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            <title>Indymedia piemonte</title>

            <description>Tutti le ultime notizie pubblicate sul newswire</description>

            <link>http://piemonte.indymedia.org</link>

            <lastBuildDate>Sat, 07 Nov 2009 17:48:02 +0200</lastBuildDate>

            <language>it</language>

            	
            <managingEditor> (Indymedia piemonte)</managingEditor>



            <webMaster> (Indymedia piemonte)</webMaster>



            <copyright>Open Content License, http://www.opencontent.org/</copyright>

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               <url>http://piemonte.indymedia.org</url>

               <title>Indymedia piemonte</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org</link>

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            <item>

               <title>TORINO: NUOVA OCCUPAZIONE DEGLI SQUATTER, NASCE 'LOSTILE'</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6256</link>

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               <pubDate>Sat, 07 Nov 2009 17:48:02 +0200</pubDate>

               <author>.</author>

               <description>Torino, 7 nov. (Adnkronos)&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-large;&quot;&gt;Nuova occupazione a Torino dove ieri sera una decina di persone &amp;nbsp;dell'area squatter sono entrati, infrangendo un vetro, in uno stabile privato e abbandonato in corso Vercelli. La nuova casa occupata e' stata chiamata 'Lostile' cosi' come si legge anche in uno striscione che e' stato esposto al primo piano dell'edificio. Proprio questo pomeriggio sempre a Torino, inoltre, e' in programma una manifestazione contro gli sgomberi di centri sociali e case occupate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

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               <category>Autogestione</category>

               <category>Provincia di Torino</category>

               <category>Re-imbucato da altri media</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>CIE Torino: sguardo sull'anatomia di un lager</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6255</link>

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               <pubDate>Sat, 07 Nov 2009 13:16:05 +0200</pubDate>

               <author>no cie</author>

               <description>Famiglie spezzate in due da provvedimenti di espulsione. Rimpatri forzati che colpiscono minori non accompagnati. E poi storie di evasioni, di pestaggi e di proteste estreme di chi vuole tornare in libertÃ . &lt;br&gt;
&lt;p&gt;Il&amp;nbsp;CIE (ex CPT) di Torino&amp;nbsp;&amp;egrave; aperto dal 1999. Si trova nell'area di una vecchia caserma di addestramento del genio ferroviario e dei bersaglieri, tra Corso Brunelleschi e via Santa Maria Mazzarello. Dal maggio 2008, i container del vecchio centro sono stati sostituiti da tre sezioni appositamente progettate e costruite. Ogni sezione ha 30 posti, due sezioni sono per gli uomini e una per le donne. Ogni sezione consiste di un'area recintata da gabbie metalliche alte sei metri, al cui interno si trova un modulo con cinque camerate da sei posti, con annessi due bagni e una doccia, e un secondo modulo usato come mensa e sala comune. Ma il centro si sta per allargare. Sono infatti stati ultimati i lavori di costruzione di altre tre sezioni e di un campo di calcio. Dal 2010 la capienza del Cie raddoppier&amp;agrave; a 180 posti, dagli attuali 90.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sin dalla sua apertura, la struttura &amp;egrave; gestita dalla Croce rossa italiana (Cri), e in particolare dal corpo militare della Cri di Torino. A fine 2009 ci sar&amp;agrave; una nuova gara d'appalto. Il direttore Antonio Baldacci, ha una formazione militare. &amp;Egrave; uscito dall'esercito col grado di maggiore. Ed &amp;egrave; entrato nel corpo militare della Croce rossa, dove oggi ha il grado di colonnello. Ha partecipato a molte delle emergenze nazionali, dall'alluvione di Firenze al terremoto del Friuli. La Cri incassa dalla Prefettura 72 euro al giorno per ogni trattenuto. Nel centro operano anche Tampep e il Gruppo Abele con due progetti di rimpatrio forzato assistito. I pasti sono forniti dalla ditta CAMST - Ristorazione italiana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il prolungamento a sei mesi del trattenimento, entrato in vigore col pacchetto sicurezza l'8 agosto 2009, ha aumentato le tensioni. Una rivolta a agosto, una tentata evasione a settembre, e continui e ripetuti atti di autolesionismo e scioperi della fame. A sostenerlo &amp;egrave; la stessa Raffaella Fassone, dirigente dell'ufficio immigrazione della Questura di Torino. &amp;ldquo;Con alcuni Stati c'&amp;egrave; muro, e anche portando a sei mesi il trattenimento l'identificazione non si sblocca. E il rischio &amp;ndash; ammette &amp;ndash; &amp;egrave; di occupare inutilmente i posti e di bloccare il turn-over nei Cie&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I rimpatri effettuati nel 2009 sono in calo. Sono 290 in dieci mesi, contro i 650 dell'intero 2008. A pesare sul bilancio delle attivit&amp;agrave; della polizia c'&amp;egrave; stato sicuramente il trasferimento al Cie di Torino di 78 tunisini da Lampedusa nel mese di febbraio, dopo la rivolta nel Cie dell'isola. 78 presenze che hanno paralizzato il centro, visto che &amp;ndash; come riferito dalle forze di polizia - la Tunisia non ammette pi&amp;ugrave; di 5 rimpatri al giorno da tutta l'Italia. Circa il 40% dei trattenuti arriva dal carcere a fine pena. Ogni mese 2 o 3 persone sono per&amp;ograve; espulse direttamente dal carcere di Torino. L'altro 60% arriva dal territorio. Una met&amp;agrave; da altre regioni, in particolare Liguria, Toscana e Val d'Aosta, dove non esistono Cie. L'altra met&amp;agrave; da Torino e Piemonte. I militari in turno sono Alpini, ce ne sono 70 al giorno, distribuiti in turni da 18, ma il responsabile della vigilanza &amp;egrave; un ispettore di polizia.&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

               <comments>http://piemonte.indymedia.org/article/6255#comments</comments>

               <category>Migrazioni e antirazzismo</category>

               <category>Provincia di Torino</category>

               <category>Notizie</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>presidio contro la riforma gelmini</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6254</link>

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               <pubDate>Sat, 07 Nov 2009 12:43:44 +0200</pubDate>

               <author>siamo tutti meritevoli</author>

               <description>lunedi 9 novembre iniziative contro la riforma Gelmini a Torino&lt;br&gt;
&lt;p&gt;dalle&amp;nbsp;9 circa&amp;nbsp;- banchetti informativi a Palazzo Nuovo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 12 pranzo bellavita&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 14,30 - presidio al Rettorato via Verdi 8&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

               <comments>http://piemonte.indymedia.org/article/6254#comments</comments>

               <category>Saperi</category>

               <category>Provincia di Torino</category>

               <category>Eventi</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>CIE Torino riassunto della nottata</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6253</link>

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               <pubDate>Sat, 07 Nov 2009 12:32:55 +0200</pubDate>

