiond’etre…lo statoil regno,la Repubblica…
Io ho principi di destra e cultura di sinistra…non vado dietro questi pazzi barbari distruttori. Andate avanti..c’è tempo per deporre le armi.
viva l’informazione Informazione libera
Io come collaboratore di indy Milano non posso che esprimermi contro la chiusura del nodo piemontese, questo è vero, ma è altrettanto vero che per tenere in piedi un progetto simile bisogna non solo solidarizzare a parole, ma nei fatti, bisogna fare in modo di avere piu’ collaborazione sia reale che virtuale, da parte mia nel nodo della lombardia dedico molto tempo al progetto, di conseguenza non posso dire che sia proprio una passeggiata, ma se si considera l’importanza del nostro e vostro lavoro, il tempo e l’impegno che ci mettete perde di esistere e preoccuparci ! buon lavoro e viva l’informazione LIBERA e AUTOGESTITA !
ah beh allora
“Intanto quelli che gestiscono il sito invece di non fare un cazzo e guardarsi il post centrale per 20gg”
se questo è l’atteggiamento per me il sito può chiudere domani.
dimostra solo che non avete capito come funziona indy: “chi gestisce il sito” invece dovrebbe proprio non fare un cazzo di altro se non “gestire il sito”. la produzione di contenuti e la collaborazione per la sopravvivenza deve arrivare da chi è interessato proprio ad un sito come questo, libero ed aperto.
se tutta la collaborazione si limita alle pretese o ai supposti non fare un cazzo (e ce ne sarebbe sul valutare cosa vuol dire “non fare un cazzo”, magari fossimo tutti ventenni mantenuti) direi che il sito è inutile.
idem per la questione di come si creano i contenuti: dobbiamo tenere aperto un sito i cui contenuti vengono presi tramite una ricerca di google? questi sarebbero i contenuti che indymedia dovrebbe ospitare? i repost degli articoli di repubblica?
ma per favore.
e poi ci si chiede come mai non ci sono molte energie e voglie per andare avanti.
NON POTETE CHIUDERE !
No!
Non potete chiudere!
E noi come facciamo.
I Vostri affezzionati amici: Digos.
Dai ho incaricato tre persone a venirvi a dare una mano, non potete chiudere, non ci pagano più lo straordinario.
Comunque si potrebbe continuare
Comunque mentre voi litigate fra’ di voi, potreste continuare ad aggiornare le notizie in colonna centrale con tutto quello che si potrebbe trattare, dagli sgomberi precedenti ed imminenti, fino alle ultime occupazioni, il movimento NO TAV che stà riprendendo il suo cammino, il caso thyssenkrupp ecc…. non sò perche’ questa assenza volontaria, quando nel NW si lavora discretamente, e da tanti spunti per nuovi e ampi argomenti…. comunque domani credo di esserci… ci vediamo
a Roma invece le cose vanno così:
http://roma.indymedia.org/node/14917
evvualà
che aspettiamo a chiudere e rifare un’unica indymedia nazionale? Almeno le poche forze che avevamo riuscivano a tenere in piedi, seppure a fatica e con tutti gli scazzi del caso, un qualcosa di meno dispersivo. L’aggregatore, la balcanizzazione… E’ un esperimento che non ha funzionato. L’onestà intellettuale per chiudere una volta l’abbiamo avuta, facciamo un ulteriore sforzo: chiudiamo questo esperimento fallito e ripensiamo un’indy nazionale, unica.
