Scoop: Ecco come il Sismi doveva rapire Carlos Remigio Cardoen.

In Italia il Sismi di Nicolò Pollari avrebbe dovuto rapire il più grande trafficante d’armi internazionale: Carlos Remigio Cardoen Cornejo. Una volta rapito (pardon “arrestato” … dopo Abu Omar non è elegante usare certo gergo) il mercante d’armi più pericoloso al mondo sarebbe stato utilizzato come “merce di scambio” con gli USA.

Carlos Remigio Cardoen Cornejo è uno  dei  most  wanted fuggitive” e  ricercato  internazionale  dalla  CIA  e dall’FBI americana  per aver venduto armi  schifose ai  paesi  di mezzo  mondo (le armi  son  tutte  schifose ma le  micidiali “cluster  bomb  meglio  conosciute  come    bombe  a grappolo lo  sono  ancor  di  più). Ma la  cosa  che faceva  girare  maggiormente  i  coglioni  a George Bush Jr.era  che  Cardoen è  il  fornitore  di  fiducia   del  rais  di  Baghdad   Saddam  Hussein. 

 

Veniamo  al  nostro  paese. L’Italia  che  c’azzecca?

 

Nel 2002 il  trafficante  d’armi  cileno  sarebbe  dovuto  venire  in  Italia. Un  incontro  supersegreto da tenersi vicino a  Portofino: in quel di San Michele di  Pagana, ridente  cittadina rivierasca a ridosso di Paraggi inserita nella  splendida  cornice  del Golfo del Tigullio. In  quei “paraggi” (scusate  il  bisticcio) sorge  la  lussuosissima  dimora estiva  d’un  famoso avvocato  d’affari genovese  con  studio  legale specializzato  in  diritto  societario. Nel  dossier  della  Procura  genovese il  nome  del misterioso avvocato  è  stato opportunamente schermato  con un “omissis” (quindi  siamo  impossibilitati a rivelarvi  il  nome).

 

L’agente del Sismi Altana Pietro viene a sapere  del  meeting segreto. Altana Pietro è (come abbiamo già  visto  nelle  puntate  precedenti su Indymedia) è  uno  degli uomini  del  Generale Nicolò Pollari (ex direttore  del servizio  segreto  militare). E’  impiegato  nell’area  genovese  come  infiltrato nei centri sociali, per  spiare gli  iraniani  di  Irasco (su  cui  è attualmente  in  corso  una  rogatoria  USA) e per  investigare  su  molte  società  dell’alta  finanza ed importanti   avvocati d’affari (ecco  spiegato l’interesse  dei servizi  segreti militari per un  certo  tipo di “business  lawyer”).

 

Come  detto, vicino Portofino  si  sarebbe dovuto  tenere  sto  vertice  riservato  tra:  Carlos  Remigio Cardoen, il  suo  braccio  destro (referente  italiano del  trafficante cileno)  tal  Augusto Giangrandi -  personaggio conosciuto  dalla  CIA è  già  arrestato e  poi  espulso  dagli USA  per  traffico  d’armi -  il  misterioso avvocato d’affari portofinese (o  “paraggese”  come  dir  si  voglia) e un  industriale  italiano,  Mr. Ing.  Sergio  Pucciarini. 

 

Chi è  Sergio Pucciarini? E’ un  ex  ufficiale  della  Decima  MAS (i  famosi  incursori dell’unità  speciale  della  Regia Marina  Italiana  poi  confluita  nel  Comsubin). L’Ing. Pucciarini  è  Amministratore  Delegato e proprietario della  COSMOS Spa di  Livorno.  Industria  toscana specializzata  nella  costruzione  di Sottomarini.  Per  la  precisione Cosmos ha  un business  di  nicchia  che fa parecchio gola a  Saddam Hussein, e  ha sviluppato un  know  how  tecnologico d’eccellenza  che permette  loro  di  realizzare  un  prototipo di  “Minisoggergibile”  che  può  agevolmente essere  adattato ad  uso  bellico. Opportunamente  armato il  Minisoggerbibile può diventare  un’altra  arma  micidiale (meglio  delle  “cluster bomb”). Il  Midget submarine MG110LR, SX756/S e SX908/PA” – queste  le  sigle identificative del minisommergibile -  diventa  l’oggetto del  desiderio  del  Rais.                                                                                                                                                                                                                                                  

