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Dall'inizio dell'autunno il collettivo di Indymedia Piemonte sta discutendo circa l'opportunità di mantenere in piedi il progetto. Allo stato attuale c'è una crisi di partecipazione, non solo amministrativa, ma anche mediattivista; essendo Indymedia lo specchio del movimento, riteniamo che la crisi si espliciti a livello di movimento e dei relativi luoghi, più o meno reali, in cui esso si manifesta. Infatti il progetto Indymedia esiste perché esistono persone che partecipano attivamente, sia nella gestione del sito che nell'introduzione di contenuti e materiali. Il mediattivismo e l'eterogeneità sono il nucleo di Indymedia. La delega dell'informazione a gruppi omogenei o a corporazioni, la povertà di dialogo ed interazione, la sua morte. Riteniamo quindi che la salvezza di Indymedia passi prima di tutto attraverso la garanzia di una pluralità di punti di vista, oltre che da un rinnovamento tecnico/tecnologico del sito. Nella discussione sull'opportunità di mettere in pausa il progetto [il termine chiusura non è corretto poiché in qualsiasi momento un qualsiasi collettivo può rimettere mano allo stesso per dargli nuova vita] sono emerse due posizioni, entrambe comunque certe dell'importanza che Indymedia ha avuto e può avere nell'informazione dal basso e, soprattutto, libera, e favorevoli ad un rilancio [a tempo] che passi attraverso una maggiore partecipazione, a partire dalla pubblicazione di una nota/appello in colonna centrale che segnali l'emergenza. Una posizione chiedeva il congelamento del newswire, perché le forze attuali non permettono un controllo efficace nell'individuazione dei post fuori policy, per dare un segnale forte a chi utilizza lo strumento, perché un progetto che è in discussione si ritiene debba avere la coscienza di fermarsi. L'altra posizione richiedeva il normale funzionamento del newswire, pensando soprattutto alle calde ed in movimento attualità piemontesi, come la lotta NO TAV, la quotidiana questione dei CIE e le sempre attuali minacce di sgombero dei posti occupati. Chiediamo allora a tutte e tutti, trasversalmente ad ogni realtà piemontese, di partecipare alla prossima riunione per ragionare in quali termini il progetto Indymedia Piemonte possa andare avanti, rivolgendo un appello sopratutto a tutte quelle persone che credono nell'open publishing e nell'informazione dal basso e libera. In sostanza a chi pensa che questo progetto debba continuare.
piemonte / migrazioni e antirazzismo "10/09/2009 16:42:53"
Il 12 ottobre 2008 un gruppo di rifugiati/e provenienti dalla Somanlia ha occupato lo stabile dell'ex clinica San Paolo in Corso Peschiera 178, uno stabile in disuso da parecchi anni. I rifugiati/e stanno lottando per ottenere quei diritti basilari (casa, lavoro, cure mediche) che dovrebbero essere garantiti ad ogni essere umano. Adesso, dopo quasi un anno, il comune ha proposto il trasferimento dei rifugiati in parte nel nuovo progetto dell'ex caserma di via Asti ed in parte, per le persone individuate come destinatarie del progetto FER, nel Centro Fenoglio di Settimo Torinese. Ma lo stessso Comitato di Solidarietà la considera una proposta emergenziale che non rappresenta una risposta sul terreno dei diritti per i rifugiati e le rifugiate che da anni stanno chiedendo con lotte e mobilitazioni (casa, lavoro, residenza); la residenza, per citare il nodo politico principale, è una delle parole d'ordine cardine di ogni mobilitazione dei rifugiati e delle rifugiate, e la "soluzione" via Asti, non la affronta e non la risolve, aprendo ancora una volta una contraddizione incredibile che vedrà rifugiati e rifugiate ospitati per mesi all'interno di una struttura pubblica in una città che però rifiuta a queste persone il diritto ad avere una residenza anagrafica, con tutti i problemi che questo continua a comportare. Solo alcuni dei richiedenti asilo sono disposti a trasferirsi nelle nuove destinazioni, altri invece avrebbero deciso di non accettare l'offerta del comune, ma di continuare a battersi per i diritti di tutti/e proseguendo nella via che hanno intrapreso fino ad adesso. Lo sgombero dell'ex clinica San Paolo e' previsto per venerdi 11. Il Comitato di Solidarieta' con Rifugiati e Migranti ha quindi indetto un presidio in corso Peschiera 178 per venerdi 11 alle ore 8.00.