               <author>no CIE</author>

               <description>riassunto della nottata&lt;br&gt;
&lt;p&gt;ore 19,00: &amp;egrave; di nuovo &quot;guerra&quot; al Cie di Torino. Cos&amp;igrave; raccontano i reclusi. E l&amp;rsquo;hanno cominciata i militari, questa guerra, minacciando di portare un recluso in isolamento e per &amp;ldquo;spaccargli il culo&amp;rdquo;. Il recluso minacciato &amp;egrave; Adel, uno dei tre che avevano tentato la fuga tempo fa ma furono catturati e pestati dagli Alpini. E i militari che ora lo minacciano sono sempre gli stessi, gli stessi che lo avevano picchiato quella volta, gli stessi che il recluso ha denunciato per lesioni.&lt;br&gt;Adel viene portato fuori dalla sezione, da solo contro una cinquantina tra poliziotti e militari, e viene minacciato ancora, pesantemente. Quando lui alza la voce, prende la parola un ispettore che gli dice &amp;ldquo;stai calmo e&amp;hellip; vai a calmare i tuoi compagni&amp;rdquo;, che nel frattempo avevano immediatamente spaccato tutti i vetri e trascinato i materassi in cortile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 21.00. Ancora una volta, un presidio-lampo fuori dalle mura del Centro saluta i reclusi e il loro coraggio con urla e fuochi artificiali. Da dentro rispondono gridando: &amp;ldquo;libert&amp;agrave;!&amp;rdquo;. La calma ritorna solo quando la polizia si ritira. In cortile rimangono ancora per terra i cocci di vetro e i materassi. Nonostante le minacce, a nessun recluso &amp;egrave; stato torto un capello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 00.10&lt;br&gt;Vendetta della polizia. A mezzanotte alcune decine di agenti in tenuta antisommossa fanno irruzione in sezione e prelevano con la forza Adel e altri due reclusi. Li portano verso le celle d&amp;rsquo;isolamento, che stanno nei sotterranei degli uffici adiacenti alle gabbie. Immediatamente dopo, gli altri reclusi sentiranno arrivare da l&amp;igrave; grida di dolore e invocazioni aiuto. Secondo alcuni, una volta massacrati per bene, i tre saranno portati alle Vallette.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 00,30&lt;br&gt;La polizia sta ancora girando minacciosa tra le gabbie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 00,50&lt;br&gt;Parte un appello a telefonare ai centralini del Cie per chiedere spiegazioni. Qualcuno telefona allo 0115588778: risponde il centralino della questura, che passa la linea all&amp;rsquo;ambulatorio del Cie, che passa la linea all&amp;rsquo;ispettore della polizia all&amp;rsquo;interno del Centro. A quanto pare, nessuno sa nulla perch&amp;eacute; sono tutti appena arrivati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 01,10&lt;br&gt;Una quarantina di solidali si raduna sotto al Cie. Bloccano la strada. Urla dappertutto, dentro e fuori: &amp;laquo;libert&amp;agrave;, libert&amp;agrave;!&amp;raquo; . Da dentro confermano i pestaggi e dicono che i tre potrebbero essere gi&amp;agrave; stati portati alle Vallette, mentre altri due nelle celle di isolamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 01,20&lt;br&gt;Dei mezzi escono dal Cie, probabilmente diretti verso le Vallette, con dentro gli arrestati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 01,25&lt;br&gt;Un centinaio&amp;nbsp;di poliziotti fra volanti e camionette&amp;nbsp;circonda il presidio dei solidali. Arriva pure la Digos.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 01,35&lt;br&gt;Il presidio dei solidali si sta sciogliendo, dopo venti minuti abbondanti di urla e battiture continue.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 01.40&lt;br&gt;Un recluso &amp;egrave; nudo dentro alla gabbia e si sta tagliando.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 01.50&lt;br&gt;La polizia ha fermato 5 compagni e li sta portando in Questura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 02.20&lt;br&gt;La situazione dentro si &amp;egrave; calmata. Il recluso che si stava tagliando ed &amp;egrave; stato disarmato dalla polizia, che ha fatto una perquisizione nella gabbia per trovare altri oggetti taglienti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ore 04.20&lt;br&gt;I 5 compagni fermati vengono rilasciati.&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

               <comments>http://piemonte.indymedia.org/article/6253#comments</comments>

               <category>Migrazioni e antirazzismo</category>

               <category>Provincia di Torino</category>

               <category>Notizie</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>Presidio al Cie di Torino</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6252</link>

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               <pubDate>Sat, 07 Nov 2009 05:10:13 +0200</pubDate>

               <author>antirazzista</author>

               <description>un presidio al mese&lt;br&gt;
&lt;p&gt;per sostenere le lotte dei reclusi&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

               <enclosure url="http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/locandina_presidio_cie_web_1.jpg"  length="51916"  type="image/jpeg" />



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               <category>Migrazioni e antirazzismo</category>

               <category>Piemonte</category>

               <category>Eventi</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>Ogni terza domenica del mese...</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6251</link>

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               <pubDate>Sat, 07 Nov 2009 04:59:29 +0200</pubDate>

               <author>antirazzista</author>

               <description>...si va sotto al Cie&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Ogni terza domenica del mese, presidio sotto al Cie di corso Brunelleschi.&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

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               <category>Migrazioni e antirazzismo</category>

               <category>Italia</category>

               <category>Eventi</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>&quot;Di nuovo guerra&quot; al Cie di Torino</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6250</link>

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               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 21:54:45 +0200</pubDate>

               <author>nocie</author>

               <description>Gli alpini minacciano un recluso e i suoi compagni di cella spaccano vetri e letti&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-large;&quot;&gt;E' di nuovo guerra al Cie di Torino. Cosi' raccontano i reclusi. E l'hanno cominciata i militari, minacciando di portare un recluso in isolamento e per &quot;spaccargli il culo&quot;. Il recluso minacciato e' lo stesso che aveva tentato la fuga tempo fa ma fu catturato e pestato dagli Alpini. E i militari che ora lo minacciano sono sempre gli stessi, gli stessi che lo avevano picchiato quella volta, gli stessi che il recluso ha denunciato per lesioni. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-large;&quot;&gt;Il recluso viene portato fuori dalla sezione, da solo contro una cinquantina tra poliziotti e militari, e viene minacciato pesantemente. Quando lui alza la voce, prende la parola l'ispettore che gli dice &quot;stai calmo e vai a calmare i tuoi compagni&quot;, che nel frattempo avevano immediatamente spaccato tutti i vetri e trascinato i materassi in cortile. Si', e di nuovo guerra stasera al Cie di Torino.&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

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               <category>Migrazioni e antirazzismo</category>

               <category>Provincia di Torino</category>

               <category>Notizie</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>Torino: nasce Lostile occupato!</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6249</link>

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               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 20:42:18 +0200</pubDate>

               <author>c.so Vercelli 32</author>

               <description>Nuova occupazione a Torino&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-large;&quot;&gt;Nuova occupazione a Torino, in c.so Vercelli 32, a due passi da Porta Palazzo. Si chiama Lostile occupato, con l'apostrofo dove volete.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

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               <category>Autogestione</category>

               <category>Provincia di Torino</category>

               <category>Notizie</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>Polizia Europea: pagliacciata a Vicenza</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6248</link>

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               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 18:58:23 +0200</pubDate>

               <author>Adnkronos</author>

               <description>CARABINIERI: CONCLUSA A VICENZA ESERCITAZIONE CON 24 FORZE POLIZIA EUROPEE &lt;br&gt;
&lt;p&gt;Roma, 5 nov. (Adnkronos) - Nella mattinata odierna, presso la sede del Centro di Eccellenza per le Stability Police Unit dell'Arma dei Carabinieri, a Vicenza, alla presenza del vice comandante generale dell'Arma, generale Stefano Orlando, e di rappresentanti dell'Ue e di 24 Forze di Polizia europee, si e' tenuto l'atto conclusivo dell'esercitazione &quot;European Union Police Forces Training 2009&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante il 'VIP day', informa una nota del Comando generale dell'Arma, autorita' e ospiti hanno potuto seguire in un'area addestrativa vicina a Vicenza, esercitazioni pratiche relative ad un intervento di un reparto in caso di perturbamento dell'ordine pubblico e a un'irruzione di forze speciali in un fabbricato con liberazione di ostaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'esercitazione &quot;EUPFT 2009&quot; si e' tenuta a Vicenza dal 14 settembre ad oggi, e ha interessato 639 esperti (fra cui 82 carabinieri) di 24 forze di Polizia di 19 Paesi europei (Austria, Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lituania, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovenia e Spagna) e della Gendarmeria Europea (Egf).&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