solidarieta’
che s’ha da fare per contribuire ? al di la che uno lavora si potrebbero cercare spazi, ma è anche questione di conoscienza tecnologica. Comunque concordo con chi dice che dei problemi si parla vis a vis. Solo info e non piagnistei disfattisti. Solidarieta’ !!! Perchè stoppare in un momento simile ??? in più chi è contro le okkupazioni può anche fottersi…La grecia insegna…
CHIUDETE: IL PARADISO VI ASPETTA
O mediattivisti romani, talebani, indiani, padani… gli amici vostri, i preti, quelli come Don Ciotti, vi hanno insegnato che nell’aldilà esiste un luogo chiamato purgatorio dove ‘le anime di coloro, che sono morti in Grazia, ma con imperfezioni o peccati veniali o pene temporali da scontare per i peccati gravi rimessi, espiano e si purificano prima di salire in paradiso’ (Enciclopedia Cattolica, vol. 10, 330). Ecco, essendo IO DIO vi dico, vi risparmierò tutto questo in esclusiva per il periodo natalizio, solo per voi attivisti di indymedia, un buono omaggio, o pagabile in comode rate, per il PARADISO; basta che chiudete subito. MA SUBITO !. Perchè mi avete rotto le palle…. Allora vi dico ma come fanno i preti a sostenere il purgatorio con le sacre Scritture? Principalmente mediante queste parole di Paolo: “Io, secondo la grazia di Dio che m’è stata data, come savio architetto, ho posto il fondamento; altri vi edifica sopra. Ma badi ciascuno com’egli vi edifica sopra; poiché nessuno può porre altro fondamento che quello già posto, cioè Cristo Gesù. Ora, se uno edifica su questo fondamento oro, argento, pietre di valore, legno, fieno, paglia, l’opera d’ognuno sarà manifestata, perché il giorno di Cristo la paleserà; poiché quel giorno ha da apparire qual fuoco; e il fuoco farà la prova di quel che sia l’opera di ciascuno. Se l’opera che uno ha edificata sul fondamento sussiste, ei ne riceverà ricompensa; se l’opera sua sarà arsa, ei ne avrà il danno; ma egli stesso sarà salvo; però come attraverso il fuoco” (1 Cor. 3:10-15). Secondo i preti questo “sarà salvo, però come attraverso il fuoco” significa che il giusto dopo avere penato nel purgatorio per un certo tempo, sarà salvato nel paradiso di Dio, perché il fuoco purificatore lo avrà purificato da ogni residuo di peccato.
In relazione al purgatorio vi viene insegnato anche il suffragio dei vivi per i morti infatti il vostro catechismo che per inciso è lo stesso che vi insegnava Don Ciotti, dice: ‘Possiamo soccorrere e anche liberare le anime dalle pene del Purgatorio con i suffragi ossia con preghiere, indulgenze, elemosine ed altre opere buone, e sopra tutto con la santa Messa (…) Il frutto di queste opere, applicato alle anime del Purgatorio, prende il nome di suffragio, perché suffraga, cioè allieva le pene delle anime del Purgatorio e ne affretta la liberazione’. In altre parole, vi viene detto che con le preghiere, le elemosine, le indulgenze, le opere buone e soprattutto con la messa voi potete concorrere a pagare i debiti che le anime dei defunti devono espiare in purgatorio. A sostegno di questo cosiddetto suffragio, i preti prendono il seguente passo dei Maccabei dove è detto che Giuda Maccabeo fece offrire un sacrificio per i peccati di alcuni Giudei morti in battaglia (sotto le cui tuniche erano state ritrovati degli ‘oggetti sacri agli idoli di Iamnia’): ‘Per questo egli fece compiere il sacrificio di espiazione per quelli che erano morti, affinché fossero assolti dal peccato’ (2 Maccabei 12: 45). Con tutta probabilità questo insegnamento sul purgatorio vi tranquillizza perché pensate che anche dopo morti voi potrete essere purificati dai vostri peccati ed accedere dopo questa purificazione in paradiso.
Ma sappiate, o mediattivisti, che tutto ciò che vi insegnano i preti a proposito del purgatorio è FALSO, lo ripeto, FALSO, perché Gesù Cristo nel suo insegnamento non ha mai lasciato intravedere che per coloro che muoiono oltre al paradiso e all’inferno ci sia un terzo luogo, ossia una via di mezzo tra i due, infatti egli ha detto: “Entrate per la porta stretta, poiché larga é la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entran per essa. Stretta invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che la trovano” (Matt. 7:13,14).
Dunque ci sono solo due luoghi di destinazione per le anime degli uomini dopo che muoiono, e sono la perdizione ossia l’INFERNO e la vita ossia il PARADISO. All’inferno vanno tutti coloro che muoiono nei loro peccati, perduti; mentre in paradiso vanno coloro che si sono pentiti dei loro peccati ed hanno creduto in Gesù Cristo, in me, ho hanno ricevuto il mio “special-bonus”, mio figlio vi ha purificati con il suo sangue da tutti i vostri peccati.
