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Migrazioni e antirazzismo

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Il pacchetto sicurezza, approvato dal governo questo 23 luglio, vara una serie di leggi, che pesano sulle categorie che più dovrebbero essere protette, su chi vive ai margini, sugli immigrati e sui più poveri.

Leggi razziste e diseguali che prevedono la colpevolezza non per quello che si fa, ma per quello che si è, per la propria condizione, per il proprio status, non per un reato commesso.

Un immigrato privo di documenti regolari diventa di fatto un criminale che merita di essere rinchiuso in un CIE (centri di identificazione ed espulsione - veri e propri lager) fino a sei mesi, per poi essere deportato nel proprio paese di origine, in cui con ogni probabilità non voleva e non poteva vivere.

 

Leggi diseguali e razziste perché prevedono sanzioni e pene più alte per gli immigrati per il semplice fatto di essere tali, perché istituiscono un registro per la schedatura di chi è privo di fissa dimora, perché senza permesso di soggiorno non si potrà avere un'iscrizione anagrafica, né usufruire dei servizi pubblici come i nidi, le scuole materne o i servizi sociali.

Gli unici servizi previsti sono le scuole dell'obbligo e l'assistenza sanitaria di base, dove nessuno però può garantire ad un immigrato irregolare di non venire denunciato, poiché tutti coloro che ricoprono pubblici uffici sono tenuti per legge a denunciarli, e possono a loro volta essere denunciati dai colleghi per non aver adempiuto ai propri compiti.

 

Ecco il ripresentarsi di alcune tecniche fasciste, come la paura della delazione o le ronde che non sono poi diverse dallo squadrismo, e che vengono previste da questo pacchetto sicurezza.

Senza parlare dell'inasprirsi delle pene che prevedono il carcere da sei mesi a tre anni per il reato di danneggiamento, spesso dato a chi occupa case, o per fatti successi durante manifestazioni...

 

Alessandria. Sabato 10 ottobre

corteo contro il pacchetto sicurezza

Appuntamento alle 15 al “cavallo” dei giardini antistanti la stazione FS – corso Crimea

http://piemonte.indymedia.org/../article/5870

piemonte / migrazioni e antirazzismo "10/09/2009 16:42:53"

Il 12 ottobre 2008 un gruppo di rifugiati/e provenienti dalla Somanlia ha occupato lo stabile dell'ex clinica San Paolo in Corso Peschiera 178, uno stabile in disuso da parecchi anni. I rifugiati/e stanno lottando per ottenere quei diritti basilari (casa, lavoro, cure mediche) che dovrebbero essere garantiti ad ogni essere umano.

Adesso, dopo quasi un anno, il comune ha proposto il trasferimento dei rifugiati in parte nel nuovo progetto dell'ex caserma di via Asti ed in parte, per le persone individuate come destinatarie del progetto FER, nel Centro Fenoglio di Settimo Torinese. Ma lo stessso Comitato di Solidarietà la considera una proposta emergenziale che non rappresenta una risposta sul terreno dei diritti per i rifugiati e le rifugiate che da anni stanno chiedendo con lotte e mobilitazioni (casa, lavoro, residenza); la residenza, per citare il nodo politico principale, è una delle parole d'ordine cardine di ogni mobilitazione dei rifugiati e delle rifugiate, e la "soluzione" via Asti, non la affronta e non la risolve, aprendo ancora una volta una contraddizione incredibile che vedrà rifugiati e rifugiate ospitati per mesi all'interno di una struttura pubblica in una città che però rifiuta a queste persone il diritto ad avere una residenza anagrafica, con tutti i problemi che questo continua a comportare. Solo alcuni dei richiedenti asilo sono disposti a trasferirsi nelle nuove destinazioni, altri invece avrebbero deciso di non accettare l'offerta del comune, ma di continuare a battersi per i diritti di tutti/e proseguendo nella via che hanno intrapreso fino ad adesso. Lo sgombero dell'ex clinica San Paolo e' previsto per venerdi 11. Il Comitato di Solidarieta' con Rifugiati e Migranti ha quindi indetto un presidio in corso Peschiera 178 per venerdi 11 alle ore 8.00.

Aggiornamenti: 1 - 2

Comunicato per presidio 11-9

piemonte / migrazioni e antirazzismo "20/08/2008 01:17:20"

Nella notte del 18 agosto e' scattata l'ennesima rivolta nel CIE (Centro di Indentificazione ed Espulsione) di Corso Brunelleschi.