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               <category>Repressione</category>

               <category>Italia</category>

               <category>Re-imbucato da altri media</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>Reggio Emilia - Manifestazione antifascista sabato 7 novembre</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6247</link>

               <guid isPermaLink="true">http://piemonte.indymedia.org/article/6247</guid>

               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 17:41:00 +0200</pubDate>

               <author>Antifa</author>

               <description>Manifestazione contro fascismo e razzismo. Chiudere Casa Pound&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Concentramento porta S.Croce ore 14.30&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 20 dicembre 2008 apre anche a Reggio Emilia la sede locale dell&amp;rsquo;organizzazione neofascista Casa Pound, situata in citt&amp;agrave; in via Montefiorino 10. L&amp;rsquo;organizzazione, nata a Roma nel 2003, apre oggi sedi in moltissime citt&amp;agrave; italiane forte degli appoggi finanziari e politici provenienti dal PDL.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiara &amp;egrave; subito l&amp;rsquo;intenzione dei poundisti, arruolare nuovi camerati nelle scuole medie superiori attraverso il ramo studentesco &amp;ldquo;Blocco Studentesco&amp;rdquo; per diventare in citt&amp;agrave; ed in provincia il covo che potesse fungere da punto di riferimento per tutta la feccia fascista locale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella prima met&amp;agrave; dell&amp;rsquo;anno si intensifica l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; propagandistica di blocco studentesco davanti alle scuole, si segnalano le prime provocazioni contro studenti antifascisti. Il clima si surriscalda e si arriva a minacce a sfondo sessista nei confronti di studentesse attive nel movimento antirazzista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le scuole situate nel polo scolastico Makall&amp;egrave; vengono a questo punto presidiate costantemente da agenti digos, questa rimane ad oggi l&amp;rsquo;unica risposta educativa dei dirigenti scolastici nei confronti di tensioni che dalla societ&amp;agrave; si riflettono nelle scuole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo in tutto il paese si susseguono pestaggi, aggressioni e violenze nei confronti di omosessuali, cittadini stranieri ed attivisti di sinistra, la matrice &amp;egrave; prevalentemente una: fascista. Per tutta l&amp;rsquo;estate si procede alla politica dei respingimenti in mare dei barconi carichi di migranti, entra in vigore il pacchetto sicurezza, centinaia di persone affogano in mare, la responsabilit&amp;agrave; &amp;egrave; del governo italiano, in particolare del ministro degli interni leghista Maroni. Nella citt&amp;agrave; di Reggio Emilia, travolta da una crisi economica senza precedenti, si tenta inutilmente di togliere a suon di ordinanze l&amp;rsquo;agibilit&amp;agrave; politica dei movimenti antirazzisti dalle piazze del centro storico. L&amp;rsquo;ordinanza verr&amp;agrave; per ben tre volte sospesa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si registra nella notte tra il 23 ed il 24 ottobre un escalation: durante un attacchinaggio militanti di blocco studentesco danneggiano le strutture del Laboratorio Sociale AQ16. Il giorno seguente, i primi attivisti del centro sociale giunti per aprire trovano vetri sfasciati, grondaie divelte, bottiglie fracassate e i materiale esposti nella bacheca dell&amp;rsquo;associazione Citt&amp;agrave; Migrante strappati. La matrice &amp;egrave; palesemente rivendicata nei manifesti di blocco studentesco affissi sui muri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Viene organizzata nel pomeriggio una conferenza stampa per denunciare pubblicamente l&amp;rsquo;aggressione. Nel giro di poche ore giungono sul posto un centinaio di attivisti e simpatizzanti antifascisti. Si decide che la risposta non pu&amp;ograve; solo essere quella della denuncia ma &amp;egrave; importante dare un segnale forte. Un corteo di un centinaio di persone raggiunge la sede di Casa Pound per restituire un po&amp;rsquo; del frutto della politica fascista seminata in citt&amp;agrave; negli ultimi mesi, cio&amp;egrave;: MERDA!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella nostra citt&amp;agrave; si respira da troppi mesi aria pesante intrisa di paura, odio e razzismo accompagnata dall&amp;rsquo;ascesa di forze politiche xenofobe come la Lega Nord e la nascita di gruppi neofascisti come Casa Pound. Si sta facendo di tutto per infangare la memoria antifascista della nostra provincia partendo da un pericoloso revisionismo storico della Resistenza Partigiana fino ad arrivare all&amp;rsquo;erosione dei pi&amp;ugrave; elementari diritti del lavoro e di cittadinanza. Imprenditori politici della paura stanno ipotecando il futuro della nostra citt&amp;agrave; creando muri ed apartheid che altro non faranno che alimentare la spirale dell&amp;rsquo;insicurezza e della violenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Diamo un segnale forte e chiaro da parte di quella citt&amp;agrave; che non accetta supinamente leggi fasciste come il pacchetto sicurezza ed &amp;egrave; disposta a disobbedirle. Reclamiamo il diritto di vivere liberi in una citt&amp;agrave; libera da ronde e bande nere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;FACCIAMOCI SENTIRE, LA MISURA E&amp;rsquo; COLMA! GUAI A CHI CI TOCCA.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Manifestazione provinciale antifascista, REGGIO EMILIA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;SABATO 7 NOVEMBRE, ORE 14.30&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;concentramento Porta Santa Croce&lt;br&gt; Arrivo presso il monumento ai caduti della Resistenza&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a title=&quot;http://emiliaromagna.indymedia.org/node/7113&quot; href=&quot;http://emiliaromagna.indymedia.org/node/7113&quot;&gt;http://emiliaromagna.indymedia.org/node/7113&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

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               <comments>http://piemonte.indymedia.org/article/6247#comments</comments>

               <category>Antifascismo</category>

               <category>Italia</category>

               <category>Notizie</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>radiocane: informazione del 6 novembre</title>

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               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 17:12:35 +0200</pubDate>

               <author>radiocane</author>

               <description>striscia informativa &lt;br&gt;
&lt;p&gt;Londra: corrispondenza con franco, presente all'incontro internazionale di&lt;br&gt;Brighton sulla societ&amp;agrave; carcere. Una sintesi del dibattito e le differenze emerse tra nord e sud europa nell'intendere la lotta anticarceraria (da 2')&lt;br&gt;&lt;br&gt;Calabria: dalla nave dei veleni alla fabbrica dei tumori; un breve&lt;br&gt;passeggio nel circo degli eco orrori calabresi.&lt;br&gt;Francesco ci accompagna tra le menzogne di stato e ci racconta cosa si&lt;br&gt;muove dal basso (da 11'50'')&lt;br&gt;&lt;br&gt;Bologna: mentre si avvicina la manifestazione del 25 novembre contro la&lt;br&gt;violenza sulle donne continuano i presidi itineranti delle compagne contro&lt;br&gt;il CIE. Abbiamo sentito Nicoletta su quanto sta crescendo a bologna e altrove in&lt;br&gt;solidariet&amp;agrave; a joy e contro i CIE come dispositivi di controllo sui corpi&lt;br&gt;(da 19'18'').&lt;br&gt;&lt;br&gt;Napoli: occupazione nei pressi del quartiere Materdei, dove casapound ha&lt;br&gt;da qualche tempo inaugurato una sede. Stamattina cortei e blocchi.&lt;br&gt;L'occupazione avvia una tre giorni antifascista (da 24'39'')&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;http://radiocane.info/la-striscia-informativa-di-radiocane/873-informazione-del-5-novembre-.html&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