Il paradiso è un luogo meraviglioso che si trova al terzo piano scala destra vicino al cesso, la cui bellezza le labbra umane non possono descrivere appieno, non provateci che vi fulmino! In esso si trovano il trono di Dio e quello dell’Agnello alla sua destra, e gli angeli del Signore che mi lodano del continuo assieme a tutte le anime dei giusti. Per coloro che muoiono in Cristo, cioè riconciliati con me, l’entrata in questo meraviglioso luogo segue di pochissimi attimi la morte. In questo luogo celeste le anime dei giusti rimarranno in attesa della resurrezione che per loro avrà luogo al ritorno di Gesù Cristo dal cielo. E noi, o Cattolici, siamo tra coloro che vi entreranno. Voi direte: ‘Ma come fate ad essere così sicuri che quando morirete andrete subito in paradiso?’ Lo siamo perché siamo stati cosparsi con il sangue di Gesù secondo che è scritto che siamo stati eletti anche “ad esser cosparsi del sangue di Gesù Cristo” (1 Piet. 1:2), e siamo stati purgati da tutti i nostri peccati mediante il sangue di Cristo Gesù secondo che é scritto che egli “ci ha lavati dai nostri peccati col suo sangue” (Ap. 1:5). Ed oltre a ciò perché come dice Giovanni “se camminiamo nella luce, com’Egli é nella luce, abbiam comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù, suo Figliuolo, ci purifica da ogni peccato” (1 Giov. 1:7). Ecco perché abbiamo la certezza di essere salvati e di avere la vita eterna e che quando morremo andremo subito in paradiso, senza fare sosta alcuna in nessun purgatorio, perché i nostri vecchi peccati ci sono stati purgati appieno col sangue di Cristo, e i nostri peccati che confessiamo al Signore ci vengono purgati appieno sempre dal sangue di Cristo. ‘Ma questa è presunzione!’ direte a questo punto. Affatto, perché ci sono diverse Scritture che attestano chiaramente che coloro che muoiono in Cristo vanno ad abitare subito in cielo con Gesù. Le anime di coloro che erano stati uccisi per la Parola di Dio che Giovanni vide, erano sotto l’altare in cielo davanti al trono di Dio; ecco infatti come si esprime Giovanni: “Io vidi sotto l’altare le anime di quelli ch’erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che aveano resa…” (Ap. 6:9). Paolo disse che per lui la morte era guadagno infatti lui aveva il desiderio di partire e d’essere con Cristo perché era cosa di gran lunga migliore. Ecco le sue parole: “Poiché per me il vivere è Cristo, e il morire guadagno… Io sono stretto dai due lati: ho il desiderio di partire e d’esser con Cristo, perché è cosa di gran lunga migliore” (Fil. 1:21,23). Di certo se l’apostolo avesse dovuto andarsene prima in un purgatorio a soffrire pene atroci non avrebbe considerato la sua morte un guadagno ma una perdita. E sempre Paolo disse ai Corinzi che lui e i suoi collaboratori erano pieni di fiducia e avevano molto più caro di partire dal corpo e d’abitare col Signore: “Ma siamo pieni di fiducia e abbiamo molto più caro di partire dal corpo e d’abitare col Signore” (2 Cor. 5:8). Ma ditemi: come avrebbero potuto quegli uomini desiderare così tanto la dipartenza dal loro corpo se avessero creduto in un purgatorio dove andare ad espiarvi mediante atroci sofferenze dei loro debiti insoluti? Questo sta a dimostrare che essi non credevano per nulla nel purgatorio. Nel libro dell’Apocalisse si legge: “E udii una voce dal cielo che diceva: Scrivi: Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essendo che si riposano dalle loro fatiche, poiché le loro opere li seguono” (Ap. 14:13). Quindi lo Spirito della verità attesta che coloro che muoiono nella grazia sono beati perché si riposano dalle loro fatiche in cielo. Questo esclude che essi si trovino in un purgatorio ad espiare dei loro debiti mediante delle sofferenze atroci di poco inferiori a quelle dell’inferno; perché in questo caso non sarebbero più felici ma bensì infelici perché invece che riposarsi dalle loro fatiche starebbero soffrendo pene atroci per punizione dei loro debiti. Ma purtroppo esiste anche lo spirito dell’errore in questo mondo ed esso dice che per i morti in Cristo c’è un purgatorio dopo la morte.
