Niccolò Pollari regista occulto d’un sistema criminale.

Niente processi al Premier e niente processi ai servizi segreti. L’Italia era e resterà il paese dell’impunità. Il pm Spataro aveva chiesto 10 anni di galera per l’ex numero 3 del Sismi Marco Mancini e 13 anni di reclusione per Niccolò Pollari l’ex capo del SISMI (ex Servizio Segreto Militare). Graziati entrambi da Silvio con il “segreto di Stato”. Per Spataro (e per una buona fetta di italiani stronzi come noi) comunque, Pollari era e rimarrà il principale responsabile di un sistema deviato e corrotto. Che il Governo Berlusconi invece adora alla follia. Infatti il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi cerca l’en plein. Ha anche deciso di porre il segreto di Stato anche sull’affaire Telecom Italia.

 L’azione penale, per quanto legittimamente iniziata, non può essere proseguita per esistenza del segreto di Stato opposto dalla presidenza del Consiglio dei ministri e confermato con la decisione della Corte costituzionale”. Ogni  qualvolta si  parlerà   di servizi segreti  deviati i magistrati dovranno – seppur a malincuore – scrivere  così al posto della  sentenza  di condanna. Il  rapimento dell’Imam Abu  Omar a  Milano il  17 febbraio 2003 (coperta da segreto  di  Stato  per  cui  non punibile) come  s’è potuto  appurare,  non  è  stato  l’unico  sequestro  di  persona  che aveva  in  animo  l’ex  numero  uno  del  SISMI  Generale Niccolò Pollari (se  v’intriga  la storia sbirciate al  link. – “Scoop: Ecco come il Sismi doveva rapire Carlos Remigio Cardoen”).

 

Poi ci  sono anche le  schedature illegali di  Pollari relative a  magistrati, politici e  giornalisti archiviate nell’ufficio del  Sismi di  Via  Nazionale, civico 230  a  Roma (il cosiddetto  archivio di  Pio  Pompa).   Secondo Pollari il Sismi non ha  spiato nessun  magistrato e  giornalista  (li  ha  solo  “assoggettati ad  osservazione”). Per  lo scandalo  dei  dossier illegali  il  pm di Perugia  Sergio Sottani ha chiesto un  nuovo  rinvio a giudizio dell’ex direttore del Sismi Niccolò Pollari (peculato). Pio Pompa poverino non  potrà  più esser rinviato a giudizio  perché nel frattempo  l’ha  chiamato  a  sé il  padreterno per  l’altro  giudizio (a  quello non  si  può  sottrarre e non c’è segreto  di  stato  che  tenga).  Sottani forse ignora che   “non  c’è  due  senza  tre”. State ben  certi  che anche  per  queste imputazioni  sarà garantita  l’impunità dal Premir (provvederà ad apporre altro  segreto  di  stato).

 

Le  carte dell’archivio segreto di Pollari  però stanno lì e ci raccontano come in  un  arco  temporale di  5  anni (tra il 2001 e il 2006)  il Governo Berlusconi abbia utilizzato i servizi segreti per fare politica, avvelenare l’informazione, controllare e/o manovrare i giornalisti (vedi tra i tanti Renato Farina, Luca Fazzo, Altana Pietro & c.), nonché  spiare giudici,  fiscalisti, società  dell’alta  finanza,  banche, avvocati e una serie di esponenti dell’opposizione. Decine e decine di soggetti e di associazioni che nei computer di Pompa erano catalogate con degli acronimi e delle sigle curiose: Furio Colombo, per esempio, era “Rioco“, MD – Magistratura Democratica era “Traca“. Forse  si intuisce    perché  un magistrato di  punta di MD – come  Anna  Canepa – fosse  così  incazzata dall’inculare uno  del Sismi appena  gli è capitato a tiro (vedi tal giornalista Altana  Pietro Agente di Pollari). Ed  ancora, l’allora segretario della Federazione nazionale della stampa italiana, Paolo Serventi Longhi, era “Svli“, il magistrato Juan Ignazio Patrone, all’epoca segretario di “Medel” (associazione europea dei giuristi democratici) era “Jne“. Pio  Pompa, analista di Pollari, che  in una lettera indirizzata al premier si descriveva come un suo “collaboratore fedele e leale”, aveva pronto un nomignolo per tutti quanti. Ecco dunque che nel siglario l’ex capogruppo dei Ds al Senato, Cesare Salvi, diventa “Vli“, l’ex membro del Copaco (il comitato di controllo sui servizi segreti), Massimo Brutti viene indicato come “Tti”, mentre Luciano Violante è “Nte” (pseudonimo  spesso  coincidente con  le  ultime  tre  lettere del cognome … seguendo  sta logica ad  Alfano  chissà  che  alias sarebbe  spettato!).

 