Saddam  Hussein sogna  da   tempo  di  poter  mettere  le  mani  su questi  gioiellini  italiani. Farebbero  parecchio  comodo  nella  guerra  contro  l’Iran (nel  Golfo Persico Saddam non ha  praticamente  niente di strategico  per  poter fronteggiare  le forze  navali  degli  ayatollah). I  consulenti  militari  di  Saddam oltretutto  conoscono  bene i  Minisommergibili Midget Cosmos  perché li  han  già  visti  in  azione  in  alcune   esercitazioni  in  Pakistan (anche la  Pakistan  Navy  ne  ha  acquistati  alcuni da Pucciarini). Chi  meglio  di  Cardoen  potrebbe scendere  in   campo  per  appagare  le  desiderata  di  quello  spicotico  dittatore  iracheno. Carlos Cardoen,  dal  suo  ufficio  di Santiago  del  Cile  organizza tutto.

 

Con  Giangrandi  studia l’operazione  Cosmos e tutte le  triangolazioni possibili. Infatti esportare i  minisommergibili  è  praticamente impossibile. L’embargo con l’Iraq è  strettissimo (anche  se le  porcate  fatte durante  il  periodo  di  Oil  for  food” dimostrano  il  contrario) anche  il  trasporto  in  pezzi è  un  casino. Giangrandi ha  una  fulminazione. Perché dover comprare  ogni singola  unità   minisommergibile +  spare  parts + magazzino e quant’altro e  non  comprare direttamente  tutta la  società? E’  una genialata!. Su  queste  basi prende  il  via  la  trattativa. In  ballo  ci  son  una montagna  di  quattrini. Tanti,  tanti  soldi. E quasi  tutti in  nero. Nero come  il  petrolio.  Il  rais  non  bada  a spese.  Per  avere   Cosmos  mette  a  disposizione  di Cardoen cifre  a  sei  zeri (in $). Il  crude-oil  iracheno commercializzato  aggirando  le  sanzioni  dell’ONU con la  S.O.M.O. (società petrolifera di  Saddam che  sfruttava  alla  grande l’escamotage di  Oil for Food” per  aggirare  l’embargo USA)   produce  profitti  stratosferici. In  quel periodo molti  novelli businessman diventano  stramiliardari  dal  giorno alla  notte. Vengono stipulati   accordi  barter sottobanco con  cani e  porci (rimane  stregato  dal  business  di  Saddam anche  il  figlio  del segretario  dell’ONU Kofy Annan). I  conti off-shore  di Saddam  straripano letteralmente di contante che  non vede  l’ora  d’esser  speso. L’Ing. Pucciarini  invece  ha  l’acqua  alla gola  e ha un  bisogno  tremendo  di  soldi. Per  una (bella) manciata  di  miliardi si  combina  l’affare  e  la  Cosmos  passa di  mano. Qualcosa  meno  di 100  milioni  di  $  dell’epoca. Così  Cosmos  diventa  di  proprietà  di Tecnologie  Marine  Italiana e  Italtech (società possedute  da   Giangrandi con  socio  occulto Cardoen) con Augusto  Giangrandi   come  Amministratore Unico  (far  figurare  Cardoen acquirente   di  Cosmos  sarebbe  stato di  cattivo  gusto). Ma nel perfezionamento  della transazione – durante  l’atto  di  fusione  per  incorporazione  di Cosmos  in  Tecnologie Marine  Italiana – Giangrandi  vuole  strafare, e  fa venir fuori  anche sigle  di  società  legate  direttamente  a Carlos Cardoen come Cardoen International CIMSA (Rue des  Alps, 7 Ginevra  - Svizzera), Industrias Cardoen LTDA (Los  Conquistadores, 1700, Piso 28 – Santiago del Cile) Inkel Company NV, Swisstech  e  Swissco (tutte intervenute come  garanti).  Cosmos   viene  pagata un 50%  cash   ed un  50% “in nero” dilazionato per  aggirare  il  fisco e  (per  ovvie  ragioni) per non  contabilizzare  somme  che  - sia  gli  acquirenti che  il  venditore di Cosmos  -  non vogliono  far  apparire. Per la  tranquillità  di  Pucciarini Cardoen  e  Giangrandi  gli firmano un’informale  bank  guarantee  di 34  milioni di $ (no  scarabocchio  in  carta  bianca non  intestata  che  avrebbe  potuto  scrivere  chiunque).