Ma vediamo ora di parlare dell’inferno e di chi ci va. L’inferno è un luogo di tormenti che si trova nel cuore della terra, e dove arde un fuoco non attizzato da mano d’uomo (cfr. Luca 16:23-31). E’ un luogo tenebroso dove le anime dei peccatori scendono in pochi attimi dopo che essi muoiono e dove vi rimangono – in mezzo a terribili sofferenze che producono un continuo pianto e stridore dei denti – in attesa del giorno del giudizio (cfr. Giov. 5:29; Dan. 12:2; Ap. 20:12-15) quando essi risusciteranno per essere giudicati secondo le loro opere e scaraventati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo che è il luogo definitivo dove passeranno l’infame e penosa eternità. Per loro non rimane più alcuna speranza secondo che é scritto: “Quale speranza rimane mai all’empio quando Iddio gli toglie, gli rapisce l’anima?” (Giob. 27:8), ed anche: “E’ stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio” (Ebr. 9:27), ed ancora: “Gli empi se n’andranno al soggiorno de’ morti” (Sal. 9:17; cfr. Luca 16:22-31; Is. 5:14). E voi, o Cattolici, siete proprio tra coloro che stanno andando in questo terribile luogo di tormento. Lo so che vi è stato detto che Dio è così misericordioso che alla fine vi salverà nel suo paradiso celeste dopo che avrete sostato per un po’ di tempo nel purgatorio per espiare i vostri residui di colpa personali, ma ciò non è vero perché Dio oltre che misericordioso è giusto e dice nella sua Parola che non terrà i peccatori per innocenti ma li condannerà ad una eterna infamia.
Voi direte: ‘Ma allora noi siamo dei peccatori perduti senza alcuna speranza di essere salvati una volta morti, anche se magari abbiamo fatto pochi e ‘leggeri’ peccati?’ Sì, proprio così, perché davanti a Dio tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio (cfr. Rom. 3:23), non importa quanto hanno peccato e di quali peccati si sono resi colpevoli. Quello che vi aspetta dunque è l’inferno prima, poi il giudizio in quel giorno e la condanna eterna nello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove sarete gettati dopo il giudizio. E’ terribile quello che vi aspetta, non ci sono parole umane adeguate per descriverlo.
Ma forse adesso voi mi direte: ‘Ma noi andiamo a confessarci regolarmente al prete e lui ci rimette i peccati ‘mortali’, perché mai dunque Dio dovrebbe mandarci all’inferno?’ La confessione che voi andate a fare al prete NON VALE NULLA davanti a Dio, è come se voi non la faceste infatti quei peccati che voi andate a confessare al prete sono tuttora attaccati alla vostra coscienza perché il prete non ha nessuna autorità divina per toglierveli. Solo Dio mediante il sangue di Gesù Cristo può rimettervi quei peccati, non un uomo. Siete stati ingannati dunque e questo inganno costa l’eternità a chi lo subisce. Se dunque continuate a dare retta alle parole menzognere del prete vi ritroverete nelle fiamme dell’inferno. Per farvi un esempio terreno, è come se qualcuno vi dicesse che ha ricevuto la delega da parte di un ricco a cui voi dovete miliardi di lire di debito di rimettervi quel debito per intero, e un giorno dopo che vi siete fidati di lui vi ritrovate ancora il debito da pagare; ma la cosa peggiore di tutte è che quel debito voi lo potevate avere realmente rimesso se vi foste rivolti entro un certo tempo a chi poteva veramente rimettervelo, e cioè al figlio del ricco che aveva veramente il potere di rimettere quel vostro debito che avevate nei confronti di suo padre; bastava che glielo chiedevate e lui ve lo avrebbe concesso gratuitamente. Dunque se vi foste rivolti al figlio avreste finito di essere debitori, mentre rivolgendovi al falso delegato alla fine vi ritroverete con lo stesso debito, ma allora sarà troppo tardi.
Che dovete fare dunque per avere tutti i vostri peccati rimessi e scampare così alle fiamme dell’inferno? Dovete nascere di nuovo ossia sperimentare la nuova nascita di cui ha parlato Gesù quando disse: “Bisogna che nasciate di nuovo” (Giov. 3:7) ed ancora: “In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Giov. 3:5). Questa nuova nascita si sperimenta quando ci si riconosce dei peccatori davanti a Dio e ci si pente dei propri peccati con un cuore rotto e uno spirito contrito e si crede nel nome del Figliuolo di Dio, Gesù Cristo. Nel momento in cui si fa questo ci si sente nascere di nuovo perché i propri peccati vengono all’istante cancellati dalla propria coscienza dal sangue di Gesù Cristo e ci si sente delle nuove creature. In altre parole si viene rigenerati spiritualmente, rinnovati, tanto che si può dire assieme a Paolo: “Non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” (Gal. 2:20).