Per  il  Governo Berlusconi spiare giornalisti, magistrati, politici di opposizione, fiscalisti, alta finanza, banche, avvocati  è evidentemente fra le attività “indispensabili alle finalità istituzionali” dei servizi segreti, dunque il reato è totalmente coperto dalla “speciale causa di giustificazione” che, secondo la legge 124 del 2007, “si applica quando le condotte sono poste in essere nell’esercizio o a causa di compiti istituzionali dei servizi di informazione per la sicurezza” e “indispensabili e proporzionate al conseguimento obiettivi dell’operazione non altrimenti perseguibili”. E con  la  consapevolezza  di quest’impunità  a  360  gradi che la  banda  Pollari  ha   potuto esagerare. Solo  così si  spiega come  sia  stato  possibile per Pollari che abbia “assoggettato ad osservazione”  società dell’alta finanza e  banche. Citiamo tra le  tante a  semplice  titolo indicativo  e  non  esaustivo ENI, FS, Ansaldo, Techint, Fiat, Mediterranea delle  Acque, CIR, Danieli, Banca  Carige, IntesaSan Paolo etc etc (da  notare  la  finezza al  vertice di Mediterranea delle  Acque c’era il  marito  del pm Anna Canepa  Mr  Beppe  Anfossi). Ma ha spiato anche noti  avvocati (tra  i  tanti Franco Bonelli, Vincenzo Roppo, Sergio Maria Carbone  ect  etc),  fiscalisti (di  sicuro Victor Uckmar, Gianni Marongiu, Corrado Magnani,  Antonio Lovisolo etc  etc), centri sociali (certamente quelli  di Genova, Torino e Milano quali Zapata, Askatasuna, El Paso, Gabrio, Leoncavallo etc  etc.) e società  iraniane (Irasco, Nisco, Irisa, Iritec, Iran Air, Teen  Transport, Ascotec Gmbh,  etc  etc).   Se  la storia  v’intriga un  pochetto gettate  anche n’occhio distratto agli  articoli di seguito segnalati e  vi farete  un’idea: “Scoop: Ecco come il SISMI spia i centri sociali”, “ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE“, “Altana Pietro e il SISMI han ciulato gli Iraniani?”, “ENI, “codice etico” e Servizi Segreti”, “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”, “GENOVA – SPY STORY AL PESTO – ECCO COME COECLERICI SPA SPIAVA”.

 

Link:

 

- “Scoop: Ecco come il Sismi doveva rapire Carlos Remigio Cardoen”.

http://piemonte.indymedia.org/article/6564 

 

 

- “Scoop: Ecco come il SISMI spia i centri sociali

http://piemonte.indymedia.org/article/6464

 

 

- “Altana Pietro e il SISMI han ciulato gli Iraniani?”

http://piemonte.indymedia.org/article/6178

 

 

- “SISMI e IRANIANI – Prima si spiano poi gli si tende la mano”.

http://piemonte.indymedia.org/article/5025

 

 

- “ENI, “codice etico” e Servizi Segreti

http://piemonte.indymedia.org/article/5520

 

 

- “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”

http://piemonte.indymedia.org/article/5620

 

 

- “ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE

http://piemonte.indymedia.org/article/3566

 

 

- “GENOVA – SPY STORY AL PESTO – ECCO COME COECLERICI SPA SPIAVA

http://piemonte.indymedia.org/article/1347

 

 

I servizi son alla  frutta e il livello  dell’intelligence  italica all’inferi.  Davvero. Per  rendersene conto basta sentire  le scemenze  che gli 007 si raccontano in  privato. Due pezzi da 90  del  Sismi del calibro di Mancini e  Pignero ce ne offrono l’occasione.  Ascoltate queste due  chicche  (audio mp3)  di  circa  50 minuti  l’uno. I  due super 007  parlano  del sequestro Abu Omar e  di  Pollari  (saranno  anche  due  professionisti  dell’intelligence  militare  ma  si son  fatti  intercettare come  due  coglioni). E’ il 2 giugno 2006.  Marco Mancini, capodivisione del Sismi sotto inchiesta per il rapimento/sequestro dell’imam, incontra a Roma il collega Gustavo Pignero, che nel 2003, all’epoca del sequestro, era il suo diretto superiore (oltre  25  anni di  servizio  alle  spalle nel  Sismi mica  un  pivello). Pignero parla apertamente con Mancini e gli racconta che l’ordine per l’operazione è partito dal direttore del Sismi, Nicolò Pollari, che a fine 2002 gli aveva consegnato «una lista in inglese» ricevuta «da Jeff Castelli, il capo della Cia di Roma». Era l’elenco delle persone da «portar via», una decina di nomi tra cui quello di Abu Omar.  Pignero dice anche che nei suoi interrogatori davanti ai magistrati di Milano aveva scagionato Pollari: «Il direttore l’ho tirato fuori completamente», «altrimenti quì  crolla tutto». E’ la registrazione  audio che  incastra Pollari (tutto sommato fanno anche pena).

 

Quello  che  si  son  detto  nel  privato i  due  pirla dell’intelligence  militare ora  è  on-line  a  disposizione di tutta la  platea  di internet. E pensare che a sta  gente è stata affidata  la  sicurezza  dello  Stato.

 

E’  giusto saperlo  ed  averne piena coscienza  proprio  in  un  momento  come  questo in  cui l’attuale  esecutivo  guidato  da  Berlusconi  sta  seriamente  pensando di rimettere alla  guida  del servizio  segreto  proprio sti  minchioni  (Pollari è  in  pole position per  il  posto  di  Direttore). Negli  USA  invece,  specie dopo  gli  errori di  valutazione del recente passato,  Barak Obama sta radicalmente   ripensando  la  sua intelligence (pare  che  azzererà  del   tutto  i  vertici  dei  servizi  segreti).  Berlusconi  ricambia  l’intelligence e   svecchia  rimettendo sti  balordi. Se  l’esecutivo permetterà  il  protrarsi di queste  prassi  delinquenziali (che  si  son  protratte  per  oltre  un  decennio) ciò  sarà fonte  di  irreparabili pregiudizi alla cosa  pubblica, alla  politica, all’economia  di  mercato e a tutti noi cittadini. Su  cui funestamente  si  riverseranno i  costi  sociali di  questa  intelligence corrotta, malata. E  scimunita.  

 

Certo che  il mondo  dei  Caini è  allucinante…” (Pignero Copyright ®).

 


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