               <comments>http://piemonte.indymedia.org/article/6246#comments</comments>

               <category>Altro</category>

               <category>Piemonte</category>

               <category>Notizie</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>CIE Torino disagi x i reclusi, chiamiamo</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6245</link>

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               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 14:31:56 +0200</pubDate>

               <author>antirazzista</author>

               <description>da una corrispondenza nel CIE di Torino, poco fa:&lt;br&gt;
&lt;p&gt;ai reclusi viene somministrata quotidanamente pasta bianca, mattino e sera (il solito ottimo servizio Camst), diversi di loro hanno freddo, a qualcuno manca la cintura,&amp;nbsp;ad qualcun altro le calze, ma la direzione non provvede&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;stamani un tunisino ha avuto una specie di crisi (tremori etc.) e chi ha chiesto aiuto (una barella) &amp;egrave; stato intimidito&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;chiamiamo per chiedere conto di questi disagi e chiedere di provvedere:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Centralino del cie&amp;nbsp; (011.5588778- 011.5589815)&lt;br&gt;Croce Rossa provinciale: via Bologna 171 &amp;ndash; tel. 0112445497 &amp;ndash; fax&lt;br&gt;0112475012 &amp;ndash; e-mail: &lt;a href=&quot;http://piemonte.indymedia.org/mailto:cr.piemonte@cri.it&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #49594c;&quot;&gt;cr.piemonte@cri.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;Croce Rossa militare: 011.8959719.&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

               <comments>http://piemonte.indymedia.org/article/6245#comments</comments>

               <category>Migrazioni e antirazzismo</category>

               <category>Provincia di Torino</category>

               <category>Notizie</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>No agli sgomberieri: Vogliono distruggere le nostre vite!</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6244</link>

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               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 14:30:34 +0200</pubDate>

               <author>no agli sgomberi</author>

               <description>Difendiamoci e Resistiamo!&lt;BR&gt;
Se ci toglierete gli spazi 
ci toglierete la vita.
I posti occupati non devono essere sgomberati.
Noi viviamo cosÃ¬, autogestendo le nostre vite 
i nostri sogni e questa volta &lt;i&gt;sarÃ  dura,&lt;/i&gt; ma anche per Voi.
Non siamo disposti a subire la pur minima violenza.
Questa volta, se volete andare fino in fondo con gli sgomberi,
in fondo verrete con Noi.

&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;A nosotros nos quieren muertos&lt;br&gt; porque somos sus enemigos&lt;br&gt; y no les servimos para nada&lt;br&gt; porque no somos sus esclavos&lt;br&gt; &lt;br&gt; Ci vogliono morti&lt;br&gt; perch&amp;eacute; siamo i loro nemici&lt;br&gt; e non sanno che farsene di noi&lt;br&gt; perch&amp;eacute; non siamo i loro schiavi&lt;br&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/em&gt; &lt;br&gt; &lt;em&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;Soledad &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;tratto da &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href=&quot;http://tutto.squat.net/download/file/download.php?idfile=5&quot;&gt;&lt;em&gt;LE SCARPE DEI SUICIDI&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

               <enclosure url="http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/no_agli_sgombri_1.jpg"  length="57260"  type="image/jpeg" />



               <comments>http://piemonte.indymedia.org/article/6244#comments</comments>

               <category>Autogestione</category>

               <category>Provincia di Torino</category>

               <category>Opinioni</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>domani pom giovani fasci in p. Carignano a Torino</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6243</link>

               <guid isPermaLink="true">http://piemonte.indymedia.org/article/6243</guid>

               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 13:58:03 +0200</pubDate>

               <author>lenin</author>

               <description>domani pomeriggio in p. Carignano a Torino i neofascisti mascherati della Giovane Italia si trovano per celebrare il crollo del Muro di Berlino del 1989

&lt;br&gt;
&lt;p&gt;fermo restando che si spera che una tempesta di vento li spazzi via, ecco un testo critico sul 1989 tanto per dimostrare che sono sempre i soliti servi dei padroni, sarebbe carino andare a volantinarlo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;a vent&amp;rsquo;anni dal crollo del Muro di Berlino&lt;br&gt;1989: QUANTI MORTI PUO&amp;rsquo; FARE UNA PRIVATIZZAZIONE?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;Un milione di morti. Questo potrebbe essere il terribile bilancio reale delle privatizzazioni accelerate imposte ad alcuni paesi dell&amp;rsquo;ex Unione sovietica negli anni &amp;rsquo;90, secondo uno studio dell&amp;rsquo;universit&amp;agrave; di Oxford pubblicato nel gennaio di quest&amp;rsquo;anno dalla pi&amp;ugrave; autorevole rivista medica internazionale, Lancet. La mostruosa cifra, una delle pi&amp;ugrave; alte che si possano direttamente associare a un deliberato atto politico, &amp;egrave; la traduzione di quel 12,8 per cento di aumento della mortalit&amp;agrave;&amp;nbsp; che gli analisti di Oxford hanno riscontrato nella dinamica demografica del decennio scorso nei paesi presi in esame: un aumento (quasi interamente registrato fra i maschi in et&amp;agrave; lavorativa) che lo studio mostra essere strettamente legato, nel tempo e nello spazio, al parallelo aumento della disoccupazione provocato dall&amp;rsquo;applicazione forsennata delle politiche neoliberiste &amp;ndash; e in particolare dei programmi di privatizzazione di massa &amp;ndash; dopo il crollo dei regimi &amp;laquo;socialisti&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;Nell&amp;rsquo;insieme dei paesi dell&amp;rsquo;Europa orientale e dell&amp;rsquo;ex Urss, fra il 1991 e il 1994 le privatizzazioni portarono a un aumento del 56 per cento nel numero dei disoccupati (e a quel 12,8 per cento di crescita della mortalit&amp;agrave; citato prima); ma all&amp;rsquo;interno del quadro complessivo cinque paesi conobbero in quegli anni uno shock particolarmente violento. Russia, Kazakhstan, Lituania, Lettonia ed Estonia ebbero aumenti di disoccupazione fino al 300 per cento, mentre nel resto della macroregione considerata il contraccolpo delle privatizzazioni fu minore, per le diverse condizioni sociali e culturali presenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;Il rapporto fra privatizzazioni accelerate e disoccupazione non ha bisogno di troppe spiegazioni: l&amp;rsquo;arrivo di privati &amp;ndash; e con essi di una logica di profitto &amp;ndash; alla guida di aziende in cui l&amp;rsquo;efficienza produttiva era da decenni subordinata all&amp;rsquo;utilit&amp;agrave; sociale, ha provocato quasi sempre il licenziamento di moltissimi lavoratori, in un contesto economico di crisi molto grave in cui trovare un nuovo impiego (soprattutto per persone non giovanissime) era praticamente impossibile. E il lavoro &amp;laquo;a vita&amp;raquo; in aziende di stato era in quei paesi, fino al &amp;rsquo;91-&amp;rsquo;92, una condizione esistenziale globale: con il lavoro si aveva la casa, l&amp;rsquo;assistenza sanitaria, le vacanze, un&amp;rsquo;immagine sociale: perdendo il lavoro, si perdeva tutto in un colpo. E in paesi dove il fumo, l&amp;rsquo;alcol e stili di vita imprudenti erano gi&amp;agrave; pericolosamente diffusi tra la popolazione maschile, lo shock psicologico di questa perdita ha portato a un vero e proprio crollo fisico. Si aggiungano altri due effetti diretti (e contemporanei) delle politiche neoliberiste come&amp;nbsp; il&amp;nbsp; collasso delle strutture sanitarie gratuite e il vertiginoso aumento del prezzo dei farmaci, e gli ingredienti per l&amp;rsquo;avvio di quella che a tutti gli effetti &amp;egrave; stata una strage di massa diventano chiari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;Meglio &amp;egrave; andata, sottolinea lo studio dei professori David Stuckler e Lawrence King, in paesi magari pi&amp;ugrave; arretrati ma con una migliore rete di sostegno famigliare, come in Albania, o dove c&amp;rsquo;erano organizzazioni&amp;nbsp; di difesa sociale pi&amp;ugrave; efficienti, come in Polonia o nella Repubblica C&amp;egrave;ca, o ancora in alcune repubbliche asiatiche dove le privatizzazioni sono state introdotte in modo molto pi&amp;ugrave; graduale. L&amp;igrave; l&amp;rsquo;aumento di disoccupazione &amp;egrave; stato molto minore, e non ci sono state variazioni nella mortalit&amp;agrave; &amp;ndash; anzi in qualche caso questa &amp;egrave; addirittura diminuita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;Ma di quel milione di morti qualcuno dovrebbe ben portare la responsabilit&amp;agrave;. Ci sono infatti uomini in carne ed ossa che questo hanno voluto e imposto: l&amp;rsquo;allora presidente Boris Eltsin, ovviamente, gli &amp;laquo;economisti&amp;raquo; affascinati dal neoliberismo come Egor Gaidar o Anatoly Chubais, per non parlare della schiera di &amp;laquo;consiglieri&amp;raquo; occidentali come Jeffrey Sachs o Anders Aslund, per arrivare ai principali responsabili, ovvero statisti ed economisti dell&amp;rsquo;Occidente nostrano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;Altra tragica conseguenza del crollo del Muro di Berlino sono state le guerre nei Balcani, che dal 1992 in avanti hanno insanguinato tutta la ex-Jugoslavia e nelle quali &amp;egrave; stato evidente il ruolo delle potenze imperialiste occidentali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;Insomma, gli odierni celebratori del crollo del Muro di Berlino non fanno che rendersi complici servili delle nefandezze e delle ingiustizie che si accompagnano all&amp;rsquo;imposizione del modello neoliberista, un modello basato sull&amp;rsquo;arricchimento dei pochi a danno della massa dei lavoratori e della gente comune, come la cronaca quotidana ci conferma in ogni angolo del mondo.&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

