L’Italia diffida l’Eni a pagare subito 2 miliardi di euro

Per le tangenti in Nigeria, oltre a pagare 240 milioni di $ al Departments of Justice USA, l’E.N.I. S.p.A. ha pagato cash altri 130 milioni di $ alla SEC (US Securities and Exchange Commission).

Quando l’han  saputo  le autorità  italiane  più  di qualcuno ha  avuto  un  tracollo  di  bile.

Cacchio, com’è  possibile  che  l’ENI  in  Italia  uccida  sistematicamente l’ambiente,  ammazzi l’ecosistema,  viene  condannato  in  tribunale per  disastro  ambientale  e  non scucia  un  baiocco? Invece negli  Stati  Uniti che  è  successo?

Appena  le  autorità  di  controllo  han  inquisito l’ENI  per  le  tangenti pagate   in  Nigeria a  membri  del  Governo  africano, Scaroni (Amministratore  Delegato  dell’Eni) ha pagato subito  – senza  fiatare – oltre  370  milioni  di  dollari! E’  un  paradosso! Più  che  un  paradosso  una vera  presa  per  il  culo.

 

Così  l’unico  funzionario  governativo  illuminato  ch’è  rimasto  sulla  faccia  di  questa sfigatissima penisola  s’è preso  la  briga  di  prendere  carta  e  penna  ed  inviare  a  Syndial  Spa  (controllata  dell’ENI) una  cazzutissima   diffida  a  pagare  del  seguente  tenore:


in  forza  della sentenza n. 4991 del 1°  luglio/8  luglio  2008 del  Tribunale  di  Torino la  Syndial Spa  Attività  Diversificate (già  Enichem  Spa) deve  al  Ministero  dell’Ambiente e  della  Tutela  del  Territorio  e  del  Mare la  somma  di Euro 1.833.475.405,49 con maggiorazione di  interessi legali  dalla data  della sentenza al  saldo (ed  oltre  alle  spese legali  liquidate in  Euro 16.884.981,87). Con  la  presente  si  invita a  dar  corso  al  pagamento del  dovuto, salva  l’attivazione  al  fine  della eventuale  transazione  globale, delle  procedure  di  cui  all’art. 2  della  Legge  n.  13/2009. All’uopo  dovranno essere  presi diretti  e  pronti contatti  con  il  Ministero che  legge  per  conoscenza. Si  avverte che,  decorso inutilmente  il  termine di  60  giorni dal  ricevimento della  presente,  si  agirà  esecutivamente.  L’Avvocatura  Distrettuale  dello  Stato”.

 

Ecco. Se  l’Eni  cha  tutte  quelle centinaia di milioni  di  dollari  per  pagare d’amblè le  sanzioni alle  autorità  statunitensi allora  che  metta subito  mano  al  portafogli  e  paghi immediatamente per  i gravi  danni  ambientali che  ha prodotto in  casa  sua (in  primis il  disastro  ambientale di  Pieve  Vergonte).

Gli  azionisti  ed  i  loro  dividenti  posso  aspettare  (la  prossima  volta cos imparano  ad  investire  i  loro  quattrini in  una  società a  più  alto  tasso  di  eticità).

 

Sennò è  capace  che  qualche  ufficiale  giudiziario possa  capitare dalle parti di San  Donato  Milanese a sequestrare dal mobilio  ai  computers  sino  alle mazze  dal  golf   del  Presidente Paolo  Scaroni (tanto con  l’handicap  che  si  ritrova ne  sentirà poco  la  mancanza).  

 

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