Allora e solo allora si può dire di essere IN CRISTO, ossia dei Cristiani, perché secondo la Scrittura: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove” (2 Cor. 5:17). Ed in Cristo non c’è più condanna perché Paolo ha detto ai Romani: “Non v’é dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù” (Rom. 8:1). Quindi se per coloro che sono in Cristo non v’é nessuna condanna non vi pare che sia contraddittorio pensare che dopo morti prima di entrare nel regno di Dio essi avranno bisogno di andarsene in un purgatorio a soddisfare i debiti che gli rimangono verso la giustizia di Dio? Non vi pare che questo sarebbe un controsenso dato che nel purgatorio, secondo il catechismo romano, si va per essere condannati, quantunque per un tempo e non per sempre, a delle pene atroci per espiare i debiti contratti verso Dio? Ma a proposito di questi cosiddetti debiti che la curia romana afferma che si devono espiare in purgatorio noi diciamo: ‘Ma se, secondo la Scrittura, Dio cancella all’uomo che va a lui a confessargli i suoi peccati sia i peccati che la pena eterna che egli merita non è diabolico affermare che egli deve andare dopo morto ad espiarli in un luogo di sofferenza?’ Certo che lo è. Ma non per i preti che accecati dal diavolo prendono piacere ad insegnare cose contrarie alla sana dottrina. Affermare che una persona giustificata da Dio quando muore deve passare dal purgatorio per scontare i debiti contratti verso la giustizia di Dio è lo stesso che dire che un condannato alla pena dell’ergastolo se viene graziato e gli viene cancellata la sua pena, deve continuare a rimanere lo stesso in prigione per alcuni anni a soffrire per espiare le sue colpe dopodiché potrà uscire dal carcere! No, non è come dicono i vostri preti, perché la sacra Scrittura insegna che al peccatore quando gli vengono rimessi tutti i suoi peccati gli viene annullata la pena eterna e non gli resta da pagare alcuna colpa né in questo mondo e neppure in quello a venire perché Cristo ha pagato tutto il prezzo del riscatto dell’anima sua.
Per coloro che sono stati giustificati per il sangue di Cristo non rimangono più debiti da pagare perché Cristo sulla croce ha espiato tutti i loro debiti e noi siamo per la grazia di Dio tra di essi. Sappiamo bene che il concilio di Trento ha lanciato la seguente maledizione contro coloro che affermano questo (contro di noi dunque): ‘Se qualcuno afferma che, dopo avere ricevuto la grazia della giustificazione, a qualsiasi peccatore pentito viene rimessa la colpa e cancellato il debito della pena eterna in modo tale che non gli rimanga alcun debito di pena temporale da scontare sia in questo mondo sia nel futuro in purgatorio, prima che possa essergli aperto l’ingresso al regno dei cieli: sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. VI, can. 30). Ma questo è l’ennesimo anatema del concilio tridentino che ricade sulla testa di tutti coloro che lo sottoscrivono e lo proclamano. Noi sappiamo in chi abbiamo creduto e siamo persuasi che colui che ci ha lavato dai nostri peccati e ci ha fatto la promessa della vita eterna non può avere mentito. Continueremo a gloriarci nel Signore a motivo del totale purgamento dei nostri vecchi peccati operato dal sangue di Cristo, ed a motivo della vita eterna che egli ci ha donato nella sua grazia; lancino pure i loro anatemi i concilii, noi crediamo nella Parola di Dio che attesta che quando i giusti (ossia i giustificati per la grazia di Dio) muoiono vanno subito in paradiso con il Signore Gesù, perché hanno le loro vesti nettate appieno dal sangue dell’Agnello. A Cristo Gesù sia la gloria ora e in eterno. Amen.