               <comments>http://piemonte.indymedia.org/article/6243#comments</comments>

               <category>Antifascismo</category>

               <category>Provincia di Torino</category>

               <category>Notizie</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>MANNU LIBERO, SOLIDARIETA' AGLI ANTIFASCISTI PERQUISITI</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6242</link>

               <guid isPermaLink="true">http://piemonte.indymedia.org/article/6242</guid>

               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 12:57:52 +0200</pubDate>

               <author>xx</author>

               <description>Stamani le solerti forze di polizia hanno perquisito numerosi abitazioni di compagni e compagne appartenenti a centri sociali e non solo. Se questo non bastasse un compagno Ã¨ stato arrestato adducendo ad un presunto pericolo di fuga &lt;br&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18pt; font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;MANNU LIBERO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;SOLIDARIETA' AGLI ANTIFASCISTI PERQUISITI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-tab-count: 1;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Le accuse vanno dalla detenzione di presunti esplosivi, ai rapporti di solidariet&amp;agrave; internazionale, alle iniziative contro la presenza dei fascisti in citt&amp;agrave;, alle iniziative contro Forza Nuova a Rignano sull'Arno. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il GIP Pezzuti ha pensato bene di tentare la carta dell'aggravante di terrorismo, utilizzando in maniera piuttosto stravagante quanto previsto dal Decreto Pisanu sulla nuova definizione di terrorismo stesso &amp;ldquo; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;Sono considerate con finalit&amp;agrave; di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un&amp;rsquo;organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un&amp;rsquo;organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un&amp;rsquo;organizzazione internazionale, nonch&amp;eacute; le altre condotte definite terroristiche o commesse con finalit&amp;agrave; di terrorismo da convenzioni o altre norme di diritto internazionale vincolanti per l&amp;rsquo;Italia&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&amp;rdquo;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Non stiamo qui a leccarci le ferite ma lanciamo da subito quello che deve essere per ognuno di noi una pratica da cui nessuno pu&amp;ograve; &amp;ldquo;dissociarsi&amp;rdquo;: la solidariet&amp;agrave;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Fuori da ogni richiesta di giustizialismo pensiamo che non sia casuale che in prossimit&amp;agrave; dell'ennesimo tentativo di svolgere iniziative in citt&amp;agrave; da parte di quei fascisti di Forza Nuova, si vada a colpire proprio chi in questi anni &amp;egrave; stato protagonista nell'impedire qualsiasi tipo di agibilit&amp;agrave; politica a questi loschi figuri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Nell'ultimo anno magistratura, questura hanno operato in maniera tale da cercare di stroncare nella nostra citt&amp;agrave; ogni tentativo di protagonismo politico, attraverso gli avvisi orali e le perquisizioni agli studenti, convocazioni in questura, fino ad arrivare a quanto &amp;egrave; successo oggi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Un clima davanti al quale, come pi&amp;ugrave; volte abbiamo detto e scritto, non si pu&amp;ograve; sottacere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Particolarmente in questo momento non possiamo pensare e tollerare che qualcuno si possa sentire non coinvolto da quanto sta succedendo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Che sappia chi di dovere, davanti a quanto venuto alla luce in questi mesi, che non tollereremo nessun atto di vessazione verso il compagno arrestato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;VENERDI 6 NOVEMBRE ORE 17.30&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;PRESIDIO SOTTO LA PREFETTURA DI FIRENZE IN VIA CAVOUR&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;SABATO 7 NOVEMBRE ORE 16.00 PIAZZA SAN MARCO &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;MANIFESTAZIONE PER LA LIBERAZIONE DI MANNU&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;IN SOLIDARIETA' AI PERQUISITI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;CPA FI-SUD, CANTIERE SOCIALE K100, CSA NEXT EMERSON, MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA, INDIVIDUALITA' ANARCHICHE FIORENTINE, COLLETTIVO POLITICO SCIENZE POLITICHE, ASSEMBLEA DELLE SCUOLE IN LOTTA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

               <comments>http://piemonte.indymedia.org/article/6242#comments</comments>

               <category>Repressione</category>

               <category>Italia</category>

               <category>Comunicati</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>Cucchi picchiato. Foto segnaletiche</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6241</link>

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               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 11:44:08 +0200</pubDate>