piemonte / repressione "27/01/2009 16:47:01"
Si conclude con la sentenza di primo grado il processo contro due attivisti No Tav, Luca e Giorgio. Il 23 Gennaio il tribunale di Torino ha condannato ad un anno di reclusione, e al pagamento di 600 euro di multa, i due No Tav presenti il 6 Dicembre 2005 in Val di Susa per manifestare contro il violento sgombero, da parte di polizia e carabinieri, del presidio di Venaus, il giorno prima. La sentenza è stata accolta da una contestazione interna all'aula dai No Tav presenti nel pubblico e fuori dal presidio organizzato dal movimento che non è mancato ad ogni udienza. Nella notte sono anche comparse delle scritte in solidarietà ai No Tav condannati. Dichiarazione post-processo di Luca. Audio: intervista a Giorgio dopo la sentenza - archivio delle dirette di quei giorni da Radio Blackout Resoconto prima e seconda udienza (da infoaut) Video da scaricare: Immacolata Ribellione - No Tav Fermarlo e' possibile, Cronaca di una lotta popolare Link: http://notav.eu/ - http://www.notav.info/ - http://www.notavtorino.org/ - http://fratelliditav.noblogs.org/
piemonte / lavoro-non-lavoro "08/10/2008 11:34:51"
La ricetta del nuovo ministro non cambia molto rispetto a quelle dei suoi predecessori se non per una maggiore radicalità dell'impianto, sul modello delle Università private americane finanziate dalle foundation. I dati sono abbastanza chiari: riduzione dell'FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) del 20% entro i prossimi cinque anni, entrata di soggetti privati nell'Università e la poco rassicurante proporzione di 5:1. Ovvero, per cinque professori che vanno in pensione, solo uno entrerà in Università. E' questo un attacco diretto unico nel suo genere, che non permettera' la sopravvivenza delle Universita' pubbliche italiane, ne' tanto meno dei suoi dipartimenti di ricerca di base (non finalizzata a scopi di lucro immediati). Le fondazioni prenderanno quindi possesso degli immobili ed entreranno effettivamente nella gestione degli atenei, regolandone la didattica ed i rapporti tra organi. Avranno inoltre la possibilita' di stabilire autonomamente l'entita' delle rette e, non avendo restrizioni di sorta, il diritto allo studio verrebbe così a decadere. Video dalle occupazioni di agraria e fisica ::Aggiornamenti::
Ascolta la protesta su Radio Blackout, in diretta dall'Università occupata! ::Appuntamenti:: Sabato 4 ottobre - Manifestazione delle scuole elementari e medie | Qui alcuni video della manifestazione. Martedì 4 novembre - Conferenze biologia occupata Mercoledì 5 novembre Mercoledì 5 novembre - Fiaccolata all' I.C. Manzoni Lunedì 10 novembre - Conferenze a matematica occupata Link utili : Assemblea No Gelmini Torino - Assemblea No Tremonti | Imc Calabria - ImcLiguria - ImcLombardia - ImcRoma
piemonte / migrazioni e antirazzismo "20/08/2008 01:17:20"
Il tutto è partito dopo che un detenuto ha fatto notare all'infermiera di aver ricevuto le medicine sbagliate. Ne è nata una discussione al termine della quale, quando sembrava essersi ristabilita la "tranquillità" il detenuto è stato brutalmente picchiato dai poliziotti presenti. .:Aggiornamenti:. 19 agosto |
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