La spiegazione delle parole di Paolo
Paolo disse ai Corinzi: “Io, secondo la grazia di Dio che m’è stata data, come savio architetto, ho posto il fondamento; altri vi edifica sopra. Ma badi ciascuno com’egli vi edifica sopra; poiché nessuno può porre altro fondamento che quello già posto, cioè Cristo Gesù. Ora, se uno edifica su questo fondamento oro, argento, pietre di valore, legno, fieno, paglia, l’opera d’ognuno sarà manifestata, perché il giorno di Cristo la paleserà; poiché quel giorno ha da apparire qual fuoco; e il fuoco farà la prova di quel che sia l’opera di ciascuno. Se l’opera che uno ha edificata sul fondamento sussiste, ei ne riceverà ricompensa; se l’opera sua sarà arsa, ei ne avrà il danno; ma egli stesso sarà salvo; però come attraverso il fuoco” (1 Cor. 3:10-15). Ora, come abbiamo visto secondo i preti questo “sarà salvo, però come attraverso il fuoco” significa che il giusto dopo avere penato nel purgatorio per un certo tempo, sarà salvato nel paradiso di Dio, perché il fuoco purificatore lo avrà purificato da ogni residuo di peccato. Ma queste parole di Paolo non si riferiscono affatto ad un fuoco purificatore esistente in qualche luogo del mondo invisibile dove le anime degli uomini vanno per essere purificati dai loro peccati per potere poi accedere al paradiso, ma al fuoco del giorno di Cristo il che é un’altra cosa. Diamo la spiegazione di queste parole di Paolo. L’apostolo aveva predicato il Cristo a Corinto e molti in seguito alla sua predicazione credettero nel Signore, dopodiché furono battezzati. Fu lui quindi a porre il fondamento (Cristo Gesù) di quella casa spirituale (la chiesa) di Corinto. Ma dopo di lui a Corinto erano giunti altri che avevano predicato ed insegnato, ossia che avevano edificato del materiale sul fondamento da lui posto. E lui a questo proposito dice a ciascuno di badare a come edifica sopra il fondamento perché innanzi tutto nessuno può togliere il fondamento che è Cristo Gesù per mettergliene un altro; e poi perché nel giorno di Cristo sarà ricompensata solo la fatica impiegata per edificare oro, argento e pietre di valore (dottrine vere) perché queste cose alla prova del fuoco rimarranno; mentre la fatica impiegata per edificare legno fieno, e paglia (dottrine strane) non sarà premiata perché questo materiale sarà bruciato all’impatto del fuoco, e colui che ha edificato questo materiale vano sarà salvato, però come attraverso il fuoco. In conclusione, nel giorno di Cristo il fuoco farà la prova di quello che un credente ha edificato, e tutto ciò che di buono e di giusto egli ha detto e fatto sussisterà ed otterrà la sua ricompensa, mentre ciò che é senza valore e che lui ha edificato sarà bruciato dal fuoco e per esso non otterrà nessuna ricompensa. Lui passerà come attraverso il fuoco, ma sarà salvato.
Il suffragio
Ovviamente, la Scrittura, negando il purgatorio, nega pure ogni suffragio in favore di coloro che i preti dicono essere là ad espiare i loro debiti, quindi il suffragio va rigettato essendo un’impostura legata ad un altra impostura (vale a dire il purgatorio). Ma ammettiamo pure per un momento che il purgatorio papista esista; non hanno mai letto i preti che “ciascuno porterà il suo proprio carico” (Gal 6:5) e che nessuno “può in alcun modo redimere il fratello, né dare a Dio il prezzo del riscatto d’esso” (Sal. 49:7)? Come possono quindi essi insegnare che i vivi possono in qualche maniera offrire a Dio un sacrificio espiatorio per i morti che sono nel purgatorio? e quale sarebbe poi questo sacrificio? La messa. Ma se già per i vivi la messa non costituisce per nulla un sacrificio propiziatorio come potrà esserlo per i morti? L’unico sacrificio propiziatorio che ha valore è quello compiuto da Gesù Cristo quando offrì se stesso sulla croce per i nostri peccati; ed esso è stato compiuto una volta per sempre e quindi è irripetibile. Ed oltre a ciò esso può giovare solo ai vivi, nel senso che ne possono beneficiare solo i viventi, per coloro infatti che lo accettano c’è la remissione dei peccati assicurata per l’eternità. Ma quanto a coloro che sono morti nei loro peccati questo sacrificio non può più in alcun modo servire essendo scaduto per loro il tempo in cui potevano credere in