               <author>4 mele marce...</author>

               <description>Cucchi, le ultime foto da vivo.
Lividi 6 giorni prima della morte.
Immagini scattate 20 ore dopo l'arresto: visibili le tracce delle percosse subite dall'uomo
o durante il fermo eseguito dai carabinieri, oppure durante la sua traduzione in carcere effettuata dalla Polpen.&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Ematomi rossastri intorno agli occhi. Lividi sul collo che si allungano fino alle mandibole, appena sotto gli zigomi. Stefano Cucchi &amp;egrave; stato picchiato. Lo dicono le foto segnaletiche che gli sono state scattate dalla Polizia penitenziaria all'ufficio matricole del Regina Coeli. &lt;br&gt; &lt;br&gt; Era il 16 pomeriggio, a nemmeno venti ore dal suo fermo avvenuto alle 23,30 del giorno prima. Per quanto le fotografie possano essere influenzate dalla luce, dall'angolazione, dalla stampa, certo &amp;egrave; che i colori sul viso di Cucchi sono quelli dei lividi. Non si pu&amp;ograve; guardare, quel ritratto, l'unico scattato dopo il suo arresto, senza pensare che sei giorni dopo quell'uomo di 31 anni con lo sguardo spaventato, finito in carcere per aver venduto una dose da 20 euro di hascisc, sarebbe morto. Una morte assurda avvenuta il 22 ottobre, alle 6,20 del mattino, nel reparto detenuti dell'ospedale Pertini, senza un perch&amp;eacute;. E a oggi ancora senza un responsabile. &lt;br&gt; &lt;br&gt; E le foto scattate in carcere non si possono non confrontare con quelle diffuse dalla famiglia dopo l'autopsia, con un ematoma gonfio sopra il sopracciglio sinistro, la mandibola destra segnata da un solco verticale e all'apparenza fratturata. Un occhio che pareva schiacciato nell'orbita ed ecchimosi profonde alle orbite. Al suo ingresso in carcere, le tumefazioni al volto e al collo erano ben visibili. Il gonfiore alla mascella destra - sembra un ascesso a un dente - pure. Ma lui, in quel momento, era ancora vivo. E non sembrava in punto di morire. Se le condizioni al suo ingresso in prigione erano quelle certificate dagli scatti delle segnaletiche della polizia, chi allora lo ha ridotto nel modo che le foto dopo la sua morte hanno tragicamente svelato? &lt;br&gt; &lt;br&gt; Non solo la procura s'&amp;egrave; mossa per dare una risposta agli interrogativi che la morte di Cucchi (la centroquarantottesima dell'anno avvenuta in carcere), sollevano. Anche il mondo della politica si sta dando da fare. La Commissione parlamentare sulla sanit&amp;agrave; presieduta da Ignazio Marino ha inviato i Nas ad acquisire le cartelle cliniche, mentre il deputato Idv Stefano Pedica s'&amp;egrave; recato nei giorni scorsi al Regina Coeli per prendere visione di tutta la documentazione dal momento dell'arresto di Cucchi a quello del suo decesso. Quei referti testimoniano ora la lenta agonia del detenuto che, pur avendo denunciato alla direttissima di essere &quot;sieropositivo, anoressico ed epilettico&quot;, non &amp;egrave; mai stato visto da uno psicologo, n&amp;egrave; da uno psichiatra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt; &quot;La mattina del 17 ottobre - hanno riferito al senatore Pedica i detenuti che sono stati insieme a Cucchi nella medicheria del Regina Colei - Stefano non riusciva ad alzarsi dal letto per i dolori alla schiena che lo avevano tormentato tutta la notte&quot;. Quei dolori gli erano provocati da fratture diagnosticate al Fatebenefratelli il giorno prima: &quot;Trauma contusivo al rachide lombosacrale - refertava il medico del pronto soccorso - la radiografia mostra una frattura della terza vertebra lombare e un'altra della prima vertebra coccigea. Stazione eretta e deambulazione impossibili&quot;. In quelle condizioni, trascinandosi prima e aiutato da una sedia a rotelle poi, Stefano Cucchi era arrivato nella sua cella del Pertini. Da dove non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; uscito vivo. &lt;br&gt; &lt;span&gt;&amp;copy; Riproduzione riservata&lt;/span&gt; &lt;span&gt;(&lt;em&gt;6 novembre 2009&lt;/em&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;16-10-09 Foto segnaletiche che gli sono state scattate dalla Polizia penitenziaria all'ufficio matricole del Regina Coeli.&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

               <comments>http://piemonte.indymedia.org/article/6241#comments</comments>

               <category>Repressione</category>

               <category>Italia</category>

               <category>Notizie</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>Torino. Scritta â€œFuoco al tricoloreâ€ sulla sede di AN</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6240</link>

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               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 03:54:34 +0200</pubDate>

               <author>FAI Torino</author>

               <description>Nessuna pace per chi fa guerra!&lt;BR&gt;
Torino. Nella notte tra il 5 e il 6 novembre, in corso Francia 19, sui muri della sede di AN - ora PdL - Ã¨ comparsa la scritta â€œFuoco al tricolore - FAIâ€.&lt;br&gt;&lt;br&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Nel pomeriggio dello stesso giorno Marrone di &amp;ldquo;Giovane Italia&amp;rdquo; aveva dichiarato alla stampa l&amp;rsquo;intenzione di querelare la Federazione Anarchica per la bandiera data alle fiamme in piazza Castello il 4 novembre, festa degli assassini in divisa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;La risposta dei senza patria &amp;egrave; scritta sui muri della sua sede.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Qui le info sulle dichiarazioni di Marrone del 5 novembre:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;article/6235&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;http://piemonte.indymedia.org/article/6235&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;E qui foto e cronaca dell&amp;rsquo;azione antimilitarista del 4 novembre:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;article/6230&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;http://piemonte.indymedia.org/article/6230&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;No a tutte le frontiere, no a tutte le guerre!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Federazione Anarchica Torinese &amp;ndash; FAI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Corso Palermo 46&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;La sede &amp;egrave; aperta ogni gioved&amp;igrave; dalle 21&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Info: &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;mailto:fai_to@inrete.it&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;fai_to@inrete.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;338 6594361&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

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               <category>Guerre e Antimilitarismo</category>

               <category>Provincia di Torino</category>

               <category>Notizie</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>ROSSI DI VERGOGNA - I comunisti e la questione immorale</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6239</link>

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               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 01:15:56 +0200</pubDate>