Il tutto è partito dopo che un detenuto ha fatto notare all'infermiera di aver ricevuto le medicine sbagliate. Ne è nata una discussione al termine della quale, quando sembrava essersi ristabilita la "tranquillità" il detenuto è stato brutalmente picchiato dai poliziotti presenti.
Subito dopo i detenuti del CIE hanno iniziato a urlare e a bruciare oggetti all'interno del centro. Gli agenti hanno risposto in forze, picchiando i detenuti presenti e cercando di spegnere il fuoco.
Questo episodio è il primo dopo la presenza di militari all'interno del CIE (che però in questa occasione non sembrano essere intervenuti) e l'ultimo di una serie di proteste, morti collaterali e intimidazioni verso le persone solidali con i reclusi.

RASSEGNA STAMPA  1 | 2

.:Aggiornamenti:.

19 agosto
Presidio flash in solidarietà
22 agosto
Manifesto rivolta Cpt
Denunciato perchè volantinava contro i Cpt
23 agosto
Nuovo tentativo di suicidio di un recluso
Questo significa essere ospiti?
25 agosto
Nuove espulsioni
26 agosto
Presidio flash in solidarietà
27 agosto
Espulsione
28 agosto
Tentato suicidio

La sera del 30 luglio, durante un violento temporale, muore affogato nel Po Aiad Zakaria di 15 anni. La stampa e le agenzie lo descriveranno come il solito incidente avvenuto per via di un baby pusher che fugge dalle Forze dell'Ordine. Zakaria stava fuggendo dalla Guardia di Finanza e lo stava facendo perchè non aveva i documenti in regola, perchè era un "baby pusher" e come tale la sua vita valeva quanto la sua capacità di nuotare.
11 mesi fa la scena era la stessa e a morire era Abder, 16 anni, anche lui inseguito dalla Guardia di Finanza.
Il 25 maggio, Fathi, un tunisino recluso nel Cpt di Corso Brunelleschi viene lasciato morire nel proprio letto.
Una serie di morti che rappresentano l'altra faccia della parola "sicurezza" invocata in modo bipartisan dagli schieramenti politici ed imposta attraverso la paura.
Una strategia confermata dall'arrivo migliaia di militari a presidiare i cosiddetti "punti sensibili" delle città (a Torino, 150 tra Cpt e Tossik Park), e che giustifica la militarizzazione del territorio, attraverso la lotta contro gli ultimi.

Mercoledì 6 agosto presidio in Corso Giulio Cesare in ricordo di Zakaria
Report corteo | Foto

.: Materiali :.
Volantino in italiano, francese, inglese e arabo
Parla un amico di Zakaria Aiad

La mattina del 6 Luglio 2008 diverse famiglie rumene hanno occupato una edificio abbandonato in Via Pisa 5. Finora avevano vissuto nel tristemente famoso campo nomadi di Via Germagnano , sovraffollato, senza acqua ne elettricità, nei pressi della discarica cittadina , ora con questa occupazione rivendicano il diritto alla casa anche per i cittadini stranieri.
Di fronte all'indifferenza ed al razzismo delle istituzioni vi è un unica risposta possibile: quella dal basso.

Leggi il volantino della nuova occupazione
Come raggiungerla

>>martedì 15 luglio, ore 7.00<<

L' edificio è stato sgomberato e le famiglie romene sono state riportate nel campo nomadi di via germagnano. Durante lo sgombero è stato arrestato un dimostrante, accorso sul luogo per portare solidarietà.

Cronaca sgombero e rissunto della giornata
Fabio è libero
ll Comune minaccia
Contestata l'assessore Curti
text 30 luglio - Blitz degli antirazzisti in comune a Torino | Rassegna stampa

>> giovedì 10 luglio, ore 18.00<<

Corteo da Via Pisa per sostenere le famiglie rumene che stanno occupando lo stabile e accompagnarle fino alla circoscrizione, dove il gruppo di AN presenterà una mozione "urgente" per lo sgombero della casa. [Report del corteo 1 -2]

Approfondimenti:

Dal campo dell'Arrivoire a quello di Via Germagnano
Il cuore nero di Torino
Novembre 2007: 80 profughi di Darfur Eritrea e Somalia occupano una palazzina
Milano Via Adda: 21 mesi di lotta

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Opinioni

textAncora proteste al Cie di Torino. 20-10-09 20:35 by Fuoco ai CIE !

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