esso ed essere così perdonati. Essi morranno nei loro peccati e con i loro peccati e per essi dovranno soffrire per l’eternità. Nessun cosiddetto sacrificio espiatorio (che sia la messa, o un elemosina, o altro) offerto a pro di essi da coloro che sono rimasti sulla terra potrà giammai servirgli perché Dio non ne terrà in nessun conto. Che dire allora delle parole prese dai preti dal libro dei Maccabei in favore del suffragio papista? Diciamo le seguenti cose. Innanzi tutto va detto che i libri dei Maccabei non sono Scrittura ispirata da Dio quantunque figurino nel canone delle Bibbie cattoliche e perciò è errato prendere quei passi a sostegno del suffragio per i morti. Poi va detto che per quel che concerne il sacrificio fatto offrire da Giuda Maccabeo, nella legge di Mosè non vi erano dei sacrifici da offrire per i peccati dei morti, quindi quand’anche Giuda abbia fatto quel gesto egli non si è attenuto alla legge dei suoi padri. Il che rende nullo il suo gesto perché non prescritto dalla legge di Mosè data da Dio al suo popolo. E quindi i preti prendono a sostegno del loro suffragio niente di meno che un gesto senza valore di un Giudeo. Termino dicendo che questo suffragio riesce a fare solo una cosa, ad arricchire i preti e tutta la curia romana perché le messe da offrire per i defunti voi le dovete pagare (o meglio, dovete fare delle offerte per esse). Invece io vi propongo una formula all-inclusive, gratis se chiudete subito.
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L’uomo come malattia del pianeta. Niente di nuovo sotto il sole. Recentemente la Gran Bretagna ha dedicato un francobollo commemorativo a Marie Stopes, detto tutto. Dalla Stopes alla Deep Ecology, dalla Chiesa dell’Eutanasia alla Chiesa di Satana, la disumanizzazione è ormai in atto. Ho citato la Church of Satan, fondata da A. LaVey nel 1966, perché definisce l’uomo «l’animale più vizioso di tutti», inneggia alla «legge della giungla» e invoca un «bagno di sangue rituale», cioè un bel flagello naturale che stermini qualche miliardo di esseri umani, rei di «sporcare e degradare la Madre Terra». Per chi non lo sapesse, Marie Stopes diseredò il figlio perché non aveva rinunciato a sposare, contro la volontà materna, una donna miope, rischiando così di procreare figli “geneticamente difettosi”. Forse la Gran Bretagna avrebbe dovuto dedicarlo a lui il francobollo commemorativo. Nel commento sopra ho citato la più importante e influente organizzazione satanista perché già nel 1966 essa proclamava che non vi è differenza tra l’uomo e gli animali, anzi, se una differenza c’è è a svantaggio dell’uomo. Volevo far notare le impressionanti somiglianze tra il satanismo e la Deep Ecology. Satanisti ed estremisti dell’ecologismo hanno scopi simili: puntano alla decostruzione dell’umanesimo e sognano un mondo in cui gli esseri umani siano pochi, puliti, geneticamente perfetti e la natura selvaggia regni sovrana. Un mondo disumano, un «incubo verde», come è stato definito
A quando quindi?
Avete fatto riunione il 2 dicembre e qui niente aggiornamenti se non l’appuntamento a un’iniziativa passata.
In queste settimane sgomberi, pestaggi e quant’altro animano la città, ma qui nessuno se li segue.
Poco controllo sui commenti e su quello che viene detto.
Una lista di gestione senza nessuno che ci scrive
A quando la chiusura mi viene da domandare?
PIANO PIANO
Piano piano, non c’è fretta, e se ne ai non ti resta che iscriverti alla lista e collaborare….
)
Inutili
Leggendo la lista, guardando il lavoro di aggiornamento e manutenzione del sito mi rendo conto che indymedia piemonte è gestita (per chi ancora ci rimane) da gente svogliata, priva di energie e dedita ad altri progetti.
La chemioterapia serve solo a far allungare la sofferenza di un progetto malato di tumore.
Rendetevene conto, crescete un poco.
Da vecchio indyano emigrato in terre lontane
per “la coscienza…”
Dubito che tu sia stato davvero un indyano,
ma purtroppo, come non darti ragione…
PROPONGO
Perchè al posto delle solite assemblee non “ricominciare” con una bella iniziativa ludica da fare in qualche casa occupata o centro sociale in città per far riscoprire questo importante e fondamentale strumento di contro-informazione….