               <author>Germano Monti</author>

               <description>La notizia dei finanziamenti erogati dai palazzinari romani al PRC in coincidenza con lâ€™approvazione del Nuovo Piano Regolatore della Capitale Ã¨ nota ormai da mesi, resa pubblica anche da dirigenti dello stesso PRC ....&lt;br&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 16pt; color: red; font-family: Verdana;&quot;&gt;ROSSI DI VERGOGNA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: blue; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;I comunisti e la questione immorale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;La notizia dei finanziamenti erogati dai palazzinari romani al PRC in coincidenza con l&amp;rsquo;approvazione del Nuovo Piano Regolatore della Capitale &amp;egrave; nota ormai da mesi, resa pubblica anche da dirigenti dello stesso PRC. Questi finanziamenti sono stati conferiti - sia direttamente al partito che ad un&amp;rsquo;associazione collaterale &amp;ndash; nel corso del 2008, prima della catastrofe elettorale, almeno da quanto &amp;egrave; dato sapere. N&amp;eacute; il vecchio gruppo dirigente romano (ora confluito nel nuovo partito guidato da Niki Vendola), n&amp;eacute; quello &amp;ldquo;nuovo&amp;rdquo; conseguente al congresso di Chianciano hanno mai fornito pubblicamente spiegazioni in merito, nonostante l&amp;rsquo;evidente malessere suscitato dalla vicenda; anzi, il comportamento della &amp;ldquo;nuova&amp;rdquo; direzione politica &amp;egrave; apparso quantomeno contraddittorio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;Da un lato, &amp;egrave; stata presentata una denuncia alla magistratura perch&amp;eacute; indaghi su quei finanziamenti; dall&amp;rsquo;altro, oltre a non affrontare pubblicamente la questione, si &amp;egrave; lavorato per ridurre al silenzio i compagni che avevano sollevato il problema, fino all&amp;rsquo;estromissione del nuovo tesoriere della federazione romana, lo stesso che aveva trovato e denunciato le dazioni dei costruttori. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;Parallelamente all&amp;rsquo;emarginazione dei compagni suddetti (non scevra da insinuazioni diffamatorie, in perfetto stile stalinista), sono avvenuti alcuni accadimenti politici significativi: prima, la segreteria nazionale del PRC &amp;egrave; stata allargata ai bertinottiani rimasti nel partito, relegando in minoranza alcune componenti &amp;ndash; quali l&amp;rsquo;Ernesto e Falce e Martello - che avevano contribuito a determinare la &amp;ldquo;svolta&amp;rdquo; di Chianciano; successivamente, la medesima operazione &amp;egrave; stata estesa ai livelli locali del partito, cominciando proprio da Roma, dove il ritorno dei bertinottiani alla guida del partito &amp;egrave; condizionato, fra l&amp;rsquo;altro, al ritiro della denuncia presentata contro gli attuali esponenti di Sinistra e Libert&amp;agrave; per la vicenda dei soldi dei palazzinari. Tutto questo avviene mentre il vertice del PRC lancia continue proposte unitarie tanto agli ex di S&amp;amp;L, quanto allo stesso PD, in vista delle imminenti elezioni regionali. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;Appare chiaro che non &amp;egrave; sufficiente affrontare la situazione in termini di questione morale; semmai, dobbiamo parlare di una questione immorale, alla luce degli sviluppi politici ormai sotto gli occhi di tutti. Nel giro di meno di un anno, le suggestioni evocate dalla &amp;ldquo;svolta&amp;rdquo; di Chianciano sono completamente evaporate: dai livelli locali a quello nazionale, la linea del PRC &amp;egrave; tornata ad essere quella della subordinazione al centrosinistra in tutte le sue forme, in cambio della speranza di qualche poltrona per dirigenti bolliti ed a forte rischio di indigenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;Naturalmente, questa linea politica presuppone un appeasement con gli scissionisti confluiti in S&amp;amp;L, esattamente come hanno sempre voluto i bertinottiani rimasti nel PRC, che vedono ora premiata la loro lungimiranza, testimoniata da ultimo dal languido appello unitario (Caro Nichi, caro Franco, caro Gennaro&amp;hellip;) lanciato dalle pagine del Manifesto da Bruno Steri e Claudio Grassi, esponenti di una corrente che, chiss&amp;agrave; perch&amp;eacute;, si chiama &amp;ldquo;Essere Comunisti&amp;rdquo;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;La questione immorale consiste, quindi, nell&amp;rsquo;inganno perpetrato a Chianciano, quando si fece credere che la stagione del governismo era ormai alle spalle e si apriva una nuova fase di ricostruzione di una forza politica di opposizione, alternativa tanto al liberismo populista del centrodestra, quanto al liberismo tout court del centrosinistra e del PD. Che la &amp;ldquo;svolta&amp;rdquo; non fosse tale, era in realt&amp;agrave; percepibile gi&amp;agrave; nei mesi immediatamente successivi al congresso, quando nella maggior parte delle tornate elettorali importanti &amp;ndash; Bologna, in primis &amp;ndash; il PRC si &amp;egrave; affrettato ad aderire nuovamente a coalizioni con il PD, ma la squallida vicenda romana e la proposta del segretario del PRC di un &amp;ldquo;governo a termine&amp;rdquo; con PD e UDC hanno definitivamente svelato la truffa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;*****&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;Gli eventuali risvolti giudiziari della vicenda dei finanziamenti dei costruttori romani al PRC non rivestono alcun interesse. Il motivo che mi spinge ad intervenire su questa vicenda &amp;egrave; tutto politico, e non riguarda tanto il passato recente della sinistra politica italiana, quanto le sue prospettive. D&amp;rsquo;altro canto, sarebbe ingenuo illudersi che le conseguenze delle scelte e dei comportamenti politici non pesino come macigni sul nostro futuro pi&amp;ugrave; o meno prossimo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;Continuare a conferire credibilit&amp;agrave; al ceto politico della sinistra ex parlamentare si configura come qualcosa di peggio di una forma di accanimento terapeutico; in effetti, sarebbe pi&amp;ugrave; corretto parlare di vilipendio di cadavere. Interloquire con chi da anni sfrutta e svende aspirazioni e bisogni di milioni di lavoratori, giovani, donne, con chi ha gettato nella spazzatura i movimenti, con chi ha fatto del malaffare la propria linea politica, con chi ha perso ogni credibilit&amp;agrave; nei confronti delle masse, non significa che due cose: rendersi suo complice ed aver perso qualunque contatto con la realt&amp;agrave;. Del resto, quale sia il giudizio popolare su quella &amp;ldquo;sinistra&amp;rdquo; si &amp;egrave; visto: spazzati via dal parlamento nazionale e da quello europeo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;Anche il silenzio &amp;egrave; complicit&amp;agrave;, ed &amp;egrave; bene riflettano tutti coloro che hanno taciuto e tacciono sulla sporca vicenda romana, il che vuol dire pi&amp;ugrave; o meno tutto l&amp;rsquo;arco della sinistra politica, da Sinistra Critica al PCL, da Sinistra Popolare ai tanti raggruppamenti che &amp;ndash; con la solitaria eccezione della Rete dei Comunisti &amp;ndash; non hanno avuto nemmeno il coraggio di chiedere ai dirigenti del PRC una qualche spiegazione sui benevoli finanziamenti edilizi, come se la cosa non li riguardasse.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;E invece ci riguarda tutti, e non comprenderlo significa vivere al di fuori della realt&amp;agrave;, perch&amp;eacute; solo chi vive in un&amp;rsquo;altra dimensione pu&amp;ograve; illudersi che quel fango non ci insozzi tutti quanti. Eppure, non &amp;egrave; passato tanto tempo da quando il termine &amp;ldquo;socialista&amp;rdquo; &amp;egrave; divenuto sinonimo di corruzione e ladrocinio, grazie ai comportamenti politici di chi di quel termine aveva la titolarit&amp;agrave;. Qualcuno pu&amp;ograve; negare che, al giorno d&amp;rsquo;oggi, chi si definisce &amp;ldquo;comunista&amp;rdquo; non rischi di fare la stessa fine? Qualcuno pu&amp;ograve; seriamente credere che quegli stessi operai del nord che votano la Lega o quegli stessi proletari romani che si rivolgono alla destra populista, persino quegli attivisti sindacali e di movimento che guardano all&amp;rsquo;Italia dei Valori non lo facciano (anche) perch&amp;eacute; non solo delusi, ma letteralmente schifati da una &amp;ldquo;sinistra&amp;rdquo; e da &amp;ldquo;comunisti&amp;rdquo; che si comprano e si vendono come vacche al mercato? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;I lavoratori ed i cittadini romani dovranno fare i conti con altri 70 milioni di metri cubi di cemento, cio&amp;egrave; con un ulteriore peggioramento della qualit&amp;agrave; della vita, esattamente come &amp;ndash; su un altro livello &amp;ndash; un&amp;rsquo;intera generazione politica ha dovuto fare i conti con la complicit&amp;agrave; della sua rappresentanza politica con le missioni militari, con il genocidio dei Palestinesi, con lo smantellamento del welfare, con i regali a Confindustria ed a tutto il padronato, con le privatizzazioni dei servizi pubblici, con il deperimento di quel sistema di garanzie e tutele sociali ereditato dalle lotte e dalle conquiste degli anni 60 e 70. Insomma, come &amp;egrave; pensabile che si ripropongano le stesse facce, lo stesso ceto politico responsabile di una tale catastrofe? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;Quelle facce devono sparire. Quel ceto politico deve avere perlomeno il buon gusto di ritirarsi a vita privata. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;*****&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;Naturalmente, non sta a me proporre una exit strategy dalla palude maleodorante in cui siamo precipitati, ma non credo di essere il solo a cogliere la contraddizione intollerabile fra il portato storico del movimento operaio e comunista e la sua macchiettistica rappresentazione attuale nel nostro Paese. Non credo di essere il solo a comprendere che la questione immorale risiede non tanto nel comportamento dei singoli, quanto in una linea politica che prevede il governismo a tutti i costi, che privilegia il posizionamento su qualche poltrona &amp;ndash; politica o amministrativa &amp;ndash; rispetto alla costruzione politica e culturale di una forza organizzata di classe all&amp;rsquo;altezza delle sfide del XXI secolo, una linea politica che spalanca praterie per qualunque ruminante disposto a tutto per poter brucare quello che gli interessa. Anche a scambiare la qualit&amp;agrave; della vita di un&amp;rsquo;intera metropoli con gli interessi di qualche speculatore. Anche a chiudere gli occhi sul sangue dei morti sul lavoro che macchia le banconote pervenute sul suo conto bancario. Anche a governare insieme ai politicanti pi&amp;ugrave; corrotti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;In questo scenario, credo che sottrarsi a qualunque collaborazionismo, a partire da quella farsa che va sotto il nome di Federazione della Sinistra Alternativa, sia il primo, necessario passo per respirare aria pulita. Non &amp;egrave; sufficiente e non risolve il problema della ricostruzione di un soggetto politico credibile, ma &amp;ndash; almeno &amp;ndash; ci consente di ragionare liberamente e di ricercare una sintonia con i nostri soggetti sociali di riferimento, che sono cosa molto diversa e, direi, contrapposta rispetto a quel ceto politico impresentabile che si ostina ad autocandidarsi, nonostante l&amp;rsquo;evidenza del suo inglorioso fallimento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm 0pt; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background: white; margin: 11.25pt 0cm 0pt; line-height: 13.5pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