 

A questo punto l’intrigo figo. Il  “gatto  e la volpe” del duo Giangrandi/Cardoen hanno  un  colpo di  genio. Cosmos è  già  in  mano loro e hanno  scucito  solamente una  metà  in  contanti (più  o  meno)  del  valore dell’azienda di  sommergibili.  Ufficialmente  la  società  è  già  stata  pagata e ci  son ancora in ballo un  sacco  di soldi da versare a saldo. Se  non  danno più un  cazzo  a Pucciarini si possono mettere  in tasca quasi  40  milioni  di dollari.  E  così  avviene. Pucciarini  che  non  vede  più  il  becco  d’un  quattrino  del  black  fund” s’incazza da  matti e  minaccia  tuoni  e  fulmini. Prova  con  le buone (fa  notificare  a Cosmos  un  Decreto  Ingiuntivo). Vuole  i  suoi  soldi. Ma ciccia.  Allora  torna  dal famoso  avvocato  d’affari portofinese che gli  organizza   all’uopo  un’Arbitrato “irrituale”  con  i  controfiocchi,  convenendo in  giudizio il  “gatto e  la  volpe”  (non  c’e  niente  di  meglio d’un  arbitrato  per  gestire  storie scomode  lontano  da  occhi  indiscreti). Ma Cardoen  e  Pucciarini  son  ben  lontani. Son a  Santiago  del  Chile  a   godersi  i milioni di  $  di  Pucciarini.

 

Carlos  Remigio Cardoen però starà ben  attento a non mettere  mai  piede  in  Italia.   Forse  subdorando  odore  di  trappola. Forse  altro  chi  lo  sa. Cos’è  successo  non  è  possibile  saperlo.  Solo Altana, la  Procura  di  Genova  (e  il  Servizio  Segreto  Militare) conoscono  il  prosieguo  di  questa   storia. Quel  che  è certo  è che la squadra  “catturandi”  di  Pollari  ci  rimase  di  merda.  Dalla  Procura  della  Repubblica di Genova il  riservatissimo carteggio  siglato  Altana  Pietro/SISMI  nel  frattempo è anche  misteriosamente  sparito (forse semplicemente  ha  cambiato  armadietto  dopo  le  incursioni della Xa Mas di  Indymedia … ma  quale? Boh).

 

Nicolò Pollari e  Marco  Mancini  con  l’amaro  in  bocca  si  rifaranno poi con  Abu  Omar  (tanto  hanno  l’impunità  garantita  dallo  Stato  che  glie  fotte).

 

 

Carlo Remigio Cardoen invece, benché  ancora   l’uomo  più ricercato del pianeta  (foto segnaletica   le  first  dei  wanted   di Cia  ed FBI)  è  ancora    in Cile, vicino  la  capitale,   che  si  sciala  il  cuore  alla  grande. Indisturbato come sempre. Lui  e i  suoi  business (prima  con  Pinochet  ora  con l’attuale governo). Continua  a fare  il  mercante  di  morte, e fa l’albergatore (possiede  alcuni  resort). Nel  tempo libero fa  il viticoltore, e produce  nella  sua  Fazenda  vicino  Santiago  un’ottimo  vinello d’un  certo  pregio. Parecchio  ricercato (più  di  lui).  I  sommellier che  contano  dicono molto ma  molto simile  al  pregevole e  miglior chianti toscano d’annata.  Forse è  l’unico  know how  onesto che gli  è  riuscito d’esportare   dall’Italia.

 

 

 

  

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Riassunto delle  puntate  precedenti:

 

Scoop: Ecco come il SISMI spia i centri sociali

http://piemonte.indymedia.org/article/6464

   

ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE

http://piemonte.indymedia.org/article/3566

 

Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”

http://piemonte.indymedia.org/article/5620

 

Altana Pietro e il SISMI han ciulato gli Iraniani?”

http://piemonte.indymedia.org/article/6178

 

SISMI e IRANIANI – Prima si spiano poi gli si tende la mano.”

http://piemonte.indymedia.org/article/5025

 

“ENI, “codice etico” e Servizi Segreti”

http://piemonte.indymedia.org/article/5520

  

“GENOVA – SPY STORY AL PESTO – ECCO COME COECLERICI SPA SPIAVA”

 http://piemonte.indymedia.org/article/1347

 

“VINCENZO ROPPO Story: notula da 14 milioni di Euro per CIR”

 http://piemonte.indymedia.org/article/6348

 

 


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letters_cardoen_giangrandi.pdf