Non male la proposta …
Non male la proposta…. un bel Indymedia Day …. ci starebbe dentro !
)
indyday
KONDIVIDO …. si potrebbe invitare anche amici dall’Inghilterra… far vedere films… etc….
sì, e poi
ho degli amici in Messico, italiani, e altri amici, francesi, che stanno in Grecia.
potrei dirgli di fare girare la voce e di portare gente alla megafesta di indymedia piemonte…
magari potremmo anche travestirci da brighella e pulcinella e fare un bel carnevale…
minchia, indymedia è proprio andata…
Booo
Ma secondo me un indy day organizzato quà a Torino sarebbe sufficiente, senza chiamare proprio nessuno basterebbe far girare la voce un bel pò di tempo prima e organizzarsi sul materiale da portare e invitare i compagni e le compagne a partecipare alle prossime iniziative….Al max si possono chiamare i compagni/e della lombardia e della Liguria sarebbe già un bel risultato. C’è ancora qualche spazio sociale che è sopravissuto all’ondata repressiva e si potrebbe benissimo organizzare lì. Non Riesco vederla come una barzelletta.
compartimentazione
Compartimentazione… semplicemente…… Che ogni realtà si impegni NON in un progetto di analisi e prospettiva comune, ma semplicemente nel seguire su indy, una determinata lotta/tematica.,
Una Homepage semplice: ultima news in evidenza, news es appuntamenti di ogni argomento a sx e dx (come ora), ma con l’aggiunta di un ”menù” di scelta delle varie tematiche (es: antifascismo, lavoro, cie, lotte studentesche….), con ‘link’ che rimandino ad apposite pagine (con eguale schema: centro nuova news, sx e dx news e appuntamenti). Con l’impegno di seguirle ed aggiornarle con puntualità e coerenza.
Basta comunicati e opinioni, per queste ci sarà spazio e all’interno delle pagine dedicate (non in evidenza) e nei commenti.
I vantaggi della ”divisione del lavoro”, saranno palpabili in termini di risparmio di tempo e di coerenza nella comunicazione.
Il periodo non è dei più indicati a scannarci, per cui, trovare una sorta di unità, almeno nella gestione di un sito è quantomeno necessario, soprattutto considerando lo scarso impegno in termini di tempo che questa ipotesi rappresenterebbe.
Pensiamoci!
Riflessione
Premetto che non voglio criticare nessuna persona reale, concreta: capisco che e’ un bel sacrificio per i gestori, soprattutto quando vedono troppi copia-incolla dalla massonica “La Repubblica”.
Una riflessione su Indymedia: l’ho scoperta nel 2001, e penso che esista da almeno 10 anni.
In Inghilterra si dice che “In politica una SETTIMANA e’ un tempo lunghissimo”; percio’ 10 anni sono secoli dei secoli.
Cosa ha ottenuto Indymedia in 10 anni ? LO ZERO ASSOLUTO. Le banche ed i potenti fanno esattamente quello che vogliono come prima, basta vedere la Grecia.
Il problema e’ l’estremo conformismo e l’estrema ottusità, soprattutto degli attivisti italiani. Cosa ve ne frega se 20 fascisti si ritrovano a Battilapesca? Bisogna perdere tempo ed energia per contrastare 20 imbecilli ? ASSOLUTAMENTE NO.
Meno conformismo, meno provincialismo. Chi vuole poi formare un Indymedia NAZIonale forse non sa che l’itaglia e’ uno stato fondato dai massoni; un bel giorno gli inglesi han detto ai Savoia: dato che siete in debito con noi, che ne direste di invadere le Due Sicilie e derubarle? Poco dopo, i briganti meridionali si son giustamente rivoltati e son stati trucidati. Per cio’ parlare di itaglia vuol dire parlare di uno stato fittizio.
Bisogna fondare una Indymedia Europea, che pensa globale ma agisce in Europa. Non bisogna dimenticare che le risorse naturali NON sono infinite e che gli esserri umani NON sono degli angeli, pero’.
Scusatemi se copio incollo questo commento su tutte le indy cosidette ittaggliane per che’ mi sembra una ovvietà che vien sempre trascurata su indymedia.
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