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               <category>Altro</category>

               <category>Italia</category>

               <category>Opinioni</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>Alfano e Maroni: &quot;Riapriremo Pianosa e l'Asinara&quot;</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6238</link>

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               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 00:56:49 +0200</pubDate>

               <author>Repubblica.it</author>

               <description>Il ministro della Giustizia annuncia la riapertura del supercarcere toscano, chiuso nel '98.
Mentre il titolare dell'Interno da Londra parla della struttura in Sardegna. Ma il governo Ã¨ spaccato.

Alfano e Maroni: &quot;Riapriremo Pianosa e l'Asinara&quot;.
Matteoli e Prestigiacomo nettamente contrari.

Per il ministro delle Infrastrutture si tratta di &quot;un marchiano errore&quot;.
Si oppongono anche il presidente del Parco dell'Arcipelago Toscano e Legambiente.&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ROMA &lt;/strong&gt;- Il governo punta alla riapertura dei supercarceri di Pianosa e dell'Asinara. Ma, sulla decisione, l'esecutivo si spacca: mentre per il ministro della Giustizia Angelino Alfano e dell'Interno Roberto Maroni si tratta di una decisione corretta e opportuna, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli lo definisce &quot;un marchiano errore&quot;. Si schiera contro anche il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo: &quot;Pianosa come anche l'Asinara sono due gioielli della natura e vanno semmai valorizzate&quot;. La riapertura di Pianosa, carcere chiuso nel giugno '98, &amp;egrave; prevista nel piano carceri del governo, mentre nel secondo caso si tratta ancora di un'ipotesi allo studio. &quot;Nel piano carceri del governo - si legge in una nota del dicastero di via Arenula - sar&amp;agrave; prevista la riapertura di Pianosa. Il Guardasigilli ha dato mandato al Dipartimento di polizia Penitenziaria di avviare le procedure per la riapertura del carcere&quot;. &lt;br&gt; &lt;br&gt; &quot;La scelta rientra nella strategia dei circuiti penitenziari differenziati e nella individuazione di strutture che abbiano una vocazione specifica nella custodia dei detenuti al 41bis. Il governo - conclude la nota - andr&amp;agrave; avanti nel contrasto alla mafia con il piano straordinario di lotta contro il crimine organizzato e non si far&amp;agrave; intimidire da alcuna minaccia&quot;. &lt;br&gt; &lt;br&gt; Contro la riapeertura del carcere si schiera senza mezzi termini il ministro Matteoli: &quot;Come politico toscano mi sono battuto a suo tempo con tutte le mie energie per la sua chiusura e, quindi, resto nettamente contrario ad una eventuale sua riapertura. Il collega Alfano, evidentemente, non conosce lo stato di abbandono in cui si trova la struttura che ospitava il carcere e, probabilmente, non sa quanto sia pesato in termini di costi alle casse statali tenerla aperta fino a qualche anno fa&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt; La decisione, sostiene intanto il presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, Mario Tozzi, &quot;&amp;egrave; una senza alcun senso, anzi criticabile da ogni punto di vista: sociale e ambientale&quot;. &lt;br&gt; &lt;br&gt; &quot;Sbagliata sul piano sociale - spiega Tozzi - perch&amp;eacute; sull'isola sono stati avviati progetti con cooperative di detenuti in regime di articolo 21, trasformando dunque il carcere speciale in struttura di reinserimento, e criticabile anche sotto il profilo ambientale perch&amp;egrave; riaprire il supercarcere significa fare infrastrutture e lavori che rischiano di deturpare uno dei pochi paradisi rimasti in una delle zone pi&amp;ugrave; belle d'Italia. Forse non tutti sanno che Pianosa, con la sua capacit&amp;agrave; di assorbimento di anidride carbonica, &amp;egrave; una sorta di laboratorio naturale che verrebbe disperso con la riapertura del penitenziario&quot;. &lt;br&gt; &lt;br&gt; Contrarissimi anche gli esponenti di Legambiente: &quot;Il governo passa come un rullo compressore sulle proteste elbane e su tutti i progetti di riqualificazione dell'isola di Pianosa&quot;, afferma Umberto Mazzantini, responsabile del circolo Legambiente dell'Arcipelago Toscano. &lt;br&gt; &lt;br&gt; Ma una parte del governo sembra decisa. Tanto che a breve potrebbe riaprire anche il carcere dell'Asinara: lo sostiene il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, oggi a Londra, per il G6 dei ministri dell'Interno: &quot;Non solo riaprire il carcere di sicurezza di Pianosa, stiamo discutendo anche di riaprire il carcere dell'Asinara. - afferma, rispondendo a una domanda dei giornalisti - L'Italia ha molte di queste strutture ed &amp;egrave; un peccato lasciarle l&amp;agrave;: bisogna riaprirle e metterci dentro i mafiosi cattivi. Il termine stesso isolare significa mettere qualcuno su un'isola. e l'Italia ha molte strutture di questo tipo. Se non deve essere l'Asinara studieremo altre soluzioni&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;(&lt;em&gt;5 novembre 2009)&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

               <comments>http://piemonte.indymedia.org/article/6238#comments</comments>

               <category>Repressione</category>

               <category>Italia</category>

               <category>Re-imbucato da altri media</category>

               


            </item>

            


            <item>

               <title>S. dal Cie di nuovo in ospedale</title>

               <link>http://piemonte.indymedia.org/article/6237</link>

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               <pubDate>Thu, 05 Nov 2009 21:24:10 +0200</pubDate>

               <author>aa</author>

               <description>--&lt;br&gt;
&lt;p&gt;S., il recluso del Centro che ieri si era tagliato ed era stato portato all'ospedale si &amp;egrave; tagliato di nuovo. L'hanno portato d'urgenza al Martini, pare sia grave. A presto aggiornamenti.&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>

               <comments>http://piemonte.indymedia.org/article/6237#comments</comments>

               <category>Migrazioni e antirazzismo</category>

               <category>Italia</category>

               <category>Notizie